3,6,9… MACBETH!

Continuano ad entrare spettatori nella platea del Teatro Cometa OFF a Testaccio, è domenica 9 ottobre e va in scena Macbeth per la regia e il riadattamento di Alessandro Sena.

La celebre tragedia, anche conosciuta con lo pseudonimo di “Dramma scozzese”, è un archetipo della malvagità dell’uomo, della brama di potere e della sua follia al di là del naturale. La tragedia composta da William Shakespeare tra il 1605 e il 1608 è tra le opere più importanti e brevi dell’autore, frequentemente rappresentata e riadattata, un vero e proprio affascinante cult.

Macbeth è un ambizioso lord di origini scozzesi che è convinto da tre streghe che diventerà il prossimo re di Scozia. Lui e la sua perfida moglie si perdono nell’avidità che alla fine li porta alla caduta in disgrazia.

In questa versione riadattata in un unico atto echeggiano musiche etniche immergendo il dramma in un significato cosmopolita e attuale, la luce e l’atmosfera è tetra, fedele al classico Shakespeariano,  la scenografia è minimalista, i vestiti di tutti e 9 i personaggi sono neri e indossano delle collane che ricordano altre tribù.

Emozioni e pensieri sono evidenti nel linguaggio del corpo e nelle espressioni facciali del gruppo di attori capaci.

Grottesche le figure delle streghe femminili chiamate dagli altri “Strane sorelle”, che parlano in rima baciata e in maniera misteriosa anche a Banquo, duca e amico di Macbeth.

Con le stesse parole ambigue proiettano ad entrambi i loro destini reali e fanno intendere allo spettatore di guardare aldilà di quello che vede.

Re Duncan, come da tradizione elisabettiana, trasmette armonia e valori di onestà.

La pièce è ricca di simboli e piena di significato, ricorda figure della mitologia greca come il famoso Re Minosse e il Toro Bianco metafora di potere, come anche le tre Moire, personificazione del destino ineluttabile.

Estremamente attuale il finale scelto dal regista Alessandro Sena attraverso le parole di Charlie Chaplin che commuove la platea e regala un applauso vivo e acceso.

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