La Chimera – La nuova favola visiva di Alice Rohrwacher

16 Dicembre 2023

Il nuovo lungometraggio di Alice Rohrwacher è un’affasciante favola visiva sull’amore perduto, ma anche un elogio alla terre dove la regista italiana è nata e cresciuta. La Chimera, presentato in anteprima mondiale a maggio e in concorso al Festival di Cannes 2023, vede per protagonisti un gruppo di tombaroli degli anni Ottanta che saccheggia manufatti storici dalle sepolture nascoste e risalenti alla civiltà etrusca. Nel film vediamo che a capo di questa bizzarra banda c’è un ex studioso di archeologia inglese o irlandese, non viene mai specificato, appena uscito di prigione che grazie al suo dono aiuta i ladri di tombe. Lo straniero Arthur, interpretato dal britannico Josh O’Connor, con la sua bacchetta da rabdomante infatti riesce a captare le cavità sotterranee, ma il vuoto non è solo sotto i suoi piedi ma anche nel suo cuore.

Nel corso di quelli che un tempo furono i suoi studi, il giovane fece amicizia con Flora, una sempre convincente Isabella Rossellini, un’anziana aristocratica locale che vive in una grande tenuta in campagna ormai trascurata e si innamorò di sua figlia Beniamina. Purtroppo però la ragazza non c’è più e Arthur vaga per la terra, come nel mito di Orfeo che cerca Euridice. Nella sua continua ricerca continua a scavare per scoprire tombe etrusche, ma a lui non interessa fare i soldi, semmai è alla ricerca di un passaggio segreto da varcare per ritrovare la donna che ha perso, da cui si sente attaccato ancora da un filo rosso simbolico che li unisce.

Il giovane uomo intanto a casa della madre di Beniamina conosce Italia, interpretata dall’attrice brasiliana Carol Duarte, una domestica non pagata e allieva di canto della ricca signora, licenziata poi per aver tenuto nascosti i suoi due figli nella villa dove lavorava. Tra uno scavo e un altro con i suoi amici predatori di reperti archeologici, che però pensano a gaudagnare con i corredi funebri per rivenderli a Spartaco, una ricettatrice esperta che ha il volto di Alba Rohrwacher, il protagonista inizia a provare dell’attrazione per Italia. Per un brevissimo periodo Arthur troverà la pace con la giovane madre straniera come lui, ma alla fine durante uno scavo passerà la leggendaria “porta dell’aldilà” e ritroverà la sua Euridice.

La Chimera fin dai titoli di testa possiede uno stile personale e riconoscibile del cinema d’autore di Alice Rohrwacher. Il film è girato attraverso tre grane diverse di pellicola vintage, dal 35 mm che si presta all’affresco, all’iconografia, al magico super16 mm e ad un 16mm rubato da una piccola cinepresa amatoriale. Per concludere i temi di questa nuova favola, sono gli stessi presenti da sempre nella filmografia della regista italiana tanto amata soprattutto all’estero. Ci sono i rapporti tra esseri umani e la natura, tra realtà e sogno, tra sacro e profano, sempre due mondi separati da una linea più sottile di quanto la società contemporanea sia disposta ad accettare e che Alice è in grado di mostrare a tutti.

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