homo homini lupus (ogni uomo è un lupo per un altro uomo) scriveva Plauto nella sua Asinaria riguardo la natura competitiva che lega l’uomo a un altro uomo, presupponendo una punta di egoismo alla basta di ogni gesto umano. Concetto che fu ripreso e posto al centro della sua analisi sociale dal filoso Hobbes. Ogni essere umano difatti è vittima di sè stesso, spinto e dominato dai propri istinti animali che lo portano principalmente a soddisfare i bisogni carnali.
Rispecchia questa descrizione, una delle caratteristiche di quello che oggi definiamo uomo medio, Vito (Maurizio Micheli) protagonista della commedia Nessuno è perfetto, andato in scena al Teatro Nino Manfredi, con la regia di Maurizio Micheli stesso; una riflessione ironica e affettuosa sulla condizione umana che gioca sul tema dell’imperfezione e sulla sindrome di Peter Pan.
Vito, attoruncolo di spettacoli per le scuole, si ritrova in una camera di albergo con Regina (Elisabetta Mandalari), una donna molto più giovane di lui, difficile da sedurre in quanto fidanzata con un certo Misha, che ostacola il gioco della seduzione con costanti chiamate. In un primo momento Regina sembra impenetrabile a ogni avance, si lascia sedurre senza concedersi, ma ogni suo capriccio è in realtà un piccolo tassello di un piano ben organizzato. Vito tuttavia non si dà per vinto, insiste, come un camaleonte si adatta a ogni cambio d’umore e richiesta della donna, a suo rischio e pericolo, commentando e rendendo partecipe il pubblico dei suoi pensieri, rompendo più volte la quarta parete.
Micheli, con la sua solita verve e capacità di catturare l’attenzione della platea, è il cuore pulsante della pièce. Il suo talento comico e la naturalezza con cui passa dalle risate alla riflessione più seria permettono di immergersi completamente nella storia, talento che trova una perfetta spalla nella Mandalari. Con la loro spontaneità danno un tocco di colore a personaggi a rischio evoluzioni in cliché, incastrandosi perfettamente in una trama, che, pur mantenendosi su un registro leggero e divertente, affronta temi universali come il desiderio di perfezione, le nostre insicurezze e le difficoltà relazionali. Micheli difatti interpreta un personaggio che, nonostante la sua apparente sicurezza, nasconde contraddizioni e vulnerabilità: l’ironia sottile con cui la sua figura si svela permette a chi guarda di identificarsi con lui e con le sue disavventure; muovendosi in una scenografia, semplice ma efficace, che lascia il giusto spazio al testo e ai protagonisti, come la regia, che, sebbene alcuni snodi narrativi si ripetano, marcando con troppa ridondanza alcuni passaggi del corteggiamento nella parte centrale, offre un ritmo coinvolgente senza far mai allentare la serratezza dei tempi comici molto stringenti. Con Nessuno è Perfetto dunque Micheli riesce a fari riscopre con leggera e spassosa ironia l’importanza di abbracciare la nostra umanità e le nostre imperfezioni.
