di Emiliano Metalli
Milena Mancini e Andrea Bosca portano a Via Margutta due storie di violenza coniugale, intrecciando il punto di vista femminile e quello maschile in una performance che invita a fermarsi e ad ascoltare.
Alcune storie chiedono di essere ascoltate, ma per riuscire a farsi sentire devono attraversare il rumore del mondo. Letteralmente, in una via Margutta affollata e chiassosa è accaduto con Ascoltami – Due voci, una sola identità, la performance scritta da Milena Mancini e interpretata insieme ad Andrea Bosca, andata in scena il 13 ottobre negli spazi di Margutta Design, al civico 5/6 di Via Margutta, in occasione della Notte Bianca del Fuori Sala di Alice nella Città.
Fermi davanti a un microfono, i due interpreti hanno saputo costruire uno spazio di ascolto intenso, affidandosi alla forza della parola e alla propria presenza. La loro interpretazione, profondamente emotiva, ha restituito alle storie di Anna e Francesco una credibilità che non ha avuto bisogno di gesti enfatici né di un palco. Milena Mancini e Andrea Bosca hanno dato corpo e voce al dolore, lasciando che fossero le parole, le pause e le emozioni a raggiungere il pubblico, anche quando il contesto sembrava volerle sommergere. E il pubblico li segue, li asseconda, abbassa la testa in segno di assenso, ride, si commuove perché è parte integrante del racconto.

A colpire è soprattutto la scelta drammaturgica di mettere in dialogo due prospettive: quella femminile e quella maschile. Due storie di violenza coniugale che si avvicinano e si intrecciano, senza sovrapporsi, come due facce della stessa medaglia. Non si tratta di confondere esperienze che hanno origini, conseguenze e dimensioni sociali differenti, né di cancellare il peso specifico di un argomento più urgente: la violenza sulle donne suggerita anche dal rosso della scarpe di Milena Mancini. Un segno riconoscibile, quasi una dichiarazione politica silenziosa, che entra in dialogo con la parola e con la scelta di dare spazio anche alla voce maschile. Non un’immagine che esaurisce il discorso, ma un punto di partenza per allargarlo.
Si tratta, quindi, di ampliare lo sguardo, riconoscendo che ascoltare significa anche saper accogliere ogni voce, anche quella che non corrisponde alle nostre aspettative.
In questo senso, Ascoltami sceglie una strada interessante: non costruisce una contrapposizione tra vittime, ma invita a riconoscere la violenza attraverso le storie e le parole di chi la subisce. Anna e Francesco diventano così figure complementari, capaci di interrogare tutti proprio attraverso le differenze che li separano. Il loro racconto suggerisce che, prima di ogni giudizio, esiste una responsabilità comune: prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi, imparare a riconoscere i segnali, non lasciare che il dolore altrui resti invisibile.
La performance ha trovato posto in un contesto particolare: la Notte Bianca di Via Margutta, appuntamento che ha inaugurato il Fuori Sala della XXIV edizione di Alice nella Città, portando cinema, arti visive, incontri e spettacoli fuori dalle sale, tra atelier, gallerie e luoghi della vita quotidiana. A ospitare Ascoltami è stato Margutta Design, spazio dedicato al design e al dialogo tra oggetti, architettura e immaginario cinematografico.
Nel mezzo di questo evento globale, ascoltare non è sempre facile, soprattutto quando intorno tutto distrae e reclama attenzione. Eppure è proprio lì, nel mezzo di una affascinata confusione , che le voci di Anna e Francesco hanno cercato di farsi spazio: il primo passo per riconoscere la violenza, in tutte le sue forme, è forse imparare davvero ad ascoltare.

