Danny Boyle a Roma per presentare 28 anni dopo

18 Giugno 2025
Rome (Italy), June,11 2025 - Danny Boyle attends the “28 Years Later” photocall in Rome at Hotel Eden Terrace on June 11, 2025, in Rome

Danny Boyle è uno dei registi più apprezzati nel panorama cinematografico, vincitore dell’Oscar per The Millionaire, nel corso della sua carriera ha realizzato film che sono diventati dei cult e sono entrati nell’immaginario collettivo. Tra i più noti Trainspotting, 28 giorni dopo, The Beach e il già citato The Millionaire. Il regista inglese affronta la natura umana, la mette in discussione e analizza i suoi lati positivi e negativi, non ha paura di osare stilisticamente e tecnicamente parlando. I suoi film sono un viaggio alla riscoperta dei sentimenti e del cambiamento, anche quelli legati a tematiche più “oscure”.

28 Giorni dopo, uscito nel lontano 2002, è uno dei suoi film più amati. L’horror con Cillian Murphy su un’epidemia di rabbia che trasforma gli umani in zombie è diventato un caposaldo del genere per la capacità di portare in vita un racconto sugli zombie ben fatto, coinvolgente, spaventoso e adrenalinico. D’altronde è conoscenza comune che l’horror è un genere che attrae perché è un modo per scaricarsi e, come ha detto Danny Boyle in conferenza stampa a Roma per presentare 28 anni dopo: “Perché l’horror attira? Perché piace? Perché non puoi fare a meno di andare al cinema e lì puoi esorcizzare le tue paure, il tuo disgusto, la tua avversione per tutti gli orrori, di gran lunga peggiori, che invece sono reali e che sono presenti nel mondo che ci circonda. Anche perché poi l’horror è un genere molto flessibile, che si può ampliare per comprendere molte più cose”. Questa capacità dell’horror è l’ulteriore motivo per cui 28 giorni dopo è così amato, perché racconta la speranza e l’amore tipica degli esseri umani, ma anche la loro crudeltà, che è di gran lunga più terrificante di un uomo trasformato in zombie che vuole mangiarti.

Il tanto atteso nuovo capitolo del franchise, 28 anni dopo, diretto nuovamente da Danny Boyle e scritto da Alex Garland, con Aaron Taylor-Johnson, Jodie Comer e Ralph Fiennes, uscirà il 18 giugno al cinema. La scorsa settimana, come sopra anticipato, Danny Boyle era a Roma per presentare il sequel alla stampa italiana. Sono passati molti anni dal primo film, 23 per l’esattezza, e a riguardo il regista ha raccontato che lui e Alex Garland hanno pensato per molto tempo a un’idea adatta:  “Abbiamo lavorato insieme ad una serie di idee però soltanto quando è venuta fuori questa proposta ci siamo caricati, lui si è caricato di energia e ha scritto una storia molto più ampia di quello che ci si potesse aspettare, proprio perché volevamo realizzare un qualcosa che fosse una grande esperienza e ambientata molti anni dopo. Quello che ci interessava era inserire nella storia la Brexit e i Teletubbies”.

Danny Boyle, Alfie Williams e Aaron Taylor-Johnson sul set di 28 anni dopo

A questo nuovo film ne seguiranno altri due, lo stesso Boyle ha dichiarato che l’intenzione è quella di realizzare una trilogia anche se ciascun film è indipendente. Inoltre, ha raccontato come la scrittura di 28 anni dopo è stata inevitabilmente influenzata dal Covid e da come la gente ha reagito alla pandemia. I due si sono voluti soffermare anche sul virus e su come esso si è adattato in 28 anni, “La cosa più interessante è stata che anche il virus si è adattato, – ha affermato il regista – anche il virus è mutato, si è evoluto, perché ha cercato di sopravvivere e di conseguenza anche gli infetti si sono organizzati, hanno cominciato a evolversi, sono emersi gli Alfa e i lenti bassi; quindi, sicuramente il Covid ha avuto una fortissima influenza sulla scrittura”.

28 anni dopo si preannuncia come un film in grado di unire temi horror ad argomenti più emotivi come quello della famiglia: “Volevamo che questo film fosse basato sui personaggi e sulla famiglia, perché nel film originale Cillian Murphy e Naomi Harris creano subito una famiglia insieme a Brendan Gleeson e volevamo quindi ripetere e riportare qui questa esperienza realizzando un film che fosse sì entusiasmante, avvincente e che attirasse i fan dell’horror, ma al contempo che fosse un film che parla della famiglia, di che cosa significa e di cosa succede al suo interno. ⟮…⟯ Volevamo quindi che il film fosse ambizioso, che non seguisse semplicemente una serie di regole che lo rendono un buon sequel, ma volevamo veramente che avesse un respiro più ampio”.

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