Lino Guanciale e Francesco Montanari indagano l’umanità in scena con “L’Uomo più Crudele del Mondo”

Chi è “L’Uomo più crudele del Mondo”? Esiste l’uomo più crudele del mondo?

In uno scenario come quello attuale, in cui la crudeltà si insinua spesso nella quotidianità, nei piccoli gesti e impercettibili pensieri, è complesso definire i margini dell’essere spietati o disumani. E proprio sul concetto di disumanità e umanità che bisogna dunque soffermarsi, come fanno in scena Lino Guanciale e Francesco Montanari ne “L’Uomo più Crudele del Mondo”, spettacolo scritto e diretto da Davide Sacco, in scena dal 9 al 12 febbraio al Teatro Manini di Narni.

Un viaggio tra gli abissi dell’animo umano, in quella realtà più intima e interiore che ci riguarda tutti, indistintamente.

I due interpreti danno corpo all’incontro-scontro di due uomini molto diversi tra loro, eppure fortemente deboli entrambi. Paolo Veres (Lino Guanciale) è  “l’uomo più crudele del mondo” , così lo definiscono: un imprenditore senza scrupoli, proprietario della più importante azienda d’armi in Europa, un assassino, un uomo schivo e riservato. Ad intervistarlo, di fronte a lui, un giovane giornalista (interpretato da Francesco Montanari).

Un dialogo che prende da subito una piega particolare, per andare a scandagliare in profondità l’oceano umano.

Umane sono anche le sfaccettature più mostruose”- come ha dichiarato Guanciale nel corso nella conferenza stampa di presentazione. Spesso si superano i limiti, si va oltre l’umano, al di là,  e l’uomo è un complicato ingranaggio frutto di queste sfaccettature. “Mi impressiona di questo personaggio, continua Guanciale, l’umanità intesa come fragilità e coraggio di guardare in faccia i propri abissi e mostri.”

Uno spettacolo vivo, in cui si evince la volontà di mettere sul piatto ciò che siamo come esseri umani. “Serve fiducia nell’altro per mettersi a nudo”- ammette Francesco Montanari. “L’umanità è il contrasto tra l’ideale di noi stessi e ciò che siamo stati e vorremmo essere”.

L’Uomo più Crudele del Mondo è uno spettacolo necessario, frutto di un testo scritto con profondità da Davide Sacco, che fa parte di una trilogia (La Ballata degli uomini bestia)di testi incentrati sulla caduta dei Titani, dei padri, che provano a indagare cosa saremmo disposti a fare se fossimo autorizzati a essere delle “bestie”.

E qui che entrano in gioco i temi della giustizia e della morale, che interrogano lo spettatore nel serrato dialogo che coinvolge i due protagonisti, svelando le loro personalità, e in cui i ruoli di vittima e carnefice iniziano presto a confondersi, fino al raggiungimento di un finale che ribalta ogni prospettiva.  

L’Uomo più Crudele del Mondo, prima grande produzione del Teatro Manini di Narni, (diretto dagli stessi Davide Sacco e Francesco Montanari), con il supporto del Teatro Bellini di Napoli e LVF, è frutto di un lavoro di sinergia e di armonia tra due dei più talentuosi interpreti del panorama teatrale, cinematografico e televisivo di Italia, i quali si ritrovano insieme sul palco per offrire al pubblico una storia che scuote le coscienze e ci porta a dialogare con la parte più intima e forse più oscura che abita in ognuno di noi.

Maresa Palmacci

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