La Circe è un’occasione per scoprire un tesoro: Stradella Y-Project al Museo degli strumenti musicali di Roma

18 Settembre 2026

di E. Metalli

Esistono luoghi nascosti di straordinario pregio. Uno di questi è il Museo degli strumenti musicali che protegge e custodisce una storia culturale, lo fa quotidianamente con tenacia e uno sguardo alla bellezza. Nelle sue sale si possono ammirare innumerevoli pezzi di pregio, alcuni rari o curiosi, altri davvero unici, come l’Arpa Barberini: pietra preziosa di una istituzione museale che merita una visita, anche e soprattutto se si è digiuni di musica. 

All’interno dei suoi locali esiste inoltre un piccolo, segreto, privatissimo auditorium che ospita spesso artisti ed eventi anch’essi di raro pregio – il calendario è facilmente reperibile sui social del museo o nel sito – dove il 16 settembre si sono esibiti i talenti dello Stradella Y-Project, una fortunata e valida sezione del più ampio Festival Stradella curato da Andrea De Carlo e Lucia Adelaide Di Nicola. 

Un Festival realizzato sia da giovani debuttanti sia da artisti affermati e ravvivato da repertori insoliti, desueti nelle sale italiane, che si sposano perfettamente con quei palazzi e quelle ville della provincia di Viterbo, sedi di rappresentanza dei ricchi feudi delle famiglie nobili romane. Un Festival che riscopre titoli, studia repertori, forma musicisti, incide, esegue, cura i dettagli con ammirevole amore per l’arte e sincera dedizione. Si comprende nei testi curati dei programmi di sala, nelle parole di presentazione, negli sguardi di intesa dei gruppi che vanno ad esibirsi e, infine, nella cortese educazione affiancata a una preparazione mai ostentata di chi lo dirige. 

Il programma presentato al Museo degli Strumenti musicali mette insieme una Cantata a tre voci, che dà il titolo al concerto, e alcuni brani da opere di Stradella, oltre a due brani di compositori contemporanei. 

Quattro interpreti, quattro voci diverse per caratteristiche e tipologia, e un gruppo di strumentisti, unica squadra dello Stradella Y-Project, volto a formare giovani musicisti nel repertorio barocco, solo l’assenza di Claudio Martin Poblete ci ha fatto rimpiangere il mancato ascolto del Preludio di Davide Moretti: un progetto nel progetto quello di NEW TRACKS@FBAS che coinvolge compositori under 35 nei programmi del Festival, unendo idealmente e praticamente il repertorio barocco alla composizione contemporanea.

Il pubblico ha potuto tuttavia apprezzare molto Prelude to relief l’incantevole – che incanta! – composizione di Iratxe Ibaibarriaga dove la sonorità degli strumenti antichi dialoga con una scrittura nitida, coinvolgente e attuale: l’avvolgente pastosità nasce dall’incontro del basso continuo congiunto alla scrittura quasi ininterrotta dei violini. Il brano ha rappresentato una cerniera opportuna rispetto alla scrittura più eterogenea e straordinariamente espressiva di Stradella per cui la reiterazione melodica o ritmica non è mai fine a se stessa.

Sul talento e l’accurata preparazione di Andrea De Carlo – che spiega con chiarezza alcuni passaggi della biografia di Stradella in un modo così partecipe da trasmettere l’amore per ciò che fa – non si può aggiungere molto più di quanto già scritto: la musica parla da sola ed è la linfa vitale di un progetto che merita sinceramente ogni successo raggiunto. 

La cura e l’attenzione si riflettono nella collaborazione costante con Lucia Adelaide Di Nicola, che dal clavicembalo riesce a raggiungere con gli sguardi ogni membro dell’ensemble, ma anche dai singoli musicisti la cui perizia e leggerezza – come estro poetico – si intuisce non solo dagli incisi melodici, ma dai sorrisi, dalle intese, dalle corrispondenze. 

Molto interessanti le voci dei quattro cantanti che nello spazio ristretto della sala si fanno apprezzare per il dettaglio del fraseggio e le dinamiche espressive mai scontate. Alysia Hanshaw ha dalla sua un timbro uniforme e smaltato, mentre Gaja Vittoria Pellizzari è più attenta alla parola e riesce a trasmettere maggiori emozioni nei suoi interventi. 

Notevolissimi Giacomo Pieracci che possiede la brunitura del basso, nonostante una ampiezza meno evidente forse per la rapidità dei passaggi, cui associa una coloratura assai pregevole e un fraseggio sempre a fuoco, e Alexandru Costea, assai espressivo nella difficile scena di follia che conclude il programma. La difficoltà sta nel passare da brevi declamazioni a passi più fioriti, da ritmi quasi di danza a una centralità della linea vocale dove trova forse il suo apice nella frase “ma più crudele che mai” che sembra scolpita da una mezzavoce meravigliosamente in equilibrio fra fiato e articolazione della parola, come un incantesimo. 

Da non perdere gli ultimi appuntamenti del Festival che termineranno Domenica 27 settembre alle 18.30 nella Chiesa di S. M. Nuova a Viterbo con EUROPA BAROCCA. 

Museo degli Strumenti Musicali 

16 settembre 2026 

CONCERTO: Stradella Young Project

LA CIRCE – BEI RUSCELLI CRISTALLINI
Musica di A. Stradella

STRADELLA Y-PROJECT

ANDREA DE CARLO: direzione


ALYSIA HANSHAW: soprano (Circe, Erinda)
GAJA VITTORIA PELLIZZARI: mezzosoprano (Zefiro, Lucinda)
GIACOMO PIERACCI: basso (Algido, Artabano)
ALEXANDRU COSTEA: controtenore (Nino)


VERONICA BERARDI: violino I
GIUDITTA MELDOLESI: violino II
ANNE SOPHIE EISELÉ: viola da gamba
EMMA VIGNIER: violoncello
AMLETO MATTEUCCI: contrabbasso
CLAUDIO MARTIN POBLETE: arciliuto
JONATHAN RAMIREZ JIMENEZ: tiorba e chitarra barocca
LUCIA ADELAIDE DI NICOLA: clavicembalo
ANNE SOPHIE EISELÈ: direttore artistico

Programma

Alessandro Stradella (Bologna 3 luglio 1643 – Genova 25 Febbraio 1682)
Il Trespolo Tutore (Genova 1679)
Sinfonia avanti l’Opera

La Circe – Bei ruscelli cristallini (Roma? ca 1668?)
Cantata a tre voci e strumenti

Davide Moretti (9 Agosto 2002 – )*
Preludio

Alessandro Stradella (Bologna 3 luglio 1643 – Genova 25 Febbraio 1682)
Amare e Fingere (Roma, ca 1676?)
Aria di Artabano Ira, sdegno, furor
Aria di Erinda Ninfe care, ninfe belle

Iratxe Ibaibarriaga (27 Aprile 1997 – )*
Prelude to relief

Alessandro Stradella (Bologna 3 luglio 1643 – Genova 25 Febbraio 1682)
Doriclea (Roma? ca 1676?)
Aria di Lucinda Adorato Lindoro

Il Trespolo Tutore (Genova 1679)
Nino, Scena di Follia

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