Per essere felici ci vuole coraggio!

Passo dopo passo ci siamo rimessi in cammino. Il sole ha iniziato ad alzarsi, la luce a filtrare dalle crepe che questi mesi sospesi ci hanno lasciato. La vita non aspetta, fa il suo corso, e così ci siamo ritrovati impauriti, spaesati, deboli.
Come reagire? Come ripartire? Da dove ricominciare? Quando tutte le certezze crollano, quando gli scenari cambiano pur rimanendo uguali, quando anche noi in qualche modo ci sentiamo diversi, cosa fare? È necessario un unico sentimento, un solo “espediente”: il coraggio. Ci vuole coraggio a rimettere insieme i tasselli di ciò che è andato in frantumi, coraggio ad immaginare un futuro migliore, coraggio a vedere le cose come stanno, a descrivere la realtà che ci circonda, la verità che spesso non si vuole vedere o accettare.

In una società dominata dalle apparenze e dalle finzioni, dall’ipocrisia, da “dittature” che fingiamo di non avere, di cui siamo inconsapevolmente schiavi e vittime, ci vuole coraggio ad essere davvero liberi, a credere nei sogni, a osare, a sbagliare, a lasciare e lasciarsi andare, a denunciare, ad andare contro-corrente, a essere se stessi. È necessario avere
coraggio nel leggere le nostre emozioni e seguirle, nel riconoscerle negli altri. Il coraggio ha strettamente a che fare con la parte più intima di noi, con i limiti relativi che ognuno di noi si pone. Più alti sono i limiti, più alta è la dose di coraggio necessaria, e proprio per questo non si possono fare confronti, non si può affermare che una persona sia più o meno coraggiosa di un’altra. Ognuno è coraggioso per se stesso, in relazione a ciò che ci circonda.
Il coraggio chiaramente può entrare anche nella sfera “dell’altro” e talvolta dipendere “dal potere” che uno ha per poter permettersi di essere audace, per far fronte alle conseguenze. Le azioni audaci, come tutte, ma forse di più, hanno delle conseguenze, talvolta positive, talvolta negative, delle quali occorre prendersi carico, essere consapevoli, assumersene le responsabilità. Essere coraggiosi è un atto di “slancio”, ma anche di equilibrio. Non vuol dire essere incoscienti, bensì implica una profonda conoscenza di noi stessi, dei nostri fantasmi, delle nostre paure, per trovare la forza di alleggerirle, superarle, farci pace, poiché sono proprio esse a darci la spinta per saltare, per superare l’ostacolo. Si può cadere, ci si può far male, è vero, ma da quella cicatrice avremmo imparato qualcosa. Il coraggio è un meraviglioso rischio. Imprevedibile, come la vita. Ogni scelta è un atto di coraggio.
Nel bene e nel male. Il coraggio ha a che fare con il dolore, con la sconfitta, con la rabbia, con la passione, con la giustizia, con la morale, con la verità, l’amore, la felicità. Per essere felici ci vuole coraggio. La felicità in fin dei conti non è altro che un atto di coraggio, è scegliere di vivere mettendoci sempre il cuore La parola coraggio, infatti, deriva dal latino “cor”(cuore), quindi avere coraggio significa vivere con il cuore. Ora più che mai c’è bisogno di vivere mettendoci il cuore, per far sì che questa “crisi” non sia stata vana, per uscirne migliori.

Per noi di Banquo Magazine scrivere con il cuore è il nostro mantra. La nostra scrittura, dunque, in questo numero ha voluto mettere in luce il coraggio, inteso nelle sue molteplici sfaccettature, nei suoi diversi aspetti, in relazione all’arte e alle molteplici forme artistiche. Potrete immergervi nel coraggio di chi, come Nadia Baldi, sta ripartendo con il Campania Teatro Festival, o di chi, come Gabriella Greison, ha osato portare con successo la fisica a teatro. Potrete restare affascinati dal coraggio di una scrittrice come Goliarda Sapienza, trasposto in scena da Martone nel suo ultimo spettacolo “Il filo di Mezzogiorno”, con l’esclusivo contributo di chi ha avuto il privilegio di conoscerla da vicino. Ancora si potrà indagare l’audacia di giovanissimi artisti che si stanno facendo largo nel panorama musicale italiano, o rintracciare forti e coraggiose spinte in alcune serie tv (“Anna” di Niccolò Ammaniti e “This is us”) e al cinema (con il documentario “La Casa Rossa”, dedicato all’esperienza di vita fuori dal comune dell’esploratore Robert Peroni, o negli insegnamenti ai più giovani del vincitore dell’ultima edizione dei David di Donatello, Giorgio Diritti).

Per finire, abbiamo affrontato il coraggio di sperimentare nel campo dell’arte figurativa, senza dimenticare di ricordare due immortali artisti che ci hanno lasciato in quest’ultimo mese: Franco Battiato e Carla Fracci. A esprimere il coraggio non saranno solo le parole, ma anche le immagini. A partire da questo numero, e per quelli a venire, il fil rouge di ogni rubrica verrà interpretato da un illustratore. La meravigliosa Lidya Giordano ha dato forma, colore e corpo al “coraggio”, all’audacia che è nascosta in ognuno di noi, bisogna solo prenderla per mano, tirarla fuori e urlare: SI!
Armiamoci di coraggio e cuore! Osiamo!

Buona lettura!

La Direttrice Responsabile
Maresa Palmacci

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