Un’emozione “scolpita sul selciato della memoria”
Torna in scena al Teatro India di Roma, dal 29 ottobre al 9 novembre 2025, l’intenso reading tratto dal toccante racconto di Sandro Bonvissuto, “Il giorno in cui mio padre mi ha insegnato ad andare in bicicletta”.
Già acclamato nella scorsa stagione, questo spettacolo si conferma un appuntamento fondamentale per chi desidera un teatro capace di scavare nell’intimo con forza, delicatezza e profonda verità.
Al centro di tutto c’è la storia: una “biografia dell’infanzia fatta di parole scolpite sul selciato della memoria”, firmata da Bonvissuto, che tratteggia il momento universale del passaggio dall’infanzia all’autonomia.
A dare corpo a questa epopea minima è la straordinaria prova di Valerio Aprea che mostra la potenza del solista e della parola.
L’attore è in scena solo, con il supporto minimale di un leggio.
È un atto di puro coraggio teatrale, in cui Aprea dimostra una maestria interpretativa che trascende il semplice reading: la sua performance è un concentrato di potenza vocale e fisica, capace di tramutare le parole in un’esperienza palpabile, riempiendo lo spazio scenico solo con la propria presenza.
Si assiste a un momento di intensa rivelazione in cui il narratore scopre una possibile e profonda relazione con il genitore, figura che, fino a quel momento, poteva sembrare ironicamente “inutile” o distante.
Aprea, attraverso la voce di Bonvissuto, restituisce una prospettiva nuova e toccante sul ruolo genitoriale paterno, elevandolo alla stessa imprescindibile dignità di quello materno.
La commozione è forte quando affiora la consapevolezza, universale e disarmante, che il padre non possiede le risposte ultime per spiegare come va il mondo.
Il suo ruolo non è quello di offrire soluzioni ma, molto più concretamente, di mostrare gli strumenti necessari per percorrerlo.
La bicicletta diventa la metafora perfetta di un insegnamento che è equilibrio, spinta in avanti e fiducia.
È proprio in questa onesta ammissione di limiti e in questa silenziosa offerta di mezzi che lo spettacolo trova la sua massima profondità e risonanza emotiva. L’esperienza culmina in un finale unico e coinvolgente.
Tra gli applausi sentiti e commossi da parte di un pubblico composto anche da facce note: Gabriele Muccino, Paolo Celata, Mario Tozzi e, soprattutto, il collega Andrea Sartoretti (come non pensare alla mitica serie tv Boris), Aprea si rivolge direttamente al pubblico con un invito a proteggere la magia dello spettacolo: non svelare la “trovata registica” che suggella l’atto performativo.
È un appello che trasforma lo spettatore in custode di un segreto e rende l’esperienza di assistere a “Il giorno in cui mio padre mi ha insegnato ad andare in bicicletta” ancora più magica.
Visto il 30/10/2025 – ph Stefano Cioffi
