Come la vita trionfa “per sempre” nell’arte di Testori

24 Febbraio 2026

di Emiliano Metalli

Il nome di Giovanni Testori non ha, probabilmente, la stessa riconoscibilità di Pasolini, con cui condivide pure alcuni riflessi artistici e biografici. Eppure Testori ha segnato trasversalmente l’arte italiana attraverso una analisi costante e meticolosa dei processi emotivi, umani, psicologici di una umanità varia. 

Delle sua complessità ci si accorge dalla lingua ricercata e, per contro, dalla ricerca linguistica costante, dalla profondità dei meccanismi drammatici, dallo scavo sotterraneo nelle coscienze e nei recessi più nascosti dell’anima. 

“Per sempre”, spettacolo ideato e interpretato da Alessandro Bandini e andato in scena dal 19 al 22 febbraio al Teatro Torlonia, propone uno spaccato di questa complessità, in particolare l’articolata trasposizione da vita a letteratura della coinvolgente relazione d’amore fra Giovanni Testori e Alain Toubas. Il nucleo del lavoro è nascosto sotto un bombardamento di parole ritagliate, cucite, assemblate: una sorta di collage. Meglio, assemblage. 

Curioso: proprio nel 1961 con la mostra The Art of Assemblage il Museum of Modern Art di New York riconosceva pubblicamente alcuni artisti vicini a questa tecnica, segnando una data che coincide in pieno con le lettere fra i due innamorati e il principio della stesura dei Trionfi. 

Bandini, primo motore di questo progetto coadiuvato dal dramaturg Ugo Fiore, dallo sguardo esterno di Alessandro Sciarroni, dal coaching preziosissimo di Tindaro Granata, si trasforma nella parola di Testori e ne incarna le lettere, prima, e i Trionfi, dopo, unendo le due sezioni con una meravigliosa cerniera-canzone d’amore stile anni ’60 – merito anche della consulenza musicale di Federica Furlani – che dipinge Parigi e la loro avventura in pochi versi e una musica d’ambientazione perfettamente calata nell’atmosfera. 

Una cerniera che alleggerisce il peso di una scrittura densa costretta in uno spazio scenico delineato dal buio e da uno schermo, unica indicazione della fonte di ciò che si ascolta, mentre la luce – più o meno intensa – lascia intravedere ora l’interprete ora la sua silhouette. 

Sul fronte interpretativo Bandini supera le aspettative, mitraglia le parole, le lancia al pubblico, le alleggerisce, le fortifica, le mastica, le sputa, le ingoia, le osserva, le dipinge, le manipola, le devasta, le ama, le odia, le violenta, le accarezza, le scandisce, le nasconde, senza muoversi dal suo posto, senza gesticolare a vuoto. Anzi, ogni azione è pensata, bilanciata e inserita in un instante preciso, nel corrispettivo fonico esatto in cui il movimento deve trovarsi. Le mani, soprattutto, attirano l’attenzione perché accompagnano la voce senza risultare banalmente narrative. Ma l’abito indossato, con il pantalone corto, lascia scoperte le ginocchia che a tratti si piegano e lasciano guizzare i muscoli delle gambe. Si compie così un miracolo – o un corto circuito – fra la voce di Testori e il corpo di Alain. Ascoltiamo le altezze filosofiche di un ragionamento amoroso e sessuale, ma al contempo osserviamo quel corpo giovane, oggetto di un desiderio che è fisico ed emotivo nello stesso istante. 

La dualità delle lettere e dei Trionfi, allora, prende una continuità che è unione del corpo dell’interprete: è Bandini a rendersi eterno (Per sempre del titolo!) e a darci un’immagine – la referenza visuale in Testori è importante come per Pasolini – dell’uno amoroso, artistico, umano. 

Si tratta di un percorso accidentato, non semplice da recepire né da capire, proprio come i testi e l’opera omnia di Giovanni Testori, e non è scontato che il messaggio intellettuale arrivi a segno. Certo, ci arriva l’emozione, l’ansia della giovinezza e la sua voglia di vivere fino in fondo che Bandini condivide con Testori. Anzi che egli fonde in Testori, lasciandoci per un momento l’illusione di assistere a una trasfigurazione: ecco il miracolo del teatro. 

TEATRO TORLONIA

Per sempre

19 – 22 febbraio 2026

testi tratti da lettere e cartoline inedite di
Giovanni Testori ad Alain Toubas,
I Trionfi di Giovanni Testori,
dediche private di Giovanni Testori ad Alain Toubas
ideazione, drammaturgia e creazione Alessandro Bandini
con Alessandro Bandini
dramaturg Ugo Fiore

sguardo esterno Alessandro Sciarroni
coaching Tindaro Granata
consulenza spazio scenico Giulia Pastore
disegno luci Elena Vastano
styling Ettore Lombardi
consulenza musicale Federica Furlani
foto Masiar Pasquali
tecnico luci, audio e video Alessandro Di Fraia

produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, CTB Centro Teatrale Bresciano, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in collaborazione con Casa Testori, Institut Culturel Italien de Paris, La Corte Ospitale di Rubiera
con il sostegno di Inteatro Residenze, Fondazione Armunia
partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara 

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