“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, di resistenza e paura. | ”Dream Core” è il nuovo singolo del Klimt1918

31 Marzo 2026

Immersi in un sogno, in un’atmosfera al confine tra il razionale e l’immaginazione. È questa la sensazione che vi sembrerà provare nell’ascoltare Dream Core il nuovo singolo dei Klimt1918.

Il brano arriva dopo dieci anni di assenza del gruppo dalle scene musicali e, onestamente, credo di aver fatto un errore a scoprirli solo ora. Per recensire questo brano credo bisogna partire dal suo aspetto più forte e importante: la durata. Il singolo infatti dura sei minuti e, come dichiarato in passato per altre canzoni, questa è una vera e propria sfida all’ascolto. Nell’epoca in cui le canzoni si accorciano sempre di più, è sempre soddisfacente ascoltare un singolo che, come un racconto ben fatto, ha un inizio, uno sviluppo e una fine ben articolati.

cover Àmor

Dream Core è praticamente questo: un racconto che inizia silenzioso, per riempirsi nella sua fase centrare e tornare nella pacatezza del suo inizio: un circolo perfetto in cui chiudersi e farsi rapire. Le parole sembrano diventare superflue, si ha la sensazione di essere completamente immersi uno stato liquido, avvolti in un sound sospeso e leggero, quasi impalpabile come lo è un sogno che, al risveglio, è scivola fugacemente dalla mente. Ad accentuare questa percezione, anche il video che accompagna il singolo: qui la band suona in uno spazio surreale dominato da una nebbia arancione che sovrasta un terreno desertico e al centro di questa desolata immensità, una casa che viene spazzata via da un polveroso vento per lasciare spazio ad un ramo. È verosimilmente la descrizione per immagini del singolo che, per citare le parole del cantante Marco Soellner, «è una canzone che parla di resilienza, forza e capacità di superare le avversità della vita.» (da comunicato stampa). Forse il video racchiude una metafora più profonda in cui la casa rappresenta un passato da eliminare e, nonostante le aspre condizioni di vita, fa spazio ad una vita nuova.

Se per citare la celebre frase del dramma shakesperiano “La Tempesta” «siamo fatti della stessa sostanza dei sogni», i Klimt1918 esprimono proprio questa interiorità, mostrando la loro parte più vulnerabile con parole che descrivono sì il desiderio di ricominciare («Made the choice to love again/ to go away») ma anche le la paura che questo desiderio implica («My life that saves my life again/ I promise I’ll not do it in vain»). Il risultato è un brano intenso e emozionale, che rispecchia i turbamenti dell’animo: «Si scappa per non soffrire, si idealizza per non guardare la realtà. Di fatto, è come se amare fosse un ossimoro esistenziale, una contraddizione alla quale, alla fine, ci si adegua senza rimorso.» (comunicato stampa)

Klimt1918 (c) Marzia Troian

Con Dream Core, la band romana confeziona un brano coerente con la sua produzione, richiamando le tipiche atmosfere shoegaze che ne hanno contraddistinto i lavori precedenti. Nata dalle ceneri di una band metal, i Klimt1918 – nome che rende omaggio al famoso pittore austriaco prendendone l’anno di morte – si ispirano al post-punk e la new wave di artisti come Joy Division o Bauhaus per sfociare in suoni che attingono da influenze più rock e dream pop come The Cure, U2 o My Bloody Valentine.

Gli anni di silenzio musicale del gruppo, confluiranno in un nuovo album di inediti in uscita a giugno e dal titolo Àmor: un lavoro che nasce sì dalla solitudine ma anche dal distanziamento sociale ovverosia una distanza sia fisica che emotiva. È per questo motivo che il quinto lavoro della band, così come il titolo stesso suggerisce, omaggia l’amore in ogni sua forma: «nuove canzoni attorno alla carnalità, all’ardore, al contatto fisico tra i corpi e a quei sentimenti urgenti e irresistibili che tengono le persone sveglie la notte.» (comunicato stampa)

Roberta Matticola

Roberta Matticola

Se fossi una parola sarei 'errare', grazie al suo duplice significato: "1. a. Andare qua e là senza direzione o meta certa [...] 2. a. Ingannarsi in un’opinione, sbagliare in ciò che si crede o si afferma." (Vocabolario on line Treccani). Ed io sono così: cammino tanto fino a consumare suole e commetto troppi errori.

Tra le poche cose certe, c'è il mio costante bisogno di scrivere di musica, in particolare di quella italiana ed emergente.
Poi rido e canto (... male).
Tanto.
E con il tono troppo alto.

"Il dj da una radio mi dice che fa bene cantare: ma chi ha mai saputo cantare?" - ColapesceDimartino: Considera.

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