“Queer”: amore e solitudine nel nuovo film di Luca Guadagnino

29 Marzo 2025

Settembre 2024, Queer, diretto da Luca Guadagnino e scritto da Justin Kuritzkes, ha avuto la sua anteprima mondiale all’ 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Sono passati sette mesi, il film è già uscito in quasi tutto il mondo e finalmente anche l’Italia avrà la possibilità di vederlo dal 17 aprile distribuito da Lucky Red.

Tratto dall’omonimo romanzo di William S. Burroughs del 1985 (edito in Italia da Adelphi), Queer racconta la storia di Lee (Daniel Craig – Knives Out, No Time to Die), un uomo che si trova a Città del Messico e passa le sue giornate tra un locale e un altro a bere, fumare e a drogarsi, sempre alla ricerca di qualcuno con cui passare la serata. Finché la sua attenzione non viene rubata da Eugene Allerton (Drew Starkey – Outer Banks), un giovane affascinante che frequenta gli stessi locali ma è quasi sempre in compagnia di una ragazza. Tra i due inizierà una relazione che è riduttivo definire complessa, se per Lee è amore a prima vista per il ragazzo non sarà la stessa cosa. La svolta arriva quando i due partono insieme per il Sud America alla ricerca di una pianta, lo Yage, che promette di sviluppare capacità telepatiche.

Da sinistra Daniel Craig e Drew Starkey. Cr. to Yannis Drakoulidis, Lucky Red

L’abilità di Luca Guadagnino di sperimentare è incredibile, ogni opera è diversa dall’altra ma c’è sempre un fil rouge che le attraversa: l’amore, la sessualità e la scoperta della propria identità. Queer non è diverso, girato quasi interamente a Cinecittà, è realistico e onirico contemporaneamente.

Se Challengers, uscito quasi un anno fa, era frenetico, dinamico, euforico e adrenalinico, Queer è lento, dolce, sensibile, tragico. Esteticamente parlando è un film bellissimo, i colori accessi, le inquadrature, che si concentrano sui primi piani, particolari e dettagli, trasmettono tutto quello che sta vivendo Lee e non è un caso che Eugene Allerton venga sempre inquadrato con riprese che esaltano la sua bellezza, e il suo fascino, la macchina da presa lo segue come se fossero gli occhi di Lee e inevitabilmente anche lo spettatore finisce per innamorarsi del misterioso ragazzo. Ci sono scene di una bellezza unica che trasmettono le emozioni viscerali e pulsanti che vivono i due personaggi ma soprattutto quelle che vive Lee: è portato tutto in superfice nulla è nascosto e perciò risulta profondamente tragico.

Il rapporto tra Lee ed Eugene è complesso, confuso e proprio per questo realistico, ma non mancano anche sprazzi di dolcezza. I due sono completamente diversi l’uno dall’altro. Lee è un libro aperto, tutto quello che pensa e che prova gli si legge in volto: l’amore, l’ossessione, il desiderio, la solitudine, la tristezza di non poter avere davvero quello che vuole e di non essere capito dall’unica persona da cui vorrebbe esserlo, questa chiarezza dei suoi sentimenti in qualche modo mostra anche il fatto che lui ormai sa chi è e cosa vuole e non ha paura di vivere completamente tutto quello che gli si pone di fronte. Daniel Craig interpreta questo ruolo in maniera magnifica, s’immerge nei panni di Lee naturalmente e completamente. Al contrario Eugene ha costruito un muro tra lui e il mondo al di fuori, per tutto il film sono pochissime le scene in cui si comprende cosa prova, è circondato da un’aura di mistero e nessuno sa cosa vuole o non vuole, segno anche di una confusione più profonda riguardo la sua identità e i suoi sentimenti. Drew Starkey è perfetto nel ruolo di ragazzo bello e misterioso ma che sotto nasconde tanto.  

Da sinistra Daniel Craig e Drew Starkey. Cr. to Yannis Drakoulidis, Lucky Red

Queer è un film poetico, romantico, sensuale e tragico, lascia con un vuoto dentro e con la voglia di rivederlo per scoprire dettagli che durante la prima visione sono sfuggiti. Luca Guadagnino è riuscito a costruire una storia viva attraverso l’unione di diversi elementi, a partire dal cast straordinario di attori fino ad arrivare alla colonna sonora – composta da Trent Reznor e Atticus Ross, i due hanno lavorato anche alla colonna sonora di Challengers – che accompagna lo spettatore all’interno della vicenda e dei sentimenti di Lee. Un film che permette di perdersi nelle immagini bellissime di una storia complessa sull’amore, sull’identità e sulla solitudine.

Nel film – prodotto da Fremantle, The Apartment, Frenesy Film Company, Fremantle North America, in collaborazione con Cinecitta’ spa e Frame by Frame – anche Lesley Manville, Jason Schwartzman, Henrique Zaga, Omar Apollo, Andra Ursuta, Andres Duprat, Ariel Schulman, Drew Droege, Michael Borremans, David Lowery, Lisandro Alonso e Colin Bates.

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