Attore, regista, sceneggiatore, cantante e poeta, Vittorio De Sica è stato, ed è tutt’oggi, icona storica e culturale. Un’arte, la sua, a tutti accessibile, popolare, con il merito di intrattenere e far pensare ogni spettatore, dal contadino al signorotto; di entrare in ogni casa, nelle ville e nelle baracche. Semplice, spontaneo quanto intellettuale, attento critico sociale.
Con leggerezza ha attratto e ha aperto il mondo dell’arte scenica e cinematografica anche a chi aveva poche chiavi di lettura; la stessa leggerezza con Luca Mascolo nel suo spettacolo omaggio VITTORIO DE SICA, SUSPIRE ‘E VASE, MUSECA ‘E PASSIONE, andato in scena all’Altrove Teatro Studio, l’ha ricordato, coinvolgendo il pubblico, offrendo una sinossi narrativa e musicale della storia dell’uomo e dell’artista sorano.
Supportato dalla chitarra classica di Valentina Di Silvestro e dal violoncello di Donato Cedrone, Mascolo legge a voce alta passi dei diari autobiografico di De Sica; passi storici intrisi, talvolta, di commenti personali che rendono più fluido e meno statico il racconto. Ma a rendere l’interpretazione un’elegante chicca teatrale sono le performances canore delle canzoni e delle macchiette, tra cui le celebri Lodovico, E non sta bene, Arrabbiati canaglia, Anema e Core e Parlami d’amore Mariù: Mascolo, originario di Sora, dove nacque anche Vittorio, come lui stesso fa presente, canta e attoreggia con tutta l’anima passionale, autentica, che ha contraddistinto gli artisti di quel calibro.
Lo spettacolo non ripercorre tappa dopo tappa la biografia e la carriera, non racconta in toto la vita e l’ascesa professionale, non ne approfondisce l’impronta neorealista o comica, ma ne dà un assaggio, così da renderlo più fruibile a spettatori non digiuni dell’argomento, presentandosi come un’intrattenitiva occasione per ricordare, tuttavia la vivacità melodica assicura la godibilità anche a chi, neofito, vuole conoscere un pezzo di storia italiana, di assaporarne l’avanguardia in anni bui, quelli pre, durante, post guerra.
Mascolo in un’impeccabile armonia con i musicisti, ritma l’esibizione e il pubblico, facendo cantare quest’ultimo, divertendo e divertendosi, perché principalmente a trasparire e coinvolgere è la chiara passione dell’interprete, elemento imprescindibile per la riuscita di una piéce.
