“Come un soffio di vento”, spettacolo potente come un uragano.

12 Maggio 2025

È passato poco più di un mese da quando in quel di Roma, presso il Teatro Italia, ho avuto l’inaspettato piacere di assistere ad uno spettacolo teatrale probabilmente lontano dagli stilemi più diffusi dei lavori ufficiali e/o ufficiosi ai quali sono abituato, ma che mi ha regalato una serie di emozioni tali da rimanere ancora ben presenti dentro di me a distanza di poco più di 30 giorni; lo scorso 10 aprile, nel luogo di cui sopra, sono stato spettatore dello spettacolo, scritto da Anna Sollinger e diretto da Danilo Celli, “Come un soffio di vento” nato da un’idea di Antonio Riganò.

Chiara, interpretata da una tanto ingenua – e lo si intenda nella migliore accezione possibile – quanto generosa Magda Andrzejewska, è una giovane ragazza che si ritrova a fronteggiare un grave disturbo alimentare – l’anoressia – che, ahi noi, non riuscirà a debellare.

Il lavoro che la compagnia porta in scena – compagnia che vede sul palco, oltre alla già citata protagonista, Stefania Polentini, Paolo Murina, Sara Ruggeri, Mario Coco e Francesca Cibei – è la plastica e pratica dimostrazione che a volte, a prescindere dalle disponibilità economiche e/o dai percorsi professionalizzanti si possa abitare uno spazio scenico con una nobiltà d’animo – conseguenza di assolute assenze di protagonismi e di massicce presenze di non indifferenti dosi di empatia – tale da riuscire a restituire quello che forse restituibile non è e ossia lo strazio di un viatico quale quello che chi affronta una malattia di siffatta tipologia si trova a guardare – o a tentare di farlo – dritto negli occhi.

Rispettare il ricordo di una ragazza che non ha superato le proprie difficoltà è, a mio avviso, impresa improba che solo il cuore oltre – ma, attenzione non a prescindere – le capacità può riuscire a compiere.

E dunque, in conclusione, c’è da dirlo, l’insieme dei cuori di questo collettivo ci è magnificamente riuscito.

Un’operazione che merita una diffusione capillare tra grandi e piccini, magari attraverso il fertile canale scolastico che accoglie migliaia di adolescenti che potranno trovare in tale momento di condivisione un momento di riflessione, compagnia e, perché no, coraggio.

Personalmente un sentito ringraziamento a tutte le parti in causa.

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