Rapito – La storia di Edgardo Mortara secondo Marco Bellocchio

2 Giugno 2023

Inizialmente il titolo era La conversione per essere cambiato poi in Rapito, una semplice parola che racchiude, al massimo della sua potenza, tutto quello che Marco Bellocchio mostra nel suo film presentato quest’anno al Festival di Cannes ed ora nelle nostre sale. Basato sulla storia vera di Edgardo Mortara e liberamente ispirato dal libro di Daniele Scalise Il caso Mortara. La vera storia del bambino ebreo rapito dal papa del 1997, è un lungometraggio toccante che mette a nudo la tirannia, il fanatismo e l’abuso di potere nella chiesa cattolica.

Rapito è il racconto di Edgardo che nel 1858, all’età di soli sei anni, fu strappato alla sua famiglia dalle autorità pontificie. Ciò è stato fatto perché la bambinaia cattolica del bambino ebreo bolognese, aveva affermato che quando il piccolo Mortara era neonato e apparentemente in grave malattia, aveva presunto di effettuare un battesimo di emergenza, perché temeva che il piccolo sarebbe morto e destinato a finire nel limbo. Le fanatiche autorità dell’inquisizione di metà Ottocento finserò di credere che la famiglia ebrea avrebbe quindi “sacrificato” il bambino scoperto ora cattolico, colsero al volo l’occasione per punire la comunità ebraica e gonfiare la propria importanza nella loro missione di far convertire la gente al cattolicesimo. Edgardo fu mandato a Roma per vivere in un collegio cattolico, dove venne ampiamente sottoposto al lavaggio del cervello di cui era consapevole e che accettò solo per sopravvivere. Il piccolo protagonista si ritrovò a crescere con una nuova famiglia, quella composta dal Papa, dai vari cardinali e sacerdoti. Una scena che spiega benissimo questo cambiamento della vita di Edgardo, è quando Papa Pio IX nasconde scherzosamente il bambino nel suo mantello mentre gioca a nascondino ed è un parallelo di quando, all’inizio film, si nascose invece nella gonna di sua madre per scappare dalle autorità che lo volevavo catturare.

Il maestro Bellocchio porta sul grande schermo non solo l’agghiacciante vicenda di Edgardo ma anche vari momenti cruciali della storia della fondazione dell’Italia. Nel film vengono mostrati, con delle ricostruzioni dettagliate, sia la liberazione di Bologna e sia la presa di Roma con la breccia di Porta Pia. Questa narrativa del regista cupa, buia, ambientata in gran parte di notte e nella Roma papalina in decadenza, è scritta in collaborazione con Susanna Nicchiarelli, Edoardo Albinati e Daniela Ceselli.

Enea Sala e Leonardo Maltese interpretano Edgardo bambino e poi la versione adulta diventata prete, Fausto Russo Alesi e Barbara Ronchi sono i genitori addolorati e disperati che proveranno in tutti i modi di riavere il proprio amato figlio. Fabrizio Gifuni è il gelido inquisitore bolognese Padre Feletti, Filippo Timi è il Cardinal Giacomo Antonellie e Paolo Pierobon è il Papa Re che trasformò “il caso Mortara” in una prova di forza tra la sua chiesa e i nazionalisti antipapali. Rapito è un lungometraggio drammatico, storico, che vuole raccontare come la manipolazione di un potere subdolo, come quello controverso della chiesa cattolica, abbia effetti più devastanti di un rapimento fisico.

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