A volte arrivano al cinema piccole storie ambiziose che, anche senza l’appoggio dei grandi studios hollywoodiani, riescono a colpire per la capacità di raccontare una vicenda autentica e profonda. È il caso di Abbandonando il paradiso, opera prima di Genc Përmeti, con Daniel Olbrychski (Il tamburo di latta, Mosse pericolose), Agata Buzek (La mia vita meravigliosa), Kristaq Pilo (Luna Park), Nikolla Prendi e Ksawery Szlenkier. Il film è stato presentato al BIF&ST – Bari International Film Festival 2026 ed è uscito nelle sale italiane l’1 luglio.
Sono passati sessant’anni da una guerra nucleare che ha ucciso miliardi di persone e ha lasciato i sopravvissuti alla mercé di un mondo senza più regole e speranza. In questo scenario troviamo Nico (Nikolla Prendi), un ragazzino che ha perso i genitori e vive con il nonno Lexi (Kristaq Pilo) nelle macerie di una fabbrica industriale. Ma in quel luogo non sono soli, un semplice muro li separa da un uomo e da suo figlio. Lexi odia quell’uomo, lo accusa di essere un ladro e lo vorrebbe vedere morto. In questo clima di odio e violenza, Nico e l’altro bambino sono costretti a una vita che li priva di ogni cosa. Finché tutto cambia quando arriva un uomo, Xeni (Daniel Olbrychski), che porta con sé una donna incinta. L’incontro tra Nico e Xeni porterà il bambino a guardare il mondo con occhi diversi e a sognare di vedere finalmente il mare.
Abbandonando il paradiso è un film intenso e contemporaneamente molto semplice e lineare. Segue la vita di un gruppo di sopravvissuti in uno scenario post-apocalittico più vicino alla nostra realtà di quanto possiamo immaginare. Lexi è un uomo che ricorda tutto quello che ha perso quando le bombe atomiche hanno colpito la terra. Nico, invece, non conosce il mondo di prima e non ha mai avuto modo di conoscere i suoi genitori. La sua unica compagnia è il burbero nonno che, probabilmente, gli ha mentito su molte cose pur di tenerlo con sé e impedirgli di andare via.

Genc Përmeti porta sullo schermo un’opera prima ricca di emozioni che parlano dell’umanità, della crudeltà, della solitudine, della speranza e dell’amore. La regia valorizza gli spazi e i colori, contribuendo a trasmettere il senso di desolazione e speranza che attraversa il racconto.
Abbandonando il paradiso si pone una domanda: in un mondo in rovina l’uomo riuscirà ad abbandonare i difetti e le pulsioni che l’hanno condotto fino a quel punto oppure continuerà a vivere nell’odio e nella violenza senza imparare dagli errori del passato? La risposta, dopotutto, è prevedibile. Eppure, il film lascia spazio alla speranza incarnata dai due bambini che, nonostante tutto, riescono ancora a inseguire i propri sogni e a immaginare un futuro diverso.
Grazie anche alle interpretazioni del cast, Abbandonando il paradiso è un esordio solido, capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore e di lasciare una riflessione che continua anche dopo i titoli di coda.
Il film è prodotto da Ska-ndal Productions, Water Color Studio, LA LUNA e Added Value Films e distribuito in Italia da Enjoy Movies.
