“California under routine”, niente è come sembra

22 Aprile 2023

Teatro è arte viva, esperienza immersiva; non è statica osservazione di estranee storie che si consumano sul palco, a distanza dallo spettatore, seduto in platea senza nessun formale ruolo ai fini della messinscena.

Questa è la realtà che l’istallazione “California under routine”, ideata da Antonio Tony Baladam, menzione speciale Premio Scenario Infanzia 2022, sembra voler legittimare; un interessante estraniante spettacolo interattivo, pensato principalmente esperienza per gruppi di scolaresche, in cui ogni introduttiva premessa narrativa, apparentemente caotica, viene ribaltata e trasformata per mutarsi in un tessuto scenico nuovo, cucito dalle mani fantasiose dei partecipanti.

Non sveliamo altro, né trama, né didascalie drammaturgiche; nasce come un’esperienza e come tale, leggerla, tradirebbe il principio originario di sorpresa e stupore che Baladam, con Selene De Maria, Elena Pelliccioni e Guido Sciarroni, con carattere e credibilità creano e trasmettono dall’inizio alla fine. Ci limitiamo ad avvertire che in uno spettacolo presentato alla stampa come una storia ambientata in California, della California, vediamo ben poco, se non gli occhiali da sole portati da casa sotto indicazione “organizzativa”.

Demolendo la tradizionale oggettività dello spettacolo frontale, la rappresentazione partecipativa varca e unisce i confini tra attore e pubblico, ma non solo, a venir meno è, principalmente, la distanza tra l’ombra del produttore, ideatore, sceneggiatore teatrale e la tangibile platea; ognuno finisce col vestire i panni dell’altro, consapevolmente e inconsapevolmente. Viene materializzato il processo creativo: è l’azione ad essere protagonista, non la narrazione verbale; un’azione segnata da attese e illusioni, progetti in itinere e incredulità.

Tanti i temi toccati, dalla superstizione all’empatia, così come le emozioni provate, dalla paura alla libertà. Una dimostrazione di come l’apparenza e la forma siano illusorie e facilmente manipolabili, e di come un progetto ragionato per stillarsi dalla curiosità e l’originalità dei bambini, incida principalmente sulla voglia di mettersi in gioco degli adulti.  

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