Co. N. D. A.S., un comitato per la danza per esprimere l’identità coreutica italiana. Intervista a Giacomo Molinari

La mancanza di una normativa ben definita per il settore dello spettacolo dal vivo continua a colpire in modo particolare anche la danza. A queste gravi incertezze cercano da anni di ovviare con varie iniziative soggetti privati che si fanno portavoce delle reali esigenze di un settore troppo spesso trascurato dalle istituzioni e che forse solo l’emergenza pandemica ha fatto luce proprio perché le ricadute sui lavoratori dello spettacolo erano ormai tragiche e inaccettabili. Tra queste realtà vi è Co. N. D. A. S. il Comitato Nazionale Danza Arte e Spettacolo di cui abbiamo parlato con il Presidente Giacomo Molinari per fare un bilancio sulle necessità dello spettacolo dal vivo e sull’inserimento di tale settore nelle agende delle pubbliche istituzioni.

Giacomo, può spiegarci che cos’è Co. N. D. A. S. , come nasce e con quali obiettivi?

Con la nascita di Condas, Comitato Nazionale Danza Arte Spettacolo,  avvenuta in piena pandemia, mossa dalla forte esigenza di identità e considerazione per un settore che non ha regolamentazioni, normative ed ordinamenti legislativi specifici, il sistema dello spettacolo dal vivo dell’arte coreutica ha finalmente una voce unitaria attraverso la quale esprimersi. Gli operatori della danza, in occasione dell’inattività forzata causata dal lock down del marzo 2020, hanno instaurato uno stretto rapporto di confronto attraverso l’iniziativa di SOS DANZA, una rubrica promossa da RadioDanza che in trenta puntate ha visto – tra marzo e luglio 2020 –  la presenza di oltre centoventi ospiti e 47.000 utenti, durante la quale, con interventi ed interviste in diretta di molti personaggi del mondo della danza, della cultura e della politica, si è espresso il forte bisogno di definizione di una identità della danza all’interno del panorama culturale del nostra Paese.  La danza occupa una parte molto consistente del bagaglio culturale di una nazione che ha dato i natali all’arte coreutica con i suoi maestri, coreografi, danzatori ricercati ed apprezzati in tutto il mondo. E molto vasto è il numero di giovani che si avvicinano alla danza come strumento di formazione non soltanto professionale ma dell’individuo stesso. Le oltre 15000 scuole sparse sul territorio nazionale hanno una funzione formativa e sociale sussidiaria allo Stato, che spesso non fornisce un’offerta sufficiente ed abbastanza specifica ed approfondita, in grado di esaudire desideri, passioni e bisogni delle nuove generazioni.

Lo scorso  12 maggio è stato convocato presso il Ministero della Cultura il Tavolo Permanente per la Danza al quale è intervenuto anche Co. N. D. A. S.  Quali sono stati i frutti di questa importante tappa nella tutela dell’arte coreutica?

Il Tavolo Danza istituito presso il Ministero della Cultura, fortemente voluto dagli operatori di questo settore e promosso dall’Associazione Italiana Danzatori prima (l’AID è un ente di promozione attivo dal 1986 nel campo delle politiche culturali specifiche della danza) e da Condas poi dal marzo 2020, è stato inizialmente convocato per tutto il comparto, formazione, produzione e circuitazione; subito però, si è sentita l’esigenza di settorializzare le criticità, scomponendolo in due sottotavoli – formazione e produzione – per permetterci di affrontare gli argomenti nelle loro diverse sfaccettature. Per la formazione, si sono affrontati subito i problemi più annosi e spinosi, quelli legati alla formazione dei formatori, ai loro titoli, ad una ipotetica quanto necessaria abilitazione all’insegnamento e a tutte le problematiche legate all’invadenza dello sport all’interno della danza. Si sta lavorando quindi verso un documento condiviso redatto da tutte le realtà presenti al tavolo, che verrà sottoposto all’attenzione del Ministro che sarà designato e che ci auguriamo possa finalmente assumere e sostenere le motivazioni di un cambiamento ormai improcrastinabile. Il comparto ha visto uno spiraglio alla sua regolamentazione, finalmente, con la Legge n. 175 Codice dello Spettacolo dal Vivo, varata nel 2017 ma rimasta ferma al palo per la mancata emanazione dei decreti attuativi. Questa prevede infatti “l’introduzione di una normativa relativa all’istituzione delle scuole di danza e al loro controllo e vigilanza nonché l’individuazione di criteri e requisiti finalizzati all’abilitazione dell’insegnamento tramite la definizione di percorsi formativi e professionalizzanti certificati e validi su tutto il territorio nazionale”; questo settore infatti è totalmente privo di leggi e norme che ne regolamentino attività, figure professionali, docenza, idoneità delle strutture, con conseguente ormai irrinunciabile creazione di percorsi abilitanti per il corpo docente e regolamentazione delle scuole di danza, del loro sistema fiscale e delle garanzie formative e professionali specifiche degli insegnanti.  

Giacomo Molinari, Presidente Co. N. D. A. S.

Co. N. D. A. S. non si occupa solo di danza bensì di arte e spettacolo in senso lato. Quali sono le sue principali azioni in tal senso?

CONDAS- COMITATO NAZIONALE DANZA ARTE SPETTACOLO- con le proprie azioni, avrà lo scopo di delineare e rivendicare in tutte le sedi opportune, identità, diritti e regolamentazioni degli operatori del settore, in tutte le sue molteplici espressioni professionali. Le istanze di Danzatori, coreografi, maestri, scuole di danza, compagnie, teatri, produzioni, imprese dello spettacolo potranno essere rappresentate e sostenute da un unico organismo.  Tutte le espressioni dello spettacolo dal vivo si fondono, oggi più che mai, in un unico soggetto-performer che danza, canta, recita e che va tutelato come artista a 360 gradi, in un mercato del lavoro che deve essere ricomposto e ricostituito, che deve rinascere e presentarsi al livello europeo ed internazionale con la forza e la professionalità che lo contraddistinguono. E tutto questo sarà possibile grazie alla coesione e all’unione di tutti i professionisti del settore, che con il loro numero e con le loro ragioni, potranno far comprendere finalmente alle istituzioni che lo spettacolo dal vivo è una grandissima risorsa, economica e culturale, che potrà essere un asset perfetto, il volano più potente per una nuova era.

Quali sono le linee guida di Co. N. D. A. S. nella sua opera di integrazione tra pubblico e privato?

Il pubblico è un aspetto fondamentale, perché da questo dipendono leggi e norme, elaborate ed emanate però conseguentemente all’analisi delle esigenze e delle criticità specifiche di una categoria. Il privato quindi diventa il motore attraverso il quale le istituzioni assumono la consapevolezza necessaria ad affrontare e risolvere le problematiche specifiche. L’ascolto da parte dei governi quindi è una prerogativa basilare per la concretizzazione dei nostri obiettivi.

Secondo Lei a che punto siamo in questo lungo cammino per la tutela dello spettacolo dal vivo e del riconoscimento della dignità del lavoratore-artista a livello legislativo e istituzionale?

Molte proposte di legge, alcune con la diretta partecipazione di Condas, sono state presentate alle istituzioni, che hanno finalmente palesato un’apertura al cambiamento e all’attivazione di processi atti a meglio definire il settore e dotarlo di leggi e regolamenti precisi, dedicati e tutelanti delle figure professionali coinvolte nello spettacolo dal vivo. C’è da sperare che un cambiamento della classe dirigente non generi un totale azzeramento del lavoro fin qui fatto, ma che anzi il nuovo governo faccia tesoro del percorso intrapreso e sia pronto a dare una ulteriore accelerazione al processo di cambiamento. Condas sarà sempre in prima fila in questa battaglia, che affronterà con coscienza, dedizione e perseveranza, insieme alle altre figure di rilievo del settore e in stretto contatto, sempre, con le istituzioni preposte.

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