Miracolo a Milano – Lino Guanciale non è la sola ragione per vedere questo spettacolo al Piccolo

14 Marzo 2026
Foto © Masiar Pasquali

C’era una volta la fiaba di Totò nato sotto un cavolo ed è in scena ora, fino al 1 aprile, al Teatro Strehler. Il protagonista di Miracolo a Milano spettacolo teatrale, trasposizione dell’omonimo film di Vittorio De Sica e a sua volta dal libro Totò il buono, è interpretato da Lino Guanciale. L’attore abruzzese torna infatti a farsi dirigere da Claudio Longhi ed è supportato da un cast composto da Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano, Giulia Trivero oltre che dalla partecipazione straordinaria di Giulia Lazzarini e gli allievi e le allieve della Scuola di teatro ” Luca Ronconi “.

Foto © Masiar Pasquali

Miracolo a Milano è uno spettacolo che punta ad omaggiare prima di tutto il capoluogo lombardo sia del passato che del presente. La scena iniziale si apre con Totò e la sua madre adottiva Lolotta che racconta proprio come un giorno ha trovato lui nel suo orto, infatti la scenografia riproduce un letto fatto di legno, vari mobili che sono pieni di verdure più specificamente di cavolfiori. L’anziana Lolotta è ovviamente interpretata dalla Lazzarini che porta sul palco una toccante performance in sintonia con Guanciale che accudisce in modo dolce la mamma che ormai sta per morendo. Totò poi rimasto solo finisce all’orfanotrofio da dove esce dopo aver compiuto la maggiore età. L’uomo ormai adulto in cerca di un lavoro nel centro di Milano, dove c’è in atto la prima della Scala, viene derubato della sua umile valigia ma accortosi della cosa insegue il ladro, che si chiama Alfredo, dopo una spiegazione del gesto i due diventano amici. Il protagonista finirà a vivere a casa di Alfredo che non è altro un riparo di fortuna realizzato con vecchie lamiere in periferia. 

Lo spettacolo da qui ci si alterna con Totò, che decide di rimanere lì e con il suo ottimismo di migliorare la situazione abitativa, ma anche con le storie di personaggi che vivono in questa baraccopoli, nel quartiere di Lambrate, e che nominano il protagonista come loro guida. Tutto cambia quando si scopre che nel terreno sottostante c’è il petrolio e iniziano ad arrivare il signor Brambi e il Signor Mobbi interessati, ora più di prima, per comprare i terreni. I poveri abitanti, un po’ ingenui, capiranno troppo tardi le vere intenzioni dei ricchi signori che sono rappresentati come i peggio imprenditori anche dei nostri tempi. Come nel film lo spettacolo si conclude, grazie all’aiuto di una colomba magica e degli angeli, con un lieto fine che fa ben sperare nel futuro e con l’iconica scena in cui Totò e i suoi amici volano via sopra al Duomo a cavallo delle scope rubate ai netturbini.

Foto © Masiar Pasquali

Miracolo a Milano per chi conosce già il teatro di Claudio Longhi, possiede tutto quello che ci si aspetta sia nella regia, con le proiezioni di filmati, in questo caso scene tratte dalla commedia e con una messa in scena in grado di cambiare grazie all’uso di strutture che possiedono ruote e il cast stesso, che sta recitando sul palco, può facilmente spostare. La scenografia di Guia Buzzi rappresenta la Milano del Miracolo Economico, con i postumi della Seconda Guerra Mondiale ma anche con immagini, verso la fine, che mostrano la città d’oggi, quella che è stata celebrata durante le recenti Olimpiadi Invernali. I costumi di Gianluca Sbicca sono evocativi all’atmosfera fumosa meneghina, non importa la provenienza sociale, sia poveri e ricchi indossano abiti grigi, gli unici che si distinguono sono la signora Lolotta in bianco,come un angelo, i vari personaggi fantastici come la statua dorata della madonnina del Duomo che parla e Totò che indossa un completo stile divisa tutta nera.

Claudio Longhi e Lino Guanciale fanno rivivere, con la complicità drammaturgica di Paolo di Paolo e grazie ad un cast numeroso e perfetto, una trasposizione che omaggia il celebre film che è stato simbolo del realismo fantastico. Lo spettacolo è così immersivo che prima del suo inizio girano tra il pubblico, per interagire con gli spettatori e offrire qualche caramella, gli studenti della Luca Ronconi e se durante l’intervallo alcuni di loro vi invitano alla “Scatola Magica” seguiteli e non sarete delusi. Per concludere Miracolo a Milano è una fiaba in grado di parlare a tutti, grandi e piccini, come il romanzo stesso di Cesare Zavattini, composta da tre ore abbondanti ma che non annoia mai e che intrattiene per tutta la durata parlando al cuore soprattutto dei milanesi o a chi ha scelto di vivere nel capoluogo lombardo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Non perdere

Turandot in bianco e nero all’Opera di Francoforte

di Emiliano Metalli Nonostante fosse l’ultima replica di un allestimento…