Walter Gaeta presenta il suo ultimo libro: “Duke Ellington e Alvin Ailey. Il jazz e la danza”

27 Novembre 2024

In occasione dell’uscita del libro Duke Ellington e Alvin Ailey. Il jazz e la danza del pianista, compositore e arrangiatore jazz Walter Gaeta, il 24 novembre il Molinari Art Center Teatrolibero di Roma ha invitato l’autore per una presentazione ricca di ospiti e intrattenimento.

Ad accompagnare Gaeta alcuni professionisti che hanno collaborato con lui per la realizzazione del libro: il danzatore e coreografo Giacomo Molinari, la professoressa e studiosa di danza Francesca Falcone e il fotografo Corrado Maria Falsini.

Un affresco delle inedite interconnessione e influenze reciproche tra la musica jazz e la danza attraverso due giganti della cultura afroamericana: Duke Ellington, compositore, arrangiatore, pianista, autore di brani celebri manifesto di un’epoca come It Don’t Mean A Thing (If It Ain’t Got That Swing) (1932) e Sophisticated Lady (1932), e Alvin Ailey, inventore della modern dance e coreografo di alcuni lavori di grande rilevanza come Revelations (1960), The River (1970) e Cry (1971).

Sebbene il panorama editoriale sia ricco di volumi e di saggistica che trattano le biografie e i lavori di questi due grandi artisti, il libro di Walter Gaeta, aggiunge un nuovo mattoncino alle fondamenta di questa complessa opera memoriale, concentrando la propria ricerca sull’analisi dettagliata della coreografia Night Creature di Ailey a confronto con l’omonima partitura per orchestra di Ellington.

Un libro che non si presta unicamente alla lettura di appassionati, studenti e professionisti, ma garantisce una lettura comprensibile e piacevole anche ai più curiosi neofiti di danza e musica. Questo, non solo per la scelta di un linguaggio chiaro, ma anche per una struttura esemplificativa che lo rende ancora più accessibile.

La prima parte presenta un accurato profilo storico e stilistico su Duke Ellington e Alvin Ailey, per poi soffermarsi più in generale sul rapporto similare tra compositori e coreografi, grazie anche alla messa a confronto di diverse riflessioni di storici e studiosi riguardo il rapporto tra musica jazz e danza. In ultimo, approfondisce l’importanza ereditaria della cultura afroamericana lasciata dai due artisti.

Dopo questi primi capitoli introduttivi, si arriva al cuore del lavoro: l’analisi minuziosa della partitura di Night Creature messa a confronto con ogni singolo movimento coreografico realizzato da Ailey per la sua celebre coreografia. I dettagli di quest’ultima si possono osservare grazie alle fotografie e ad alcuni disegni presenti nel volume.

«Questo libro va letto, non perché vuole dire l’ultima parola su questi due grandi giganti, ma perché vuole fare il punto. E il punto lo si fa solo entrando nel movimento con la lente di ingrandimento, nei suoi gangli interiori. Nella quinta essenza del movimento e della partitura. E per fare questo serve coraggio», commenta Francesca Falcone.

Un excursus storico, tecnico ed emozionale che collima nella testimonianza diretta del ballerino e coreografo Giacomo Molinari che durante gli anni della sua carriera, ha avuto modo di conoscere il coreografo studiando presso la Alvin Ailey American Dance Center di New York e lavorando per la sua compagnia: «questa esperienza mi ha permesso di capire come si studia e come impegnarsi per fare questo mestiere, ma soprattutto come trasmetterlo agli altri».

Infine, il volume presenta un QR-code da cui si può fruire di musiche, video, aggiornamenti, partiture e sitologia per chi volesse approfondirne alcuni aspetti.

Prima della fine della serata Walter Gaeta ha tenuto a specificare di come il libro sia il frutto di un lavoro collettivo, realizzato grazie anche alla collaborazione di Pino Jodice, che si è occupato della prefazione insieme a Francesca Falcone, del musicologo Luca Bragalini, di Igor Sciavolino, musicista e compositore, di Walter Impicciatore,  per i disegni dei diversi passaggi coreografici e del significativo contributo di Corrado Maria Falsini e delle sue meravigliose fotografie quando la compagnia si esibì a Roma nel 1989.

Per concludere l’incontro, alcuni studenti della scuola di Giacomo Molinari hanno riproposto un estratto di Night Creature, donando a tutte le persone presenti in sala, un’idea di cosa sia quel legame indissolubile che unisce la meraviglia della danza e della musica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Non perdere

Turandot in bianco e nero all’Opera di Francoforte

di Emiliano Metalli Nonostante fosse l’ultima replica di un allestimento…