“L’amore ci vede doppio”: la perfezione dell’amore imperfetto

11 Novembre 2024

Parlo o non parlo? Mi avvicino? Mi butto? Quante volte ci siamo chiesti cosa sarebbe successo se ci fossimo fatti coraggio per andare a scambiare qualche parola con la sconosciuta o lo sconosciuto che ci ha colpito al bar?

Al di là dell’imbarazzo ci sono infiniti scenari possibili, ma per paura di quello più catastrofico, al secondo, si chiudono altrettante infinite porte di futuri, magari, passionali e fortunati.

Tra l’arguzia di una battura e di una riflessione, Andrea Bizzarri esplora le conseguenze dell’ipotesi di successo di un approccio sentimentale nella sua commedia L’amore ci vede doppio, in scena al Teatro Nino Manfredi, con Ramona Gargano, Giuseppe Abramo e Bizzarri stesso.

Una pièce dall’originale taglio scenico e narrativo, che ha saputo catturare il pubblico con un mix d’ironia, satirico sarcasmo, dinamiche gag e realistici e toccanti pensieri sulla vita di coppia, presente e futura, esplorando con leggerezza e acutezza il tema delle incomprensioni amorose e dei meccanismi di difesa che spesso si attivano tra le coppie, destinate a fondersi o a scoppiare, così come un attore col proprio personaggio.

Tommaso (Andrea Bizzarri) è impacciato e dedito al lavoro; alla fine di una convention, vestendo i panni di un classico “milanese imbruttito”, si ritrova in pub sommerso dalle call. Lì, a parlare con un barman impiccione, c’è Emma (Ramona Gargano), sveglia, spigliata e intraprendente. I due iniziano una schermaglia d’amore e odio che li porterà a entrare l’uno nella vita dell’altro, affrontando e superando, forse, differenze morali e lavorative. Da sarcastico contorno al loro rapporto gravitano amici e conoscenti invadenti (Giuseppe Abramo), ognuno personificazione di un spaccato di realistiche quanto contemporanee condizioni professionali ed esistenziali.

Le situazioni, le vicende, immerse in scenografie dall’arredamento e dalle sfumature cromatiche vivide e moderne, si susseguono serratamente a ritmo incalzante, grazie a dialoghi armonici e ben scritti, con battute pungenti e momenti di grande comicità, e alla perfetta sinergia del cast, riuscendo a mantenere alto l’interesse del pubblico e costante il sorriso sul suo volto.

La regia, sobria ma efficace, ha lasciato spazio all’espressività degli attori, i quali, con naturalezza, si sono calati nel ruolo, o nei ruoli, fondendosi con i personaggi, evidenziandone le debolezze e le idiosincrasie, evitando eccessi umoristici e rimanendo nelle fila del retrogusto della commedia all’italiana, puntando sulla forza del dialogo e della mimica facciale, trasmettendo al pubblico un ventaglio di emozioni che spazia dal riso alla commozione.

L’amore ci vede doppio è uno spettacolo fuori dagli schemi, che con intelligenza e ironia riflette su alcuni dei dilemmi più comuni in ambito sentimentale, facendo sì che il pubblico possa riconoscersi, almeno in parte, nelle storie narrate.

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