Pirandelliana 2022: il vero Pirandello a Roma

Dal 7 luglio al 9 agosto si svolge, nella pittoresca location del giardino di S. Alessio all’Aventino (Roma), Pirandelliana 2022, ormai alla XXVI edizione, annuale evento che che propone una selezione di drammi di Luigi Pirandello, per l’occasione “Sei personaggi in cerca di autore” in scena il martedì, il giovedì e il sabato e “I giganti della montagna” rappresentato il mercoledì, il venerdì e la domenica con il lunedì di riposo.

La compagnia “La Bottega delle Maschere”, composta da Marcello Amici, Tiziana Narciso, Maurizio Sparano, Marina Benetti, Francesca Di Meglio, Fabio Galassi, Ivan Volpe, Lucilla Di Pasquale, Michele Carnevale, Mariaelena Pagano, Michele Calabretta, Marco Tonetti, Maria Pia Cardinali, Alessandra Maslennikova, Francesca Di Meglio, Giovanna Pola e Marco Tonetti,ha il merito di interpretare con carattere due opere complesse del maestro siciliano, con l’aggiunta della difficoltà per ogni attore di impersonare due personaggi a giorni alterni e, per la regia dello stesso Amici, di concertare un grande numero di attori sul palco offrendo un risultato eccellente nel rispetto dell’opera e della drammaturgia pirandelliana.

La scenografia, semplice ed essenziale, riesce a trasportare lo spettatore nella villa della Scalogna e nel teatro dove si svolge la vicenda dei sei personaggi, con pochissimi elementi scenici; la preminenza di figure geometriche non euclidee tendenti al triangolo fanno eco alla “spigolosità” della narrazione pirandelliana, mentre la splendida cornice della basilica dei santi Alessio e Bonifacio fa da monumentale sfondo scenico, come quando Massimiliano Amici – Cotrone – demiurgo e mago fa apparire la chiesa dal nulla con un semplice movimento delle mani.

Ne i “Sei personaggi in cerca d’autore” una compagnia di attori intenti a provare viene interrotta dall’arrivo di un misterioso gruppetto di persone: questi affermano di essere personaggi creati dalla penna di un autore che per alcuni motivi non ha più voluto rappresentare il dramma che aveva partorito. I personaggi ormai “nati” prendono vita e pretendono giustizia perché anche loro, seppur inventati, hanno il diritto di poter raccontare la loro storia: una tragedia che rispetta il livello e il tono della migliore drammaturgia di stampo classico-ellenistico con cui Pirandello onora la sua Sicilia costellata di templi e anfiteatri.

Nel dramma le storie dei personaggi vengono narrate dai personaggi stessi, poco importa se siano effettivamente esseri viventi, fantasmi o apparizioni subconscie, sono enti, agenti e pensanti, che richiedono solo di poter dire la loro e sublimare la tragedia eterna di cui fanno parte. L’esistenza aprioristica dei personaggi rispetto alla storia fa un po’ l’occhiolino a una certa idea insita in alcune correnti artistiche: come Michelangelo Buonarroti sapeva che il David era già all’interno del blocco di marmo da cui fu estratto, così la narrazione viene tirata fuori da una dimensione altra, non terrena, ma tangibile nella sua essenza, che va man mano districandosi attraverso le vive voci dei characters e del loro rapporto con la compagnia teatrale che li andrà a interpretare, con esiti macabro-ironici incredibili se si pensa che sono stati scritti ne 1926, culminanti nel climax finale che ha fatto sussultare tutta la platea.

Nel complesso un lavoro apprezzatissimo e incredibilmente onesto che riporta Pirandello come Pirandello avrebbe voluto essere riportato. Una sana riflessione sulla realtà sorseggiando un drink sul colle più esclusivo di Roma.

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