“Cioccolato all’arancia”, la fluida forma dei dubbi

20 Giugno 2023

Essere indecisi è un vero e proprio stile di vita; la società ci limita ma al contempo ci offre infinite possibilità e opzioni di decisioni e cambiamenti, dalle piccole alle grandi cose. Che vestito indossare? Studiare o lavorare? Che tipo di compagna o compagno cercare? Domande che vedono rinchiudersi ed unificarsi in un’unica asserzione: chi siamo, dentro e fuori l’ambiente che ci circonda?

Lo spettacolo Cioccolato all’arancia, di e con la genuina e spontanea Martina Gatto, per la regia e la supervisione drammaturgica di Dafne Rubini, ha trasformato questi dubbi quotidiani in un comico monologo, leggero quanto riflessivo, che nel 2019, senza stupirci, ha ricevuto il riconoscimento di miglior monologo e miglior attrice al Roma Comic Off; ora, andato nuovamente in scena al Teatro del Lido nella periferia romana di Ostia.

Martina interpreta una semplice giovane donna, impacciata, scanzonata e logorroica; disoccupata, da poco tornata single; spontaneità di carattere che subito ci è chiara dopo la sua entrata sul palco in accappatoio e con un turbante sulla testa.

Prima di un importante colloquio di lavoro passa dalla nutrizionista, e lì scopre di essere intollerante al lattosio. Tale notizia diventa l’inizio di una lunga serie di piccole epifanie e buffe riflessioni, universalmente personali, sulla vita che conduciamo; pensieri che accompagnano la protagonista durante le sventure e le gaffe della giornata. Un lungo circolo di progettazione per arrivare in tempo al colloquio che si conclude con l’entrata di Martina in una gelateria vicino lo studio della Dottoressa, per concedersi l’ultimo gelato della sua esistenza, dal gusto cioccolato all’arancia.

La Gatto descrive situazioni specchio di ognuno; impossibile è non riconoscersi e non condividere con lei una risata empatizzante; toccando argomenti comuni, quali lavoro, università e amore, approda a sketch dialogici con sé stessa dalla genuina e sincera naturalezza. In scena il messaggio è, in tutta la sua essenzialità narrativa, completamente esposto e veicolato dai circoscritti movimenti e dalla voce della protagonista, incorniciati da una scenografia scarna, rappresentata dall’insegna “gelateria” e dal sottofondo sonoro affidato a Giulio Gaigher.

Con un testo dolce, ma poco pungente, Martina riesce tuttavia a portare sul palco la piacevolezza del cioccolato e l’amarezza dell’arancia; un palco che l’attrice-autrice ha tenuto con padronanza di linguaggio e fermezza scenica; facendo fronte, senza cederne, all’afa destabilizzante del Teatro, sulla quale, creativamente, ha anche ironizzato improvvisando nuove battute.

Un lavoro curato, fresco, con una tenera chiusa intrattenitiva: un numeretto tra le nostre mani per ricordarci di perseguire ciò che ci fa brillare gli occhi.

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