MORETTI IN PROVA: INTERVISTA A MILA MORETTI

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Dal 13 al 16 ottobre allo Spazio Il Cantiere di via Gustavo Modena 22 a Roma, si terrà un grande omaggio a Mario Moretti con il progetto Moretti in prova, titolo sibillino che gli attori coinvolti e la regista hanno dato a questo lavoro per ricordare il grande drammaturgo scomparso nel 2012.

Cuore pulsante del lavoro è la stessa figlia dell’artista, Mila che per l’occasione farà da medium fra cielo e terra proseguendo l’opera che il padrea ha sempre fatto a favore del teatro: promozione di spettacoli, di talenti, di nuovi spazi, di idee utopiche. Questa era la materia di cui era fatta la carriera di mio Mario Moretti e a questo, e molto altro, si vuole rendere omaggio.


Come nasce l’idea di Moretti in prova?

L’idea nasce durante una telefonata con Silvano Agosti, il quale mi dice parla dell’idea di realizzare tre regie per ricordare papà. E’ cosi che ho pensato a una sorta di prova generale in cui è il pubblico stesso a promuovere uno spettacolo dando un piccolo contributo perla sua realizzazione.

Chi era Mario Moretti? Come uomo e come artista…

Il mio papà era un grande    Artista e promotore delle arti e degli artisti.

Identificava luoghi teatrali con un fiuto divino. Un drammaturgo fecondo, un bravo artigiano, uno splendido insegnante: di francese in gioventù e di teatro nella maturità. Come uomo era spudoratamente bello, “sciupa femmine” e poco dedito alla famiglia.

La sua amata famiglia era il teatro

Quali sono gli spettacoli che verranno rappresentati?

Faceva caldo, io ero Ilaria Alpi. Storia della nascita di una vocazione così giusta, così appassionata da essere eliminata dal sistema, Ilaria Alpi è una eroina moderna! Devo ringraziare per il sostegno Mariangela Gritta Greiner e Giovanna Botteri. A Maurizio Mannoni bisogna invece tirare le orecchie: mi invita a linea notte via mail e poi se ne dimentica!

Diario di un pazzo è il secondo spettacolo di mio papà, interpretato da Maurizio di Giacomantonio, che di Mario è anche il biografo. Anteprima assoluta a cui ho apportato aggiunte un po’ divertenti, associandomi a Gogol, stavolta!

 A’ Paris , A’ Paris , A’ Paris è tratto da uno studio sul monologo femminile , tenuto da mio papà nella mia scuola di teatro. Io ho ricordato, ambientato il monologo nel 1960, e riscritto con l’aggiunta di canzoni: Luisa Noli è anche un’ottima cantante


Qual è il ricordo più bello che ha di suo padre?

In realtà sono due, uno legato alla mia infanzia pre-polio, uno legato all’ultimo viaggio in Guadalupe con mio padre: ricordo che quando ero piccola, mentre mamma preparava il caffè da portare a letto a papà lui chiamava me e mi faceva salire a sedere sulle sue lunghe gambe piegate. Sul letto e poi apriva le gambe ed io cadevo nel mezzo. Ridevamo tanto!

Il secondo, quello del viaggio, riguarda un incidente che mi è spirato e che ha ritardato il nostro rientro in Italia: infiammazione del maledetto nervo sciatico! Papà mi ha accudita con tenerezza, con regalino, chiedendomi scusa per il passato

Perchè venire a vedere Moretti in prova?

Perché è dare una possibilità al teatro di correre senza grandi spese,  sui binari della passione professionale. Per essere sempre coinvolti, come pubblico in un meccanismo produttivo semplificato ed immediato: i produttori spettatori saranno sempre citati nelle nostre locandine. E in fondo perché sono tre spettacoli belli ed utili, dei quali io mi faccio medium fra cielo e terra, fra mio papà e me

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