Teatro e politica in scena con “Bastava Leggere”

16 Marzo 2026

Dal 13 al 15 marzo è andato in scena all’Altrove Teatro Studio “Bastava Leggere”, spettacolo scritto da Ottavia Bianchi e diretto da Giorgio Latini, entrambi in scena con Luca Mascolo e Gianni Ferreri.

Un’opera complessa e stratificata nella quale Ottavia Bianchi e Giorgio Latini attingono dalla propria esperienza per rappresentare un momento assai delicato per chi vive di spettacolo nel nostro Paese.

La storia segue infatti le vicende di Marisa e Carlo, i quali dopo anni di fatiche sono costretti a sgomberare il piccolo teatro indipendente che lui ha ereditato dal padre; dietro questo sfratto c’è lo zampino dell’assessore alla cultura Zerbini e del suo eclettico social media manager Marra, pronti a servirsene come spinta per la loro personale scalata politica.

A causa di un imprevisto però, i quattro si ritrovano bloccati proprio nel teatro pochi giorni prima della definitiva sentenza sulle sorti dello stabile, scoprendo tra risate e confronti più accesi di non essere poi tanto diversi.

Ottavia Bianchi e Giorgio Latini, giocano e si divertono con gli stereotipi, evidenziando nettamente due facce dell’identità italiana: la politica affabile ed opportunista attenta più ai favori che a fare politica, e chi invece è costretto a sacrificare tutto pur di fare della propria passione un lavoro.

Il testo dà la giusta rilevanza ad entrambe le parti, rivelandone vizi e virtù, e mostrando i meccanismi di semplificazione e mistificazione di certe propagande. 

I personaggi risultano ben caratterizzati e tutte le interpretazioni riescono ad essere efficaci tanto nei momenti leggeri, quanto in quelli più delicati.

Nell’ora e mezza in cui si svolge lo spettacolo, sebbene lo sviluppo sia prevedibile, ciò che tiene alta l’attenzione è l’empatia per quei personaggi che si impara a conoscere sempre di più, dai loro sogni, ai loro errori, alle loro stranezze e paure, e con cui è impossibile non empatizzare.

Ottavia Bianchi e Giorgio Latini riescono a fare tutto questo senza perdere il filo conduttore e facendo anche qualcosina in più.

In realtà “Bastava leggere” offre una riflessione non solo sulla vicenda dei personaggi in scena, ma sulla situazione reale e drammatica che grava a livello nazionale.

Negli ultimi anni l’intero settore dello spettacolo dal vivo non gode di buona salute.

E qui non si parla dei teatri stabili o di grandi produzioni sostenute dallo Stato, ma delle piccole realtà indipendenti che non riescono a sbarcare il lunario.

Senza entrare nel merito dei pochi fondi a disposizione per i piccoli teatri, o della quasi nulla rappresentanza sindacale dei mestieranti, o degli iniqui sussidi o progetti di welfare, i lavoratori dello spettacolo attualmente provano a galleggiare in un mare che non lascia molte speranze.

Se la situazione sembra drammatica è perché lo è, ma Marisa e Carlo come Ottavia e Giorgio lontano dal palco, lottano con tutte le forze per portare avanti ciò in cui credono, facendo i conti con la realtà, con le bollette da pagare e con il rischio di dover abbandonare i progetti di una vita.

“Bastava Leggere”, oltre ad essere una vivace commedia, parafrasando Shakespeare, riesce dunque a rivelare alla società la sua struttura mettendo in mostra le difficoltà di un sistema bisognoso di nuova linfa che ci si augura possa tornare ad essere affidabile e rilevante come lo era un tempo.

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