“Iliade, il sacrificio dell’amore”: un mito che vive per e con il pubblico

30 Gennaio 2025

Portare a teatro pietre miliari della letteratura mondiale, come i poemi omerici, è una sfida che mette attori, registi, sceneggiatori e scenografi di fronte e imponenti scelte: dal taglio narrativo, dal messaggio da trasmettere, ai personaggi su cui soffermarsi, alla creazione di un’ambientazione che evochi senza, purtroppo poter riprodurre le tipicità di quella originale. Sarà per questo che il racconto completo delle gesta greche sono state negli anni per lo più affidate agli schemi cinematografici che non risentono delle limitazioni fisiche del palco teatrale, sul quale si tende a portare singoli episodi, assaggi dell’epopea in toto.

Tuttavia, c’è chi si sente pronto a cogliere la sfida, a tentare di dare voce e corpo ad Agamennone, ad Achille, ad Ettore, ad Andromaca, a Paride, ad Apollo, a Bacco, a Patroclo e a Priamo, come Gaetano Aiello nel suo spettacolo Iliade e il sacrificio dell’amore, da lui scritto, diretto e interpretato, andato in scena al Teatro Porta Portese di Roma; una rappresentazione sui generis, interattiva, che tesse le fila degli archi narrativi principali, presentandosi come un compendio di ogni virtù che Omero, o chi per lui, ha tramandato nei secoli, dove la quarta parete crolla e si innalza costantemente.

Circondato da candele a led, armi, e con l’utilizzo, alla bisogna, di oggetti di scena singolari, come teli e una grande palla fitness, ognuno con un valore rappresentativo preciso e studiato, Aiello dalla voce possente e graffiante interpreta l’amore e la guerra, la disperazione, la sconfitta e la vittoria, intervallando commenti personali e battute sarcastiche rivolte alla storia e al pubblico, chiamato a partecipare e a rispondere a domande introduttive, dando allo spettacolo quel gusto comico tale da smorzare la tragicità degli eventi letterari e l’atmosfera epica sostenuta dalle musiche scelte come colonna sonora e dal gioco di luci.

L’aspetto interattivo, la preparazione in itinere di scene e dialoghi a cui partecipa anche il pubblico a tratti fanno sembrare la pièce una sorta di prova generale, in cui traspare la cura che Aiello gli ha dedica, uno spettacolo dinamico che non potrà mai essere uguale a sé stesso, aspetto, altresì, che potrebbe far storcere il naso ai tradizionalisti, ma che lo rende perfetto a scopo divulgativo, con il merito di non annoiare e di introdurre all’apprendimento dell’eclettico mondo omerico.

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