Aleksandros Memetaj racconta il suo spettacolo “Memorie di un ciabattino”

Parte il 25 giugno la grande estate all’Arena Estiva del Teatro Tor bella Monaca diretta da Alessandro Benvenuti e Filippo D’Alessio.

Il 25 e 26 giugno in scena “Memorie di un ciabattino”, scritto e diretto da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo con Beatrice Fedi

Abbiamo intervistato Aleksandros Memetaj

Memorie di un ciabattino. Da cosa nasce l’esigenza di questo spettacolo?

Memorie di un ciabattino è il prequel di “GIULIO”, una produzione AnonimaTeatri che debutterà in autunno 2022.

È nato dalla necessità di scoprire la storia del protagonista di “GIULIO”, lavorando con Beatrice Fedi in sala, ci siamo resi conto che la storia di Giulio e soprattutto di suo padre meritava di essere messa in scena.

Diciamo che è stata una casualità molto fortunata.

Di cosa parla?

Parla di un padre e di un figlio costretti a separarsi per via delle guerre della Roma dell epoca tardo repubblicana, quella che assisteva all ascesa potentissima di Giulio Cesare.

Memorie di un ciabattino parla del legame insetirpabile che c e tra un padre ed un figlio, e di quanto questo amore possa oltrepassare i limiti dello spazio e del tempo.

Qual è il messaggio che vuole lasciare allo spettatore?

Il pubblico dovrebbe venire a vedere lo spettacolo per comprendere il messaggio dello stesso. C e un interprete femminile che attraversa personaggi maschili per 50 minuti e alla fine si scopre come madre di questa storia.

Si torna in scena, finalmente senza restrizioni, com’è stato vissuto da lei il periodo difficile che abbiamo trascorso? Ci sono stati spunti per la sua arte?

Abbiamo fatto di necessità virtù. E stato un periodo in cui ci siamo potuti concentrare nella produzione artistica. 

Memorie di un ciabattino, GIULIO, ed Isabel (un altro progetto di Anonima teatri) sono figli di questo periodo.

Sicuramente la chiusura dei teatri ci ha obbligati a chiuderci in sala, ma non potrei dire che non sia stato un periodo molto utile.

Nelle tematiche artistiche affrontate però non parlo di pandemia i della nostra vita chiusi in casa. Non mi piace raddoppiare la realtà, penso che l arte abbia un’ altra funzione.

Tor Bella Monaca Teatro Festival, una bellissima realtà nella periferia della Capitale. Una realtà che sta crescendo sempre di più. Cosa significa per lei portare in scena un spettacolo davanti ad una platea così grande?

Il pubblico di Tor bella Monaca è una preziosità, una rarità.conosco le persone che lavorano per il teatro da diversi anni. Infatti posso serenamente affermare che quel teatro abbia accompagnato questi miei primi 7 anni di carriera.

Penso che i lavoratori del teatro dovrebbero essere lodati per il lavoro fatto sul pubblico.

Il risultato è un pubblico appassionato che richiede arte. È una vera rarità e io ringrazio sinceramente lo splendido pubblico di Tor Bella Monaca.

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