Alla conferenza stampa per la presentazione della nuova stagione della Fondazione Teatro di Roma, svoltasi al Teatro Argentina, erano presenti diverse personalità, dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, al presidente della Fondazione Francesco Siciliano, fino a Luca De Fusco, il direttore artistico della fondazione e Lea Giammattei, la direttrice under 35.
Le novità per la prossima stagione saranno diverse, la prima su tutte è la riapertura del Teatro Valle, presentato sia dal sindaco, che dal direttore artistico. La data da segnare sul calendario, relativa all’inizio della stagione, sarà quella del 16 ottobre 2026 con uno spettacolo iconico sia per il teatro Valle, che per il Teatro italiano e mondiale, ovvero Sei personaggi in cerca d’autore, di e con Francesco Piccolo. Il teatro Valle è lo stesso teatro che si prestò per la prima rappresentazione dell’opera rivoluzionaria (non da subito compresa) del drammaturgo italiano, il 9 maggio 1921. Iconica quindi, la riapertura del teatro con un’opera così emblematica. La stagione del Valle poi si chiuderò con la rappresentazione di una delle più importanti autrici contemporanee, Jasmina Reza.
La stagione del teatro Argentina sarà invece molto florida con collaborazioni con lo Stabile di Torino, a quelle con Emma Dante, da rappresentazioni shakesperiane di Amleto, a Ĉechov.
La stagione del Torlonia sarà dedicata alle opere legate alla parola. Essendo un teatro architettonicamente difficile, la parola e la drammaturgia la faranno da padrone con opere prodotte dalla stessa fondazione, fino a chiudere con uno spettacolo giovanile, curato da giovani, dal titolo Spettacolo politicamente scorretto che si puó interrompere premendo un tasto.
Anche il teatro India porterà opere curate da artisti legati alla fondazione, ma arriveranno anche grandi artisti, da Lino Guanciale, a Jacopo Gassmann, fino a Francesca Aztrea e tanti altri.
La direttrice degli spazi riservati agli under 35 ha invece presentato la novità da lei stessa curata, ovvero quella di un ancor più stretto legame con la danza. Un festival dal nome Capitale Danza avrà inizio nella prima metà del 2027, ma già dal 2026, molti spettacoli dedicati a quest’arte, si susseguiranno: collaborazioni con il Balletto di Roma, con Europa Festival e tra gli altri anche Mehdi Kerkouche che porterà Portrait a Roma.
Durante la conferenza c’è stato spazio anche per delle riflessioni legate a fatti burocratici ed economici. Seppur l teatri di Roma stiano tornando ad un’occupazione delle sale quasi uguale ai dati pre-Covid, con un 96% di occupazione, i finanziamenti da parte del ministero della Cultura sono diminuiti.
Le presenze sono cresciute, i posti di lavoro raddoppiati ed è stato aggiunto un nuovo teatro eppure i finanziamenti sono diminuiti. Il direttore artistico ha quindi spiegato come il Ministero dovrebbe premiare chi cresce; sembra invece che ad essere premiati sono i teatri che trovano finanziamenti privati, perciò saranno sempre avvantaggiati teatri del nord, come quelli di Milano e Torino, piuttosto che quelli del sud.
Il teatro a Roma sta bene e, presumiamo, starà bene anche nella stagione che inizierà a settembre, che vedrà all’opera quattro teatri, tantissimi artisti e un movimento che sembra destinato a rimanere nel tempo, quello di una delle arti più antiche del mondo.
