Dai vermi ai buchi neri, la notte di Teresa non fa chiudere occhio

11 Dicembre 2025

di Emiliano Metalli

Per il Festival Flautissimo va in scena in prima assoluta al Teatro Torlonia Teresa la notte, un testo di Paola Galassi, protagonista una straordinaria Lucia Mascino. 

Il titolo sembrerebbe fornire poche indicazioni, restare in uno spazio ampio e, per questo, troppo sfuggente, invece fin dalle prime righe del testo si delinea con chiarezza il rapporto sottile e antico di questa donna con la notte: un tempo di riflessioni profonde e intime, ma nello stesso momento anche un luogo dove agire e superare i propri limiti. 

È lei a offrire la lente attraverso cui “sentire” le vicende, la notte ne diviene scansione drammaturgica e cronologica, ma anche filosofica ed esistenziale, in modi diversi, testuali e scenici, che inglobano chi ascolta e lo accompagnano in questa storia. Un racconto dall’apparenza semplice, scanzonata che si trasforma sempre più in un pugno allo stomaco fino allo svelamento finale. 

Come in un film, la scena d’apertura è in fila in tangenziale a Milano: pioggia, musica alla radio, commenti a voce alta verso gli altri automobilisti. Poi una notizia che dà l’avvio a tutto, ma casuale, senza un “ruolo” definito. Così il tema della violenza si insinua fra le pieghe di una vita comune e, in qualche misura, torna a scoprirne i nervi più esposti.

Durante il giorno le incombenze quotidiane hanno un che di frettoloso, rapide carrellate di situazioni, accostamenti ironici, se non comici, che strappano un sorriso, pur apparendo superfici di pensieri più intensi, subito accantonati. 

Sapienti ellissi narrative restringono e allargano il focus delle scene, tagliano il superfluo e spingono gli eventi sempre più oltre. Basta una portiera che si chiude, un ascensore che sale, una luce che si spegne ed ecco che il set muta e, con esso, gli atteggiamenti e le situazioni. 

Dai vermi primordiali – che poi acquisiscono una chiara connotazione biografica solo nel finale – fino al Big Bang, metaforico e personale, Teresa ci guida nelle sue peregrinazioni giornaliere da casa all’ufficio e viceversa, persa nei rituali di una quotidianità tutta femminile, in cui però ridisegnare i termini di femminilità per proteggere e superare alcuni stereotipi. 

Il tono, all’inizio, è ironico, leggero, tenero e poi si trasforma e tocca tutti i registri della suspense, senza dimenticare il dramma, quello più intenso e reale, costruito sulle paure che ci circondano e le fragilità che ci spaventano. 

Entra qui in gioco tutto il talento di Lucia Mascino che, nonostante la limitazione del Reading e del leggio, riesce a far sognare e immaginare ogni situazione. Sussurra, borbotta, grida, minimizza, gesticola, canta, sospira mentre le luci la tratteggiano di volta in volta diversa, più adatta al momento. Tesa nei momenti di sconforto, sorridente in quelli di tenerezza, sospettosa o incerta sulla linea di confine fra solitudine e condivisione: un ritratto in costante cambiamento, in perpetuo moto, come l’universo, eppure apparentemente immobile. 

Segue il testo, ma non lo legge, bensì lo manifesta con il corpo, le mani, gli occhi – che guizzano perfino dietro le lenti – lo ha reso suo in termini espressivi e non lo molla, mai. Mantiene la tensione nelle scene più dure, accoglie le incertezze di Teresa nelle dimensioni più intime. E dà voce a tutti i personaggi attorno a lei, come una costellazione fatta di focaccia e stracchino, come un gioco per la sopravvivenza. 

La accompagna un tessuto sonoro – definire semplicemente “musiche” sarebbe limitante – la cui originalità è da ascrivere al talento di Stefano Fresi. Un accompagnamento discreto, minimalista, ma presente e necessario. Fa da fondale, sostiene e punteggia le svolte, i cambiamenti di scena, le evoluzioni emotive.

Lei ci salta sopra, come fosse un tappeto elastico: attenta, ma disinibita, libera, convincente. Ed è un successo più che meritato. 

Teatro Torlonia, 10 e 11 dicembre 2025 ore 20.30
Teresa La Notte
prima assoluta
di Paola Galassi
legge Lucia Mascino
musiche originali di Stefano Fresi
direzione artistica di Giampiero Solari

Produzione Flautissimo/Stefano Cioffi
organizzazione e produzione da Accademia Italiana del Flauto

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