Cosa è peggio di essere umani? – “I peggiori” di Jenco: specchio della contemporaneità.

28 Agosto 2025

Nda: Questo articolo potrà sembrare estremamente retorico ma il singolo del quale scrivo, calca argomenti di attualità e non posso che cadere (involontariamente) in alcuni cliché.

In queste giornate sono sempre più frequenti le notizie che riguardano ipotetiche tregue nei territori colpiti dalle guerre. Conflitti che stanno diventando sempre più sanguinosi e incontrollabili, inducono intere popolazioni a mobilitarsi per far sentire la propria voce e denunciare anche i propri stati che sono spesso i primi mandanti di queste lotte, finanziando ed esportando armi. Fa ridere (?) ripensare che qualche anno fa, una delle concorrenti di Miss Italia (un altro concorso che andrebbe boicottato) dichiarò che le sarebbe piaciuto vivere nel 1942 per vedere la guerra: pensare che oggi le basterebbe prendere un aereo per poter realizzare questo suo desiderio.

«Siamo peggio degli animali»: una frase forte che rende perfettamente l’immagine dell’essere umano accecato dalla rabbia (e dalla follia) che non riesce più a ragionare intraprendendo azioni disumane. Parla di tutto questo I peggiori, il nuovo singolo del progetto Jenco uscito l’8 agosto: il gruppo nasce dall’unione artistica di Jack e Pedro e dalle ceneri de Le Cinture d’Insicurezza, una band di Teatro-Canzone che si è poi evoluto in un progetto cantautoriale sensibile alle tematiche di attualità, alle emozioni, ai pensieri e alle fragilità.

cover I peggiori

La canzone affronta il tema della rabbia e dell’odio, del senso d’impotenza di fronte ai massacri di cui siamo quotidianamente spettatori: musicalmente si presenta in una chiave acustica molto delicata mentre della voce, ruvida e calda, traspare un sentimento di sconforto. Nel testo si susseguono frasi in cui un ipotetico protagonista si domanda cosa farebbe se fosse leggero e osservasse dall’alto le azioni dell’uomo: «sono uno degli attori del teatro degli orrori in scena tutti i giorni». Seppur a tratti retorico, il testo de I peggiori descrive una quotidianità completamente sconvolta e disintegrata, in cui anche i momenti più banali e quotidiani possono diventare un lusso: «e mi scordo i dolori […] il rumore delle bombe nei discorsi superficiali». Una canzone che, oltre a rappresentare una chiara dichiarazione d’intenti sulla posizione ideologica del duo, racconta come la nostra società si stia auto-sabotando conducendosi al suo stesso disintegro.

La canzone è accompagnata da una copertina – prodotta con l’intelligenza artificiale – in cui si scorgono dei bambini tra le macerie di una città che reggono in cartello con la scritta “scegli”. Scegliere da che parte stare, scegliere cosa è meglio per sé stessi ma anche capire cosa è meglio per gli altri che, al di sopra di tutto, meritano rispetto. Un aspetto che è completamente venuto meno nei confronti dei Jenco e del loro brano.

I Jenco con il premio Amazon Music Italia “Break Through”

Infatti, in una recente conversazione avuta con Jack, il cantante del duo, ci ha dichiarato che il brano è stato inondato di critiche. Nonostante sia una canzone contro la guerra scritta anni fa, è stato (per ovvie ragioni artistiche) divulgato anche sulle piattaforme Spotify e Amazon Music (produttore del brano risultato vincitore del premio Amazon Music Italia “Break Through”), note per essere finanziatori di armi. «Una volta apprese le notizie della complicità militare di Amazon e Spotify al genocidio abbiamo pensato di non pubblicare più la canzone per coerenza – ci ha scritto Jack – ma dopo un anno di lavoro abbiamo deciso di diffondere comunque il nostro messaggio antimilitarista. È stata una scelta molto difficile per noi perché siamo i primi a incoraggiare il boicottaggio». È un po’ la stessa situazione che ha coinvolto la cantautrice siciliana Anna Castiglia che ha di recente partecipato a un festival sponsorizzato da uno dei brand vicino alla causa palestinese. Sui social infatti, gira un video in cui la cantante risponde alle accuse ricevute, affermando che siamo figli di un compromesso storico secondo il quale sosteniamo i nostri ideali ma, nelle azioni di tutti i giorni, andiamo contro le nostre stesse ideologie: ad esempio denunciare il gruppo Meta perché sostenitore di Israele ma continuare a usare i profili Instagram.

Il brano è stato presentato dai Jenco a luglio al Festival Voci per la Libertà in collaborazione con Amnesty International che, ogni anno, seleziona un artista e un brano che rappresentano il sentimento di libertà e giustizia per il quale tanto si batte l’associazione umanitaria.

I Jenco sul palco di Voci per la libertà (Rovigo, 20 luglio 2025)

Quasi ciechi difronte alle ingiustizie, inermi ed incapaci di fare davvero qualcosa di concreto per il nostro futuro e quello di altre popolazioni: «il messaggio del brano è un semplice invito a non restare indifferenti scegliendo di perseguire l’amore» afferma l’artista… ma perseguire l’amore, mai come nel caso dei potenti di oggi, è una frase retorica e quasi un’utopia: un animo che aspira a perseguire il potere seminando desideri di vendetta, non può esserci amore che regga.

«Pensate che bello se noi avessimo lo stesso grado di empatia anche nella vita quotidiana, se noi riuscissimo a portare anche fuori dalla sala quel “noi” lì… Se noi fossimo sempre quelle persone che esultano per i successi altrui e soffrono per le tragedie altrui… e sentono sempre le vite degli altri, come se fossero le proprie. Io penso che […] sarebbe più facile e meno ingiusto stare al mondo» Emanuela Fanelli, discorso di apertura della 82esima Mostra del Cinema di Venezia

da reel pagina Instagram Rolling Stone Italia
Jenco – I peggiori

Roberta Matticola

Roberta Matticola

Se fossi una parola sarei 'errare', grazie al suo duplice significato: "1. a. Andare qua e là senza direzione o meta certa [...] 2. a. Ingannarsi in un’opinione, sbagliare in ciò che si crede o si afferma." (Vocabolario on line Treccani). Ed io sono così: cammino tanto fino a consumare suole e commetto troppi errori.

Tra le poche cose certe, c'è il mio costante bisogno di scrivere di musica, in particolare di quella italiana ed emergente.
Poi rido e canto (... male).
Tanto.
E con il tono troppo alto.

"Il dj da una radio mi dice che fa bene cantare: ma chi ha mai saputo cantare?" - ColapesceDimartino: Considera.

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