Com’è essere grandi? Il diario emotivo dei trent’anni di Cannella nel suo album “Ora che siamo grandi”

22 Febbraio 2026

In uno dei suoi brani più noti, Lucio Corsi canta «perché nemmeno da vecchi si sa cosa faremo da grandi» (Cosa faremo da grandi, 2020): crescere è sempre una delle incertezze più grandi della nostra esistenza, forse “esistere” stesso, è una delle più grandi incertezze. Quando poi ci si mettono pressioni esterne come i confronti costanti (anche involontariamente fatti da noi stessi, auto sabotatori per eccellenza) o gli innumerevoli dubbi che attanagliano le nostre vite, sembra ancora più difficile capire che strada far percorrere alla fase più matura della nostra esistenza.

Queste stesse sensazioni sono racchiuse all’interno del quarto album di Cannella, cantautore esordiente a Sanremo Giovani 2018, Ora che siamo grandi pubblicato per Honiro lo scorso 13 febbraio. La copertina dell’album è emblematica e rappresenta il cantante con la faccia spiaccicata su una torta di compleanno. Il gesto, nel suo essere semplice e d’effetto, produce sì una sensazione di sdegno ma racchiude perfettamente il sentimento di disperazione e frustrazione che avvolge la maggior parte dei trentenni di oggi, concept racchiuso nelle 11 tracce di questo lavoro.

Cannella – Ora che siamo grandi (cover)

Una scelta non nuova, quella di parlare della vita a trent’anni e di tutti i turbamenti che questo comporta: tra i tanti, uno degli ultimi a cantarne è stato Santoianni con il suo album La soglia dei trenta (2024) in cui racchiudeva queste stesse sensazioni, in cui la felicità si contrappone al disincanto, e riflettevano l’ingresso in questi anni cruciali. A due anni di distanza, il nuovo progetto discografico di Cannella – nome d’arte di Enrico Fiore, classe 1995 – si presenta con contorni molto simili. Ma la domanda vera è: come si fa a sentirsi pronti per diventare grandi? Una risposta non c’è. Molto banalmente, un giorno ti svegli e senti che la vita ti travolge, con le aspettative che ci eravamo creati insieme a tutti i progetti che probabilmente riusciremo a costruire tra chissà quanti anni… supposto che ci riusciremo! Al di là dei recenti studi che hanno rivelato come, per il nostro cervello, l’adolescenza duri fino ai 32 anni, per lo stato in cui riversiamo è come se i trent’anni fossero i nuovi diciotto: in costante conflitto con noi stessi, pieni di sogni ed aspettative e alla ricerca di una stabilità che tarda ad arrivare, siamo costretti a plasmarci in contenitori costantemente diversi pur di trovare un palliativo (o una minima cura) che ci rendano soddisfatti di noi stessi e, soprattutto, del nostro ruolo nel mondo. Definirsi a trent’anni non ha più la stessa forza di venti anni fa.

Come si legge nel comunicato stampa, Cannella racconta che «”Ora che siamo grandi” è il mio personale racconto di come la direzione di vita cambi durante la crescita. I trent’anni, un momento in cui non siamo né grandi né piccoli, ma le responsabilità che dobbiamo metabolizzare si confrontano con il senso di incertezza che pervade la nostra generazione. Ho visto cambiare il mio rapporto con la musica, i miei riferimenti ribaltarsi, una relazione che aveva come intento costruire un futuro spegnersi di colpo. Forse non si è mai abbastanza “grandi’“».

Con melodie pop e leggere, l’artista ci trasporta in questo diario emotivo in cui affronta tematiche generazionali come l’amore ma anche quello della figura paterna o tematiche più importanti e delicate come la malattia; si riconcorrono i sogni da raggiungere e i progetti che sfaldano durante il percorso: più che un album “manifesto” o una semplice confessione Ora che siamo grandi è un’opportunità ovvero quella di prendere in mano le proprie scelte e viverle nel modo più autentico e sincero… nonostante le difficoltà che, l’avere trent’anni oggi, possano implicare.

Roberta Matticola

Roberta Matticola

Se fossi una parola sarei 'errare', grazie al suo duplice significato: "1. a. Andare qua e là senza direzione o meta certa [...] 2. a. Ingannarsi in un’opinione, sbagliare in ciò che si crede o si afferma." (Vocabolario on line Treccani). Ed io sono così: cammino tanto fino a consumare suole e commetto troppi errori.

Tra le poche cose certe, c'è il mio costante bisogno di scrivere di musica, in particolare di quella italiana ed emergente.
Poi rido e canto (... male).
Tanto.
E con il tono troppo alto.

"Il dj da una radio mi dice che fa bene cantare: ma chi ha mai saputo cantare?" - ColapesceDimartino: Considera.

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