ALL’AMBRA JOVINELLI IL PUBBLICO SI COMMUOVE E RINGRAZIA IL VAJONT DI TUTTI, RIFLESSI DI SPERANZA.

23 Novembre 2023

In occasione dell’anniversario dei sessant’anni della tragedia che colpì il Vajont il 9 ottobre 1963, la MIC – International Company, in coproduzione con il Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con Compagnia della Rancia, porta in scena, con una tournée nazionale nei più importanti teatri italiani, Il Vajont di tutti, riflessi di speranza, pièce teatrale, scritta, diretta ed interpretata da Andrea Ortis, autore, attore e regista friulano. Lo spettacolo, che si avvale del sostegno della Regione del Friuli, dopo essere andato in scena, in anteprima, proprio sulla Diga del Vajont, nell’ambito degli eventi per la celebrazione dell’anniversario, approda a Roma, al Teatro Ambra Jovinelli, il 21 novembre.
È proprio in questa occasione che oltre duemila vittime persero la vita, lo spettacolo è forse più adatto ad un pubblico più maturo e consapevole di quanto accadde quel giorno, anche se tra i presenti in sala, ci sono anche giovani con la voglia di immergersi in questo tour del passato che parte dagli anni Quaranta fino agli anni Sessanta, il tutto raccontato da un bravissimo Ortis con la sua voce profonda e gli occhi che sparano immagini e parlano da sé.
Sul palco ad alternare il bravo attore, un cast a dir poco completo, a capo del progetto di quell’epoca ci fu l’Ingegnere Carlo Semenza, interpretato da Michele Renzullo, in compagnia di Tina Merlin (Selene Demaria) e un trio che incalza ad hoc i panni di una Famiglia di Montagna, composto da Elisa Dal Corso, Mariacarmen Iafigliola e Jacopo Siccardi.
Una lezione di scuola? No, di vita! Questo è stato per oltre due ore e mezza all’interno di quel teatro, la vita che parte dai giovani, che sono risorsa ed energia per il nostro Paese, che si avvale della storia, ma non quella scritta sui libri, quella raccontata dai nostri nonni, che hanno vissuto il passato prendendo schiaffi di cambiamenti storici, climatici e che con le loro spalle forti ora possono raccontare quei momenti stando seduti tranquillamente su una panchina.
Quando si dice Italia, si apre un mondo e il bravo Ortis lo sa, che ci tiene ad evidenziare soprattutto le maggiori problematiche del Paese illustrando tramite uno schermo le regioni che più necessitano di acqua o calamità naturali che per via di cambiamenti climatici sono sempre più in agguato, ricordando il tragico terremoto che vent’anni fa colpì la scuola Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia e che causò la morte di ventisette bambini e una maestra.
Non solo riflessione ma anche spensieratezza, il tema del ricordo è sempre vivo, si balla e si canta sotto le note di Volare, la canzone di Modugno che anni fa trionfò al Festival di Sanremo, poi ancora un susseguirsi di immagini, dal Mondiale vinto dall’Italia alla nascita della Rai, poi il cinema, respiro di aria internazionale con Marilyn Monroe, Elvis Presley e la Regina Elisabetta e quell’orologio che impazzito non smette di fare “tic tac”.
Cosa rimane del nostro Vajont quindi? Speranza. Abbiamo guardato indietro, le gonne delle nostre donne si sono accorciate, hanno ottenuto la loro indipendenza, siamo usciti dal buio, è vero che provoca paura ma la luce del mattino è sempre puntuale, infine il Coraggio, perché è dal passato e dalla nostra esperienza che dobbiamo preparare la valigia per il nostro futuro.

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