28 anni dopo: Il tempio delle ossa, chi sono i veri mostri?

15 Gennaio 2026

A soli sette mesi dall’uscita di 28 anni dopo, arriva al cinema il nuovo capitolo della saga iniziata da Danny Boyle con 28 giorni dopo. 28 anni dopo: Il tempio delle ossa, diretto da Nia DaCosta (Hedda, The Marvels) e scritto da Alex Garland (Warfare), esce oggi, 15 gennaio.

Spike (Alfie Williams, 28 anni dopo), dopo il viaggio vissuto con la madre, si ritrova bloccato con Jimmy Crystal (Jack O’Connell, I peccatori) e i suoi compagni: una vera e propria setta che vaga di luogo in luogo compiendo atti disumani in nome del “Grande Caprone”, ovvero Satana. Nel frattempo, il dottor Kelson (Ralph Fiennes, Conclave) sviluppa un rapporto inaspettato con un’Alpha, uno degli infetti più evoluti, che lo porterà a una scoperta sensazionale.

Nia DaCosta riporta nel mondo post-apocalittico creato dal regista britannico raccontando una storia che gioca meno sul terrore degli infetti e più sull’inquietudine generata da una domanda: chi sono i veri mostri? Gli zombie o gli esseri umani?

28 anni dopo: Il tempio delle ossa regge il confronto con l’opera precedente, anche se si avverte la mancanza della regia di Danny Boyle. A differenza dello scorso capitolo, però, lo spettatore si trova davanti qualcosa di ancora più realistico e inquietante: la crudeltà umana.

Se Spike nel primo film era il protagonista indiscusso, qui il testimone passa al dottor Kelson e a Jimmy, che rappresentano due facce della stessa medaglia. Entrambi possiedono una fede cieca: Kelson nella scienza e nella medicina, Jimmy in Satana. Una fede razionale contro una spirituale.

L’atmosfera di questo sequel è molto diversa da quella del precedente. Se in 28 anni dopo inquadrature, musica ed effetti sonori creavano un’esperienza totalizzante, angosciante e claustrofobica, qui l’impatto è meno sensoriale e più visivo. La violenza è estremamente preponderante e disturbante, lascia un senso di inquietudine e spavento, ma risulta meno coinvolgente.

Ralph Fiennes e Jack O’Connell sono il vero punto di forza del lungometraggio. Entrambi offrono interpretazioni intense che scuotono lo spettatore, nel bene e nel male. Jack O’Connell, in particolare, riesce ancora una volta a dare vita a personaggi che incarnano il lato peggiore dell’essere umano. Un attore davvero talentuoso, ma molto spesso sottovalutato.

La sceneggiatura di Garland convince per la fluidità, il ritmo costante e ansiogeno e la capacità di spingere lo spettatore a volere sempre di più e a sperare in un terzo film che possa concludere la storia.  

Se 28 anni dopo era amore e horror, questo è horror e turbamento, ma comunque rimane un ottimo sequel. In attesa di notizie su un ipotetico terzo film, non ci resta che attendere e apprezzare una delle saghe zombie più interessanti degli ultimi 20 anni.  

Nel cast del lungometraggio – prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures – anche Chi Lewis Parry, Emma Laird, Erin Kellyman, Maura Bird, Louis George Serkis, Sam Locke e Ghazi Al Ruffai.

Cr. to Sony Pictures ed Eagle Pictures

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