L’umile pagella musicale del venerdì

Lo so, lo so, venerdì scorso non siete stati deliziati di questa meravigliosa e fondamentalmente umile pagella musicale, ma come è giusto ricordarvi, dietro ai blog, alle pagine, alle rubriche ci sono persone, essere umani, casini, traslochi, case libri auto viaggi fogli di giornali. Son qua per chiedere pubblicamente venia e per promettervi solennemente che mai più vi lascerò senza la vostra umile pagella musicale del venerdì.

Altro piccolo inciso che vira a mio sfavore: mi credete che metà di quelli di cui vi parlo qua non li ho mai sentiti? Li sento per la prima volta per consigliarveli (o meno). Sarà che sono anni che non ho la tv in casa, che sono abitudinaria, o chi lo sa.

Ad ogni modo, bando alle ciance ed entriamo nel vivo dell’umile pagella musicale.

7/10 YO – Mikush Dirompente e graffiante, due parole che identificano alla perfezione questo nuovo singolo del giovane rapper lombardo. Fa saltare, fa agitare le acque come fu ai tempi di Thoiry. La scelta di portare il jersey grill in Italia è audace, ma sicuramente azzeccata.

6,5/10 Marienne – Depsure Luci e ombre, angelo e demone. Pop, r’n’b e synthwave, un miscuglio di cose, ma raga, l’avete sentito quell’assolo di chitarra elettrica che smorza il tutto?! A D O R O H .

7/10 Chiamerei – Matteo Crea Dopo averlo visto sugli schermi con Margini, Matteo fa vedere un nuovo lato di sé con una ballad intrisa di malinconia.

7,5/10 Ansia e sapone – Legno Il titolo mi fa sorridere, voi ditemi se non vi è mai capitato di definirvi delle persone ansia e sapone?! Loro sempre piacevoli, i due misteriosi personaggi con la testa di legno. Questo singolo anticipa il terzo album LATO B, prossimo all’uscita. Attendiamo l’uscita speranzosi che sia all’altezza delle aspettative.

8,5/10 Un amore – Federico Fabi Una carezza che ricorda Lucio Dalla. L’arpeggio del giro di chitarra è un qualcosa di delicato quasi quanto la filarmonica che decora il tutto. Un bellissimo tuffo nel passato.

8/10 Valentina – Tatum Rush Per chi non lo conoscesse (e stranamente io lo conosco) Tatum Rush è un personaggio particolare. In sintesi è un melting pot di contaminazioni musicali e culturali e se vi fate un giro nella sua discografia ve ne renderete pienamente conto. Questo brano precipitoso anticipa il suo primo album italiano in uscita a fine ottobre.

7,5/10 Plenilunio – Filippo Cattaneo Ponzoni Sensuale (un po’ alla The Weeknd), indie (un po’ alla Venerus) l’intro ricorda un po’ Marracash nell’ultimo album. Che dire? Ha preso il bello da ogni versante ed il risulto è davvero gradevole, lo riascolti piacevolmente.

8,5/10 Ghibli – Savana Funk Bellissimo. Un vento caldo che avvolge. Non ho altre parole da aggiungere se non un calorosissimo invito ad ascoltarlo.

8/10 Moleskine – LefrasiincompiutediElena Nostalgici, post-pop, noir, un po’ depre insomma. LefrasiincompiutediElena preannunciano l’uscita del nuovo album con questo singolo totalmente irrequieto, con il cuore che si sgretola e con l’amore che dovrebbe finire ma non ci riesce.

7,5/10 Il mare è casa mia – Kaliae Azzeccato tutto. Le sonorità ammaliatrici e vagamente orientali, la sua voce che come un canto di sirena incanta, Kaliae come Calipso.

9/10 La felicità – Giovanni Troppi Credo che la gente si suddivida in due categorie: quelli che amano Giovanni Troppi e quelli che mentono. Un elenco di ciò che capita mentre si cerca la felicità. Attenzione però a non rimaner troppo concentrati sulla ricerca della felicità, che poi non ti accorgi di ciò che accade attorno.

7/10 QUANTO CASINO – Venz, Thierry Malinconico, equilibrio perfetto tra le percussioni martellanti (tipiche della produzione di Thierry) e il pianoforte che, quasi timidamente, accoglie le parole.

7/10 Farci male – Kid Gamma L’amore che fa girar la testa, quello che caratterizza la Generazione Z, travolto dalle influenze indie-pop-punk-rock. Fa saltellare, giovane e impattante.

6/10 Quando vedo te – dile Questa è una presa-a-male tipica dell’indie italiano. Personalmente non vedo nulla di che, nulla per cui esista una ragione per riascoltarla.

Terra Avida – CLIED La musica rende perfettamente l’idea. Dura, grezza, aggressiva. Terra popolata da avidi, che la rendono arida. Le parole, unite alla chitarra e alla batteria trovano il connubio perfetto per dare un’esperienza performante a quello che è l’ascoltatore e, senza ombra di dubbio, far muovere le coscienze.

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