Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente: le origini del Presidente Snow

21 Novembre 2023
Cr. to Lionsgate, Color Force

«Sono le cose che amiamo di più a distruggerci» è quello che affermava il presidente Snow in Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 1. Un villain così interessante che ha sempre portato i fan della saga a farsi domande sulle sue origini, e finalmente hanno la risposta. Dopo 8 lunghi anni dal capitolo finale possiamo scoprire e approfondire il personaggio di Coriolanus Snow nel prequel Hunger Games -La ballata dell’usignolo e del serpente, diretto da Francis Lawrence e tratto dall’omonimo romanzo di Suzanne Collins (edito da Mondadori, 2020).

Sono passati 10 anni dalla guerra civile tra Capitol City e i distretti, gli Hunger Games sono arrivati al decimo anniversario; per la prima volta i 24 tributi che dovranno combattere per la propria vita avranno dei mentori: gli studenti dell’Accademia di Capitol City, tra cui è presente Coriolanus Snow (Tom Blyth) al quale, dopo l’estrazione alla mietitura, capita come tributo Lucy Gray Baird (Rachel Zegler), la ragazza del distretto 12. Da questo momento Snow intraprenderà un percorso a ostacoli per arrivare a ricoprire il ruolo di potere che ha sempre desiderato. 

La riuscita di questo film, sia dal punto di vista tecnico-estetico che narrativo, poteva predirsi già dalla decisione di far dirigere nuovamente a Francis Lawrence il nuovo film della saga. Infatti il regista, con le sue scelte, guida lo spettatore all’interno della mente di Snow, e lo fa con inquadrature che pongono al centro sempre il ragazzo, lo accompagnano e non lo lasciano mai; fondamentali sono anche le molte inquadrature dal basso di Snow, a dimostrazione del potere che egli assume sempre di più nel corso del film.

Se la regia spiana davanti ai nostri occhi la storia di Snow, è Tom Blyth a trascinarci prepotentemente all’interno della mente del giovane. Un’incredibile interpretazione, profonda, attenta; i suoi occhi e le sue espressioni dicono più di quanto non facciano le parole stesse. E in men che non si dica ci ritroviamo in bilico sul filo del rasoio, divisi tra l’empatizzare con Coriolanus (nonostante la consapevolezza di chi sarà e di quello che farà quasi 70 anni dopo a Katniss Everdeen e compagnia) e il condannarlo per le decisioni che prende.

Cr. to Lionsgate, Color Force

L’unica cosa che non convince davvero nel film è la scelta di prendere Rachel Zegler come Lucy Gray Baird, poiché non restituisce pienamente la forza e il carisma della ragazza che mette in crisi l’animo di Coriolanus Snow. Infatti, se non per le parti dove canta, la Zegler non risulta in grado di portare quella forza di spirito che caratterizza la ragazza del distretto 12 nel libro della Collins. Ma, per spezzare una lancia in favore dell’attrice, questo problema forse potrebbe derivare anche dal lavoro di sceneggiatura retrostante. Rimane comunque il fatto che le sue espressioni sono quasi sempre le stesse e che rimane abbastanza piatta, quindi poco emotiva nella recitazione.

Lo stesso non si può dire degli attori secondari come Viola Davis, Peter Dinklage, Hunter Schafer, Jason Schwartzman e Josh Anders Rivera: questi infatti, con una recitazione impeccabile, riescono ad approfondire i personaggi che interpretano, donando loro una certa complessità emotiva e rendendoli unici.

Cr. to Lionsgate, Color Force

Il rapporto che si sviluppa tra il futuro presidente e la cantante del distretto 12 è solo il punto di lancio per approfondire quella zona grigia (forse non è un caso che la Collins abbia deciso di chiamare la sua protagonista femminile “Gray”) che esiste tra il bene e il male. Un conflitto interiore che spezza Snow e che lo porta a compiere delle scelte che lo faranno diventare il villain che tutti conoscono.

Hunger Games -La ballata dell’usignolo e del serpente riporta fan, e non solo, a quel periodo in cui i film distopici/fantasy erano tutto quello che si trovava in giro e che appassionava i ragazzi. Questo prequel ci trascina in un vortice di dolore, violenza, amore, amicizia, fedeltà, tradimento e potere senza farci respirare. Non c’è pace per Snow, per Lucy, per Panem e non c’è pace per lo spettatore fino a quando non legge la parola fine sullo schermo.

Hunger Games -La ballata dell’usignolo e del serpente non tradisce la saga originale, supera le aspettative e mostra dettagli che permettono di vedere, per la prima volta, con occhi diversi le vicende di Katniss. Tutto è collegato alla fine dei conti. Francis Lawrence e Tom Blyth sono riusciti a riportare in vita Hunger Games, e lo hanno fatto nel migliore dei modi possibili. 

Forse è arrivato il momento di tornare a scommettere su film del genere, che portano al cinema e che sono in grado di fidelizzare lo spettatore creando mondi complessi e fantastici; mondi che, nonostante il loro apparente distacco dalla realtà che si vive, rappresentano la società e l’essere umano.

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