Bob Dylan una figura misteriosa, un artista che è passato alla storia. La sua musica si è fatta portatrice non solo di temi importanti ma anche di un intero periodo storico. Un cantautore che è arrivato al cuore di milioni di persone e nel 2016 ha vinto anche il premio nobel per la letteratura.
Esce oggi, 23 gennaio, nelle sale italiane – distribuito da Searchlight Pictures e The Walt Disney Company – A Complete Unknown diretto da James Mangold (Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line, Le Mans ’66 – La grande sfida), il film che affronta i primi anni della carriera di Bob Dylan, dal 1961 al 1965. Ispirato al libro Il giorno in cui Bob Dylan prese la chitarra elettrica (Dykan Goes Eletric) di Elijah Wald.

James Mangold decide di raccontare il momento in cui da sconosciuto venuto dal Minnesota, Bob Dylan diventa l’artista di successo che è oggi, immaginando quello che può aver vissuto in quegli anni. Un racconto che si costruisce attraverso le relazioni umane. Ogni rapporto che il cantante vive porta fuori una nuova visione sulla sua figura e sul suo carattere.
Cosa si cela dietro uno dei cantautori migliori della storia della musica? Il film non vuole dare una risposta a questa domanda, lascia tutto nel mistero come ha sempre fatto il cantante.
Non è il solito biopic, è qualcosa di più, è un film che vuole toccare delle corde più profonde, vuole spingere lo spettatore a trovare lui stesso un significato in quello che ha visto. È un film incredibilmente umano sul rapporto che Dylan ha con la musica ma soprattutto con la fama e con la libertà. Lo vediamo destreggiarsi tra due donne, tra gente dell’industria che pretende e basta e fan sfegatati che lo seguono ovunque, eppure sembra che tutto ciò non lo scalfisca davvero, lui continua a prendere quello che gli spetta e la libertà di fare ciò che vuole senza dar conto a nessuno, accompagnato sempre dalla sua musica.
A Complete Unknown è un buon film non solo grazie alla capacità di James Mangold di esprimere con le immagini le sensazioni che vivono nella storia, ma soprattutto grazie al cast straordinario e all’incredibile lavoro che ha fatto Timothée Chalamet (Chiamami col tuo nome, Dune I, Dune II) nel trasformarsi in Bob Dylan.
Chalamet incarna perfettamente lo spirito del cantante, ogni espressione, ogni sguardo, ogni movimento è minuziosamente studiato. Canta e suona e lo fa egregiamente. Si vede l’impegno che ha messo nel progetto e nel rappresentare il personaggio, non delude le aspettative e anzi stupisce perché ha raggiunto un livello ancora più alto di bravura.

Ma senza Edward Norton (Fight Club, Birdman), Elle Fanning (The Great, Maleficent) e Monica Barbaro (Top Gun: Maverick), nei rispettivi ruoli di Pete Seeger, Sylvie Russo e Joan Baez, questo film non sarebbe stato lo stesso. Ancora una volta si sono superati con performance realistiche e sincere che difficilmente si potranno dimenticare.
A Complete Unknown è una finestra sulla figura di Bob Dylan che però salvaguardia la sua libertà e la sua personalità, rispettando l’artista. È un film che merita di essere visto perché è una storia che fa riflettere sul diritto delle persone famose a mantenere quella libertà creativa e personale che li ha fatti arrivare al successo.
Nel cast del film – prodotto da Range Media Partners, Veritas Entertainment Group, The Picture Company, Turnpike Films e scritto da James Mangold e Jay Cocks – anche Boyd Holbrook, Dan Fogler, Norbert Leo Butz, e Scoot McNairy.
