Quando la musica parla al cuore della gente: il Barbiere di OperaCamion fuori dal centro

23 Giugno 2026

di Emiliano Metalli

Nato come progetto del Teatro dell’Opera di Roma e promosso dall’Assessorato alla Cultura e dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, con il contributo di Regione Lazio, anche quest’anno OperaCamion ha portato l’opera nei luoghi distanti dal centro di Roma. E ha coinvolto migliaia di persone. 

Sembra incredibile, una sorta di incantesimo nazional popolare. Eppure in piazza l’attesa è fremente: gente che si siede, che cerca un punto di vista migliore, che scambia una parola con il vicino sconosciuto. Poi si apre il sipario e – magicamente – il silenzio, la partecipazione, il rispetto. Rarità, anche fra i pubblici più blasonati. Anzi, i blasonati, di solito, sono proprio i peggiori, i meno rispettosi. 

Nelle sale teatrali troppo spesso capita di incontrare abbonati giovani e meno giovani che, nel bel mezzo dello spettacolo, tirano fuori un cellulare per controllare l’ora, nella migliore delle ipotesi. Magari scambiare un messaggio o – peggio – fare un giro annoiato sui social. 

Questo non è capitato il 16 giugno al Mercato di Casal de’ Pazzi. 

La piazza gremita di persone di ogni età: le teste dritte, le bocche chiuse, persino i più piccoli attenti e incuriositi. E lo spettacolo di un’ora e mezza abbondante è filato liscio ed è stato lungamente e calorosamente applaudito. 

I pochi cellulari hanno solo scattato qualche foto o registrato i brani più noti, per il resto serpeggiava una reale partecipazione, una curiosità, una fame di cultura che ha trovato in questo Barbiere di Siviglia, adattato con gusto da Tommaso Chieco e Marco Giustini, pane per i suoi denti, letteralmente. 

Nonostante l’acustica non fosse delle migliori e l’amplificazione sia nell’opera, di solito, più un limite che un potenziamento espressivo, lo spettacolo è stato oltre le più rosee aspettative. 

La regia di Manu Lalli, che cura anche costumi e luci, è fresca, scoppiettante, coinvolgente, a dispetto di regie più intellettuali, anche grazie all’opera di Chiara Casalbuoni. 

Qualche trovata più tradizionale può apparire già nota e certo lo spazio scenico limitato – e tuttavia esteticamente delizioso per merito delle rilucenti scene di Daniele Leone – non aiuta a creare i corretti rapporti fra i personaggi, ma non importa. Resta il gioco scenico che fa sorridere, divertire, senza pensieri. L’ambientazione circense si adatta senza troppe forzature perché è cornice comica e non radice drammatica. 

Alessandro Poleggi, poi, dirige con cura e, anche se i dettagli di una orchestrazione pregiata si perdono nello spazio ampio del piazzale, nel complesso resta l’impressione di una coesione strumentale e di una collaborazione funzionale fra voce e orchestra. 

Il cast si presta con garbo ai suggerimenti della regia e non tralascia, allo stesso tempo, una attenzione allo stile rossiniano. Particolarmente notevoli la Rosina di Irene Zas Martinez e il Don Basilio di Dayu Xu, entrambi scelti dal Progetto “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Insieme al Don Bartolo di Pierpaolo Martella hanno sfoggiato il migliore fraseggio e la più brillante coloratura. 

Bella e schietta la voce di Francesco Tuppo che regala al Conte d’Almaviva un tocco di nobile modernità, mentre a farla da padrone è il Figaro di Diego Savini, che, nonostante agilità non proprio perfette, ha raggiunto ottimi risultati musicali e scenici. 

Pregevole il contributo di Donata Franceschino, Letizia Giannoccaro, Stefano Dattrino e Giacomo Peddis a completare uno spettacolo degno del successo raccolto. 

Quando la musica parla al cuore della gente, vince sempre!

Il barbiere di Siviglia – OperaCamion

da Il Barbiere di Siviglia
di Gioachino Rossini

adattamento musicale Tommaso Chieco e Marco Giustini

Direttore Alessandro Poleggi
Regia, costumi e luci Manu Lalli

Scene Daniele Leone
Coreografia per i movimenti mimici Chiara Casalbuoni

PERSONAGGI E INTERPRETI

Rosina Irene Zas Martinez*

Don Bartolo Pierpaolo Martella

Figaro Diego Savini

Don Basilio Dayu Xu*

Conte d’Almaviva Francesco Tuppo

e con Donata Franceschino, Letizia Giannoccaro, Stefano Dattrino, Giacomo Peddis

* dal Progetto “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma

Con la partecipazione speciale dei cori del territorio, coordinati da Andrea Rossi e Don Elio Lops:

Coro Accordi e Note (Maetro Roberto Boarini), Coro della Cappella Vestiniana della Basilica Di San Vitale al Quirinale, Coro Viridis (Maestro Andrea Rossi), Coro Baba Yatu (Maestro Marcello Cangialosi), Coro della Parrocchia di San Domenico Guzman (Maestro Elena Maria Neri), Coro della Chiesa del Corpus Domini (Maestro Rossano Vignola), Coro Tempi Dispari (Maestro Francesca Tucci), Coro in Canto Libero (Maestro Alfonso Vietri), Coro della Chiesa Santa Maria della Fiducia (Maestro Beatrice Venturi), Coro della Parrocchia Santa Brigida (Maestro Luana Cioffi), coro I Sincopatici (Maestro Paolo Saginario), Coro Zenzero (Maestro Dodo Versino), Amazing Grace Gospel Choir (Maestro Timothy Martin), Coro Radix Harmonica (Maestro Giuseppe Peccevoci), Officine Corali (Maestro Stefano Puri) e voci femminili della comunità del Bangladesh.

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda), con il contributo di Regione Lazio

Foto di Fabrizio Sansoni – Teatro dell’Opera di Roma

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