Diverse forme del visuale. Artecinema a Napoli

22 Ottobre 2023

Si è conclusa in questi giorni a Napoli la 28ª edizione di Artecinema, festival internazionale di Film sull’Arte Contemporanea. Un festival multidisciplinare, che coniuga cinema e arti figurative in un racconto visuale delle nuove forme espressive. Dall’ 11 al 15 ottobre lamanifestazione ha interessato differenti luoghi: il Teatro San Carlo di Napoli, il Museo Madre e il Teatro Augusteo, in linea con la pluralità della proposta offerta. In programma una selezione di documentari distribuiti in 3 categorie: Arte e Dintorni, Architettura, Fotografia, con l’obiettivo di approfondire quanto riguarda la genesi e lo sviluppo del processo artistico. Lo spettatore ha in questo modo la possibilità di addentrarsi nello studio degli artisti, osservandone tecniche, materiali e approccio stilistico. Tra i titoli di questa edizione: Anselmdi Wim Wenders, dedicato all’artista Anselm Kiefer, Steve McCurry: la ricerca del colore di Denis Delestrac, Tutta la bellezza e il dolore, sulla controversa Nan Goldin, di Laura Poitras; Infinito. L’universo di Luigi Ghirri di Matteo Parisini. Abbiamo intervistato la curatrice Laura Trisorio, a pochi giorni dalla conclusione dell’evento, per effettuare un bilancio e interrogarci sui possibili modi per rendere l’arte contemporanea fruibile al grande pubblico.

Lei ha fondato questo festival nel 1996: quali erano gli obiettivi che allora si era posta? Il festival, in questo arco di tempo, si è modificato per perseguirli?

Ho fondato il Festival 28 anni fa con l’unico obiettivo di portare a Napoli materiali video rarissimi, che avevo scoperto in giro per il mondo: volevo condividere le emozioni che avevo provato guardando quei film così straordinari. Il Festival ha riscosso grande successo fin dalla prima edizione e gli spettatori sono cresciuti negli anni in maniera esponenziale tanto da doverci spostare in teatri sempre più grandi fino ad approdare al Teatro San Carlo e al Teatro Augusteo che contano oltre 1300 posti.

In che modo Artecinema rende fruibile al grande pubblico i linguaggi del contemporaneo, spesso poco comprensibili?

Artecinema non si rivolge a un pubblico di specialisti ma è uno strumento democratico, alla portata di tutti. L’intento è quello di rendere comprensibile l’arte contemporanea, accompagnare il pubblico in questo mondo meraviglioso che a volte può sembrare ingiustamente elitario. Anche per questo motivo l’ingresso alle proiezioni al Teatro Augusteo è gratuito e tutti i film sono sottotitolati in italiano. Da diversi anni lavoriamo anche nel sociale con una finalità educativa e portiamo il Festival nelle scuole campane, nelle università e negli istituti penitenziari proprio perché siamo convinti che l’arte, l’educazione alla bellezza, possa essere per tutti uno strumento importante per comprendere ed affrontare meglio le difficili sfide del presente.

Artecinema mette in relazione di ambiti solo apparentemente diversi, adottando un approccio che possiamo definire multidisciplinare: l’arte cinematografica e le arti figurative. Come è nata la scelta di fare dialogare queste due specifiche forme di espressione?

L’arte cinematografica e le arti figurative sono discipline dello sguardo che si incrociano in modo perfetto. La macchina da presa riesce a seguire gli artisti nei loro spazi più intimi facendoci immergere nel loro lavoro e permettendoci di comprendere alcuni aspetti che altrimenti resterebbero inesplorati. Quando un regista e un artista si guardano con rispetto senza che il lavoro dell’uno prevarichi quello dell’altro nascono film meravigliosi. Il più importante criterio di selezione è per noi la qualità e prediligiamo soprattutto lavori recenti che non siano stati ancora proiettati in Italia. Quando possibile ci piace dare spazio a giovani registi.

Artecinema si sviluppa in tre differenti sedi, tra cui il MADRE (Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina). Potrebbe raccontarci del rapporto tra il festival e il “contenitore” museo?

Artecinema è entrato per la prima volta quest’anno al Museo Madre con la proiezione del film Tutta la bellezza e il dolore su Nan Goldin, l’esperimento ha funzionato benissimo e abbiamo avuto la sala piena durante tutti e tre i turni di proiezione del film. I documentari sugli artisti possono sicuramente aiutare gli spettatori a fruire delle opere esposte nei musei con maggiore consapevolezza e ormai da diversi anni i musei di tutto il mondo sono concepiti come luoghi dinamici e multimediali, basti pensare all’esperienza del Centre Pompidou di Parigi che già sul finire degli anni settanta si è dotato di una ricchissima videoteca di film sull’arte. Artecinema si svolge anche in altre sedi, in diverse parti del mondo, attraverso rassegne itineranti. Collaboriamo ad esempio con Magazzino Italian Art di New York dove presentiamo ogni anno alcuni film e la scorsa estate abbiamo portato il Festival alla Certosa di Capri e a Positano.

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