“Sposerò Biagio Antonacci” per salvarmi e continuare a sognare

E’ un messaggio per te 

sto chiamandoti 

sto cercandoti 

sono solo e lo sai 

è un messaggio per te 

sto inventandoti 

prima che cambi luna 

e che sia primavera.

È dirompente, commovente, delicato, spontaneo e immediato,  il messaggio che Milena Mancini, diretta da Vinicio Marchioni, lancia dal palco dell’Off Off Theatre con il suo spettacolo “Sposerò Biagio Antonacci”.

Un grido d’amore e di denuncia, una confessione a cuore aperto, tra sogni infranti e mai svaniti, delusioni, legami, traumi celati, soprusi ingoiati, gelosie ingiustamente giustificate. La storia di una donna che si fa portavoce delle storie, purtroppo, di tante donne. 

Su una scena vuota, seduta su una sedia in camicia da notte bianca, come se rispondesse alle domande di un interrogatorio, la protagonista, Anna, racconta in un colloquio diretto con il pubblico, davanti l’occhio di una telecamera che la inquadra, proiettando sullo sfondo le espressioni del suo volto, la sua vita, la sua vicenda personale. Svela e rivela il suo rapporto con i genitori, con il suo adorato padre, la sua passione per la musica di Biagio Antonacci e il suo amore assoluto per suo marito Luca. Si evince il ritratto di una donna sensibile, dolce, intelligente, ingenua e romantica, cresciuta con l’idea e l’ideale del principe azzurro, di quegli eroi dei cartoni animati anni 80 che salvavano e facevano brillare le loro principesse. Nella realtà, però, spesso, i principi azzurri si trasformano in oscuri orchi che rinchiudono la propria donna in una gabbia dorata, privandola di ogni libertà per colpa di una gelosia malata, denigrandola o maltrattandola, costringendola a continue umiliazioni e violenze, fisiche e psicologiche, facendola sentire sempre inadeguata, sbagliata, inferiore. Come è successo ad Anna con il suo Luca, un uomo, un marito che doveva regalarle un sogno e l’ha trascinata in un incubo. Tra le pareti di questa prigione, a darle forza e a colorare le sue giornate, però, c’è la musica di Biagio Antonacci, che consola, conforta, rallegra, fa compagnia, da’ speranza e permette in qualche modo di continuare a sognare. Il cantautore diventa un idolo, che Anna dentro se sogna di sposare, rivede in lui una sorta di supereroe che possa portarla altrove, al di là di tutto, che puo’ salvarla da colui che ormai si è trasformato in un carnefice.  Eppure, anche questo sogno si rivela pericoloso, fino ad a arrivare a un tragico e, allo stesso tempo, liberatorio epilogo.

“Sposerò Biagio Antonacci” è un monologo che parla all’anima, in maniera diretta, che Milena Mancini porta in scena con naturalezza, in forma quasi colloquiale, sporcando la sua dizione per far sì che il suo personaggio sia assolutamente reale, concreto, tangibile, così come la sua storia che ha scritto ispirandosi a tante storie vere di donne vittime di femminicidio. Le sue parole, nella più pura semplicità ed essenzialità, acquistano potenza, si rivestono talvolta di ironia, talvolta di rabbia, talvolta di dolore e sconfinata dolcezza, e la denuncia si fa ancora ancora più tagliente grazie alla regia minuziosa di Vinicio Marchioni, che proprio come la telecamera fissa che inquadra la donna, va a soffermarsi su piccoli dettagli, impercettibili espressioni, va a scandagliare la sua psicologia per proiettare e restituire diapositive e fermi immagine di una condizione umana. Gioca, a volte, con il ritmo delle melodie di Antonacci per accelerare, decelerare, cadenzare il ritmo delle battute, e con le luci, mettendo il pubblico faccia a faccia con la dura realtà, con quei drammatici numeri e quei nomi delle vittime che ogni giorno, anche mentre noi siamo in sala, perdono la vita per mano di un uomo. Uomini che utilizzano la violenza per affermare la loro forza e superiorità, perché in realtà fragili e malati, e di donne che, accecate da quello che credono amore e dal bisogno di amare, accettano tutto questo orrore,

Una denuncia teatrale e sociale, senza retorica, che passa attraverso una storia comune, risultando mai banale o inopportuna.

Uno spettacolo che ogni donna e ogni uomo dovrebbe vedere, per rispettare, rispettarsi. Imparare ad amare e sognare con criterio. 

Sognami se nevica
Sognami sono nuvola

Lascia un commento

Your email address will not be published.

quindici + sei =