Primetime – Robert Pattinson è Chris Hansen e di nuovo vi sorprenderà

15 Ottobre 2026

Il 5 settembre la 83° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica non sarà ricordata solo per gli Oasis, ma anche per Robert Pattinson. L’attore britannico che quest’anno abbiamo già apprezzato in The Drama e nel ruolo di Antinoo in Odissea, prossimamente come antagonista in Dune 3, ma ora come protagonista di Primetime distribuito da noi con I Wonder Pictures. Questo film è diretto dal regista di documentari Lance Oppenheim che per la prima volta alla regia di un film di finzione ma sempre basato su una storia vera.

Robert Pattinson è Chris Hansen, un noto presentatore americano dei primi anni Duemila sulla bocca di tutti per merito di un programma che andava in onda sulla rete televisiva NBC. Il docu-reality in questione, prodotto dal 2004 al 2007, si intitolava To Catch a Predator e come può far intendere il titolo si occupava di predatori. I ricercati in questione non erano animali ma esseri umani, la specie più disgustosa, i maniaci sessuali di minori. Nel film viene proprio mostrato il dietro le quinte del programma televisivo, i componenti della troupe e tutto l’entourage di Hansen. La modalità della struttura di ogni puntata è sempre la stessa: scovare un predatore, fargli credere che avrà un incontro con un minorenne maschio o femmina che sia, invitarlo ad entrare in casa con un esca e poi fargli apparire lo stesso Chris che recitando le orripilanti chat per fare confessare il pedofilo di turno che nel momento che scappa viene braccato dalla polizia.

Il film essendo una biografia ovviamente è incentrato sul personaggio di Hansen, che Pattinson interpreta egregiamente e molto in sottrazione. L’attore britannico non è il solo che spicca, infatti la scena gli viene rubata da ben due altri personaggi. La sua produttrice esecutiva Lynn Keller, l’attrice Merritt Wever e Dan il giovane attore scelto come nuova esca interpretato da Skyler Gisondo. Un altro aspetto che colpisce è la regia che è proprio quello che ti aspetti da un regista di docufilm, infatti il tono dell’intero film è come un reality dentro un reality, pur parlando di tematiche complesse si sceglie un tono leggero che non cade mai nel banale e giova alla visione di Primetime.

L’unica critica che si può trovare è quella di paragonare, allo stesso livello, la tresca extra-coniugale dello stesso Hansen con una giovane trentenne agli individui che lui stesso riusciva a fare catturare. Per concludere il film vale la sua visione e Robert Pattinson si conferma, ancora una volta, un grandissimo attore pieno di talento che ormai è lontano dai tempi del vampiro Edward Cullen.

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