Tornano i Telestar con il singolo “A Noi”: una presa di coscienza su cosa è davvero l’amore.

23 Ottobre 2026

Comprendere che l’amore non ha una sola forma ma può mutare, assumere nuovi contorni e rappresentare nuovi modi di essere.

Si nasconde questo in A Noi il nuovo singolo dei Telestar che tornano (finalmente!!!) dopo anni di silenzio con un brano pubblicato per Virgin Music Group Italy, anticipazione del loro quarto album MEGALUCE in arrivo nel 2027.

A Noi (artwork)

Quello dei Telestar è uno dei tanti progetti che si nasconde nelle matasse del web ma che vale la pena scoprire; ha i piedi ben saldi per terra ma guarda in alto, a tal punto da avere nel suo nome il cosmo e le stelle… un po’ come le stesse che si scorgono nella copertina nell’omonimo album d’esordio. Telestar è un progetto che guarda “alle stelle” ma parla di cose concrete: amori e fragilità incontrano delicate sonorità pop e folk che accompagnano parole dirette e personali.

A Noi ne è un perfetto esempio: la melodia intima e delicata, vela una “dedica d’amore” sincera e schietta, che racconta un sentimento diverso rispetto al suo inizio. Un amore diverso che si trasforma così come gli amanti stessi di questa storia. Più che la fine, questo singolo si sofferma su un aspetto dell’innamoramento che, probabilmente, è ancora bistrattato nelle narrazioni: il momento in cui l’amore diventa abitudine, una consolidata quotidianità in cui non serve ancora dimostrare il proprio sentimento ma lo si manifesta nelle piccole azioni e nei piccoli geti quotidiani. Una nuova fase che subentra dopo anni di convivenza e condivisioni, una confortante quotidianità in cui si assimilano le abitudini dell’altro, in cui anche i silenzi diventano parole e diventa sempre più difficile “nascondersi” («Sì, vuoi nasconderti da me / e vuoi nasconderti anche se / questa timidezza qui non è più tua»).

Un’abitudine in cui persino la lontananza diventa parte fondamentale della complicità: «A Noi nasce dall’idea che a volte l’amore non finisca, ma cambi forma. Ci si ama ancora, si continua a condividere la vita e l’intimità, ma diventa sempre più difficile comunicare come un tempo. Quando l’ho scritta volevo raccontare proprio quella distanza sottile che può nascere anche tra due persone che si amano e che, nonostante tutto, continuano a restare insieme.» (comunicato stampa)

Telestar

Musicalmente il brano si presenta in una versione essenziale, quasi acustica, come a rappresentare il lato intimo e profondo del racconto. Come si legge nel comunicato stampa, il sound richiama le canzoni dei Beatles e infatti, sin dagli accordi iniziali, sembra richiamare proprio l’ultimissimo brano inedito della band, pubblicato nel 2023, Now And Then. Anche qui infatti, ritorna il ricordo di un amore passato (si pensa essere una lettera scritta da Lennon, autore del brano, a McCartney), del senso di gratitudine provato nei confronti di una persona e della sua comprensione. “Di tanto in tanto, sento la tua mancanza”, cita il brano della band di Liverpool: un fantasma che vola nei ricordi, delle parole disperse nella mente, scritte su un foglio, incise su un nastro, perpetuate per l’eternità. Succede questo anche in A Noi: si racconta se stessi in una melodia e la si lascia lì a sedimentare, nella propria memoria e nel proprio cuore.

A Noi non è una dedica, ma una presa di coscienza. Una consapevolezza che induce a capire che tutto si trasforma e assume nuove forme senza mai sparire, accettando quello che si diventa, quello che si è: perché anche la consapevolezza stessa è una (rara) forma d’amore.

Roberta Matticola

Roberta Matticola

Se fossi una parola sarei 'errare', grazie al suo duplice significato: "1. a. Andare qua e là senza direzione o meta certa [...] 2. a. Ingannarsi in un’opinione, sbagliare in ciò che si crede o si afferma." (Vocabolario on line Treccani). Ed io sono così: cammino tanto fino a consumare suole e commetto troppi errori.

Tra le poche cose certe, c'è il mio costante bisogno di scrivere di musica, in particolare di quella italiana ed emergente.
Poi rido e canto (... male).
Tanto.
E con il tono troppo alto.

"Il dj da una radio mi dice che fa bene cantare: ma chi ha mai saputo cantare?" - ColapesceDimartino: Considera.

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