ANCHE IO SONO FRIDA

La Capitale romana è più donna che città. Al teatro Arciliuto dietro Piazza Navona, va in scena “Siamo Tutte Frida”, di e con Rosanna Fedele, artista eclettica per forza maggiore, si dedica al mondo delle arti a 360°, accompagnata al pianoforte dall’ artista romano, Paolo Bernardi, e alla scenografia Alessandro Baronio, riconosciuto per aver goduto di importanti collaborazioni, tra cui Elisa, Marco Mengoni e tanti altri. Per la regia di Andrés Rafael Zabala, di origini argentine, noto per le sue qualità di filmaker del quale ricordikamo il suo primo lungometraggio indipendente “A Dark Rome”, premio “Best Thriller on 2015” al “Macabre Faire Film Festival di New York.”
Direttore alle foto di scena, un altro talento romano delle arti, Paola Asquini, ideatrice e proprietaria della società “Hopy Events”.

L’autrice, attrice protagonista di “Siamo Tutte Frida”, ci propone un’ appassionante monologo liberamente tratto dal libro “Viva la vida!” di Pino Cacucci , nel quale espone gli ultimi anni della vita dell’artista con tutti i suoi dolori d’amore, i suoi deliri di pittrice e infine la sua morte.
Frida diventa nel XX secolo un’icona della metamorfosi del dolore in arte, un emblema di resistenza femminile, guida per molte donne.

Lo spazio è elegante e multifunzionale all’interno di un palazzo ristrutturato nel 1500.
La scena è molto scura, con un pianoforte, dei fogli di carta sulle pareti, pronti per essere dipinti, un cavalletto e, appesa al soffitto, una grande maschera che rappresenta figurativamente il volto di Diego Rivera: da li scende una corda alla quale ci si attorciglierà per simboleggiare il legame sopprimente che aveva con il marito.

Si riempiono i posti a sedere e si affievoliscono le luci, “Siamo Tutte Frida” inizia.
Il monologo comincia con il racconto del grave incidente avvenuto in autobus che ha danneggiato fisicamente e mentalmente l’artista. L’autrice strutturalmente fa fede al libro di Pino Cacucci, ma aggiunge dei momenti cantati da testi originali e accompagnati con maestria dal vivo dal pianista.
La performance è singolare, piena di arte e in pochi secondi sembra di essere nella stanza insieme a Frida, mentre dipinge in estemporanea uno dei suoi autoritratti, una delle sue emozioni.
Come Rosanna, anche noi ci immedesimiamo nella situazione psicologica di quei momenti, anche i vestiti molto attuali che propone in scena l’artista ci avvicinano al personaggio di “Siamo Tutte Frida”, omaggiando l’artista messicana e dando voce a molte donne che soffrono.

Vi aspetta in Piazza di Montevecchio fino al 23 ottobre.


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