Il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists, diretti da Christophe Rousset, portano all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia uno degli oratori più intensi e meno frequentati del compositore. Un’unica rappresentazione italiana, tra dramma, coscienza e libertà.
Per una sola sera, il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists, guidati da Christophe Rousset, porteranno all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia un dramma in cui la musica si fa carne, coscienza e desiderio di libertà. Un appuntamento da non perdere, per lasciarsi attraversare da una partitura che, a quasi tre secoli dalla sua nascita, conserva intatta la capacità di interrogare il presente.
Theodora di Georg Friedrich Händel è un dramma di fede e libertà che, lontano dalle celebrazioni trionfali e dalle grandi narrazioni bibliche, affonda lo sguardo nelle contraddizioni dell’animo umano. Una storia di coscienza e resistenza, in cui la scelta individuale si misura con il potere e la violenza ed è plasmata da una musica di estrema maturità espressiva.
Composto nel 1749 su libretto inglese di Thomas Morell, Theodora fu il penultimo oratorio di Händel. La vicenda della martire cristiana, inizialmente accolta con scarso entusiasmo dal pubblico londinese, è oggi riconosciuta come una delle creazioni più profonde e drammaticamente sofisticate del compositore. Un’opera capace di sorprendere per la sua modernità psicologica, nella quale i personaggi non sono figure immobili, ma presenze attraversate da dubbi, desideri e conflitti interiori. A rendere ancora più incisivo il racconto è il ruolo del coro, che non si limita a commentare l’azione, ma ne diventa parte integrante, dando corpo alle tensioni di una comunità divisa tra fede e potere.
È proprio questa intensità teatrale a rendere particolarmente atteso l’appuntamento romano di lunedì 16 novembre 2026, quando il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists approderanno all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per l’unica rappresentazione italiana di Theodora. Sul podio, Christophe Rousset, interprete di riferimento del repertorio barocco, guiderà due ensemble tra i più autorevoli nel panorama della musica antica, in un’esecuzione che promette di restituire tutta la ricchezza espressiva e la tensione drammatica della partitura.

Il progetto si inserisce nel percorso di approfondimento degli oratori händeliani intrapreso dal Monteverdi Choir & Orchestras, che guarda alla forma concertistica come a uno spazio di autentica esperienza teatrale. La regia di Tom Guthrie accompagna questa visione con un lavoro essenziale, in cui recitazione, gestualità e movimento nascono direttamente dal linguaggio musicale. Il recitativo si fa prosa, il gesto si carica di significato, mentre il coro assume una presenza scenica viva e mutevole.
A dare corpo ai protagonisti sarà un cast internazionale di grande prestigio: Marie Lys vestirà i panni di Teodora, affiancata da Alice Coote nel ruolo di Irene e da Iestyn Davies in quello di Didimo. Con Guy Cutting, John Chest e Jonathan Hanley, il gruppo vocale contribuirà a delineare una vicenda in cui la dimensione intima si intreccia con quella collettiva, e la musica si fa specchio di una scelta radicale.
Dopo le tappe sudamericane e l’apertura del tour europeo a Parigi, Roma accoglie dunque un appuntamento che ha il valore di un’occasione rara: incontrare un Händel meno consueto, più introspettivo e inquieto, capace di parlare al presente attraverso una storia ambientata nell’antica Roma. Una storia in cui la libertà non è un principio astratto, ma una scelta da difendere fino in fondo.

Händel – Theodora
Oratorio drammatico in tre atti
Lunedì 16 novembre 2026, ore 20:00
Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Sinopoli, Roma
Monteverdi Choir
English Baroque Soloists
Direttore: Christophe Rousset
Messa in scena: Tom Guthrie
Theodora: Marie Lys
Irene: Alice Coote
Didimo: Iestyn Davies
Settimios: Guy Cutting
Valente: John Chest
Messaggero: Jonathan Hanley
