La terza edizione di Incanto Film Festival si è conclusa e anche quest’anno ha aperto una finestra sul cinema del presente e del futuro. Svoltasi a Pesaro, la kermesse ha visto numerosi ospiti e film dalle tematiche diverse, ma rappresentative della società odierna e del periodo storico che stiamo vivendo. Premiati quest’anno Majonezë di Giulia Grandinetti come miglior cortometraggio, Nadir Taji per Festa in famiglia come miglior regia. A Domani di Emanuele Vicorito ha ottenuto il premio del pubblico, mentre la menzione speciale dalla giuria è andata a Paoli De Luca per Marina e il premio giuria giovani a La Buona Condotta di Francesco Gheghi.
In un’intervista esclusiva, i due organizzatori e direttori artistici del festival, Rebecca Cervato e Matteo Damiani, ci hanno raccontato di più di questa edizione e l’importanza del festival per l’industria cinematografica italiana.
La terza edizione di Incanto Film Festival si è conclusa. Cosa vi ha regalato quest’anno la kermesse e quali sono stati i risultati ottenuti?
“Quest’anno Incanto Film Festival ci ha regalato la possibilità di collaborare con Anemone Film e insieme una nuova occasione di incontro: la possibilità di portare professionisti, ospiti e autori a confrontarsi con il pubblico attraverso i loro cortometraggi e le loro opere prime, grazie alla collaborazione con Mic e Siae nell’ambito del programma ‘Per chi crea’. È stato un momento prezioso di dialogo, di approfondimento e di scoperta, sia dentro che fuori dalla sala. Siamo felici di aver centrato anche quest’anno l’obiettivo del festival, ovvero quello di creare connessioni, di far nascere conversazioni inaspettate e di offrire spunti di riflessione. In fondo, il compito di un festival è proprio questo, quello di far scoprire. Ci teniamo molto a portare ospiti e professionisti perché crediamo nel valore dell’incontro diretto con il pubblico. Vogliamo che il pubblico sia sempre più presente, partecipe e attivo nel dialogo con gli autori. Quello che ci lascia quest’anno è quindi un festival in crescita, con un seguito sempre più ampio e un pubblico sempre più coinvolto. Il nostro desiderio è continuare, insieme ad Anemone Film, su questa strada, affinché l’Incanto Film Festival diventi un punto di riferimento e un’importante occasione di dialogo e di approfondimento non solo sul cinema, ma anche sui temi e sui racconti dei giovani autori che si avvicinano a questo mondo per condividere le loro storie e il loro sguardo”.
Cosa significa Incanto Film Festival per il panorama cinematografico italiano?
“Incanto Film Festival è un festival di corti e di cinema che ha tutte le caratteristiche per potersi distinguere nel panorama nazionale dei festival ed è riuscito, soprattutto quest’anno grazie alla collaborazione con Anemone Film, Mic e Siae, ad affermarsi come un importante momento di incontro tra pubblico e autori. Noi ci teniamo a far sì che gli autori possano dialogare con il pubblico e ricevere anche dei feedback da parte loro. È un momento dell’anno in cui, tramite una selezione accurata, ricercata e attenta, cerchiamo di portare i lavori più importanti nella sezione delle Main Category – quest’anno presieduta da importanti nomi come Valerio Mastandrea, Barbara Ronchi, Piero Messina – e quelli più innovativi e sperimentali nella sezione ‘Bande à part’, presieduta da Valentina Bellè. È quindi un’occasione in cui autori, produttori e professionisti si ritrovano per avere un panorama complessivo di quella che è la produzione dei cortometraggi durante l’anno, un panorama che comprende sia le opere più rilevanti a livello internazionale, sia quelle dei giovani autori. Quest’anno, nella sezione ‘Bande à part’, è stato premiato Leo Folin, un giovanissimo autore di diciott’anni. Abbiamo anche una sezione dedicata alla Regione Marche, che valorizza i giovani autori del territorio dove si svolge il festival. Secondo noi sta per diventare un appuntamento importante, che permetterà a tanti di confrontarsi con lo stato attuale e contemporaneo del cinema italiano giovane”.

I giovani e le produzioni indipendenti faticano a ottenere il giusto riconoscimento in questo ambiente che ogni giorno si fa più complesso e ristretto. Pensate, quindi, che servano più iniziative come questa per dare spazio ai nuovi talenti?
“Sì, pensiamo che queste occasioni, questi spazi di incontro, siano sempre fondamentali per i giovani autori e per i nuovi talenti, perché sono possibilità di farsi conoscere, ma anche di dialogare con il pubblico, con gli altri autori e con i professionisti che intervengono all’interno del festival. Ultimamente si è visto che il numero dei festival è cresciuto e questo è segno che c’è necessità e c’è voglia di dialogo; c’è voglia di confrontarsi e c’è voglia di esprimere e portare anche il proprio punto di vista sulla contemporaneità; quindi, è un buonissimo segnale e noi con Incanto vogliamo portare avanti questa possibilità di condurre giovani autori e talenti a farsi conoscere e ad esprimersi all’interno del festival. Inoltre, è importante costruire una rete di collaborazioni di ospiti e di approfondimenti e quindi eventi che permettono a questi giovani autori, non solo di venire al festival e proiettare il cortometraggio, ma anche di dialogare nell’effettivo. Quest’anno abbiamo avuto la possibilità di prevedere un programma fitto dedicato alle scuole, che permette anche un’attività di formazione tramite l’incontro con professionisti e autori per giovani ragazzi e ragazze che vogliono avvicinarsi al mondo del cinema. E abbiamo avuto la possibilità di avere tanti ospiti che hanno portato il racconto del loro percorso e lavoro, tra cui Barbara Ronchi, Piero Messina, Valentina Bellè, Edgardo Pistone, Carolina Pavone, Maria Gimenez Cavallo, Gianluca Santoni, Andree Lucini”.
Cosa vi aspettate per il futuro di Incanto Film Festival?
“Ci auguriamo che, grazie alla collaborazione preziosissima con Anemone Film, diventi un punto di riferimento all’interno del panorama cinematografico nazionale, anche delle opere prime nazionali. Ci auguriamo che continui a crescere, intercettando la voglia di partecipazione, di collaborazione anche di tutti gli ospiti che sono venuti quest’anno e che possa diventare, tramite gli incontri che proponiamo, anche un’occasione di formazione su un territorio, come quello della provincia, in cui magari gli studenti giovani non conoscono bene come funziona la macchina cinema e grazie invece ad Incanto hanno la possibilità di scoprirlo e di approfondirlo. Speriamo che possa essere sempre un evento, una rete di collaborazioni sul territorio con tanti giovani, ma anche con tanti enti e tante istituzioni che speriamo continuino a supportarci ed aiutarci nel futuro di Incanto per poter portare al pubblico quella che noi riteniamo essere una grande occasione di approfondimento culturale che possa rendere attiva, vivace, interessata una comunità, che è quella in questo caso della provincia di Pesaro Urbino, che ha dimostrato in questi anni grandissima voglia di partecipazione e grandissimo affetto verso Incanto, tant’è che ogni anno c’è una giuria popolare che vota i migliori cortometraggi. Ci impegneremo al massimo per portare avanti il nostro progetto che, secondo noi, è un punto cardine di approfondimento culturale per la comunità, e se guardiamo poco più in là lo diventerà anche nel panorama cinematografico nazionale italiano”.
Incanto Film Festival gode del patrocinio della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, di CNA Marche, della Marche Film Commission e della Fondazione Marche Cultura.
