L’amore che non muore di Gilles Lellouche: la recensione

13 Giugno 2025

Il 5 giugno è uscito al cinema il nuovo film francese L’amore che non muore (L’amour ouf) diretto da Gilles Lellouche con Malik Frikah, Mallory Wanecque, Adèle Exarchopoulos e François Civil, distribuito da Lucky Red.

Tratto dal romanzo di Neville Thompson e presentato in concorso alla 77ª edizione del Festival di Cannes e poi al Bif&st – Bari International Film Festival, il film racconta la storia di Jackie e Clotaire, due adolescenti che si conoscono fuori scuola, lei una ragazza tosta con la testa sulle spalle, lui un delinquente. I due si innamorano, insieme sono felici e spensierati finché un giorno Clotaire non finisce in galera dopo una rapina finita con la morte di un uomo. Passano gli anni Jackie è sposata e infelice, ma tutto cambia quando Clotaire esce di galera.

Gilles Lellouche torna al cinema come regista dopo sette anni dall’ultimo lungometraggio girato (7 uomini a mollo) con una storia che racconta l’amore – non solo quello romantico – e la sua assenza, l’effetto che ha e come condiziona la vita e il futuro. Attraverso gli occhi di Jackie e Clotaire lo spettatore riscopre il primo amore, quello giovane, spensierato e innocente. La relazione tra i due ragazzi è totalizzante, si completano a vicenda e l’uno senza l’altra non possono stare.

Malik Frikah e Mallory Wanecque in una scena del film. Cr. to Lucky Red.

Il regista non si sofferma solo sull’amore romantico che lega i due, ma mostra quanto inevitabilmente i genitori influiscano sulla crescita dei figli e quanto l’incapacità di parlare e di esprimere affetto tra di loro incida negativamente non solo su come i figli percepiscono il mondo, ma anche sulle scelte che fanno e le strade che prendono.

L’amore che non muore è un film intenso, pieno di colori, musica, sentimenti e spunti su cui riflettere. Tra scene che sembrano uscite da un musical, scene d’azione e scene tipiche di una commedia romantica, questo film è tutto il contrario di tutto, esteticamente parlando. Ma forse l’essere così saturo di stili diversi è in certi momenti il suo difetto, oltre alla lunghezza immotivata.

In ogni caso, L’amore che non muore esprime la capacità del cinema di osare raccontando una storia semplice e universale; è un vortice ambizioso e a tratti folle di emozioni.

Adèle Exarchopoulos e François Civil in una scena del film. Cr. to Lucky Red.

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