“Circo Paradiso”, un titolo che mantiene le promesse.

20 Novembre 2025

Sarà in scena, dopo aver debuttato il 13 novembre, fino a domenica 30 del corrente mese, presso il bel “Teatro Manzoni” in quel di Via Monte Zebio a Roma, lo spettacolo “Circo Paradiso” scritto da Agnese Fallongo, interpretato dalla stessa drammaturga in coppia con il proprio sodale storico Tiziano Caputo – la compagnia è, per l’appunto, “Agnese & Tiziano” – e diretto da Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata.

Prima di passare alle personali opinioni dello scrivente chiuderei con i tanto doverosi quanto da me graditissimi – in relazione alla loro elevata qualità – crediti artistici rimanenti citando le belle scene di Andrea Coppi che disegna un ambiente in grado di restituire, in ensamble a tutti gli altri elementi teatrali, profondità e leggerezza, gioia e tristezza, vertigine e radicalità, gli sgargianti costumi di Nicoletta Ceccolini capaci di raccontare allo stesso tempo l’estrosità e la timidezza dei personaggi e, infine, le musiche originali di Tiziano Caputo che ricamano contrappunti degni delle migliori commedie musicali.

Fallongo e Caputo sono una realtà consolidata del panorama teatrale italiano, ma, probabilmente, sono anche un’anomalia.

Un’anomalia di qualità, si intenda.

Questo loro spettacolo – il quarto che chi verga queste parole vede – è l’ennesima dimostrazione della loro natura contemporaneamente fuori dal tempo ed eppure così dannatamente moderna in questa loro personale esigenza di restituire ancora una semplicità ricca di buone intenzioni e buoni sentimenti grazie ad una qualità scevra di ogni presunzione e ricca di capacità tecniche quasi desuete.

Il duo artistico, che ha l’intelligenza di aver creato un altro consolidato e profittevole connubio artistico con i registi che ancora una volta firmano l’opera – già citati sopra, lo si ricordi -, offre al proprio pubblico una storia d’amore – quella tra Cesare e Tilina -, di lavoro e di vita che attraversa (ma sarà poi vero?) più di mezzo secolo, mostrandoci e gli anziani e i giovani e i bambini che la donna e l’uomo sono stati, offrendoci il passaggio per l’attraversamento romantico, dolce ma mai stucchevole , di due esistenze che si sono intrecciate e tra l’aria delle acrobazie di due straordinari trapezisti e tra la materialità di elementi solidi come il legno e/o la stoffa.

“Circo Paradiso” – spettacolo di c.a 90′ – tiene fermi gli spettatori unendo una scrittura che conosce perfettamente – e li maneggia ancora meglio – gli stilemi della favola – o forse più semplicemente dell’ottima scrittura della storia – con l’abilità poliedriche di interpreti versatili ed evidentemente non avezzi a nessun tipo di presunzione quanto, invece, predisposti ad una restituzione generosa ed efficace di ogni elemento del tutto (passando anche per fugaci e divertenti sortite di personaggi meno presenti eppure allo stesso tempo indimenticabili).

Questo è uno spettacolo che rilancia una tradizione forse perduta di Teatro che può utilizzare musica e canto non solo come meri elementi performativi, ma come colonne portanti di emozioni grandi da poter abbracciare seduti sulle poltrone di luoghi fondamentali come quelli dove ancora si ha il coraggio di offrire dolcezza e speranza, umiltà ed elevatezza di spirito.

Tutti a Teatro a vedere “Circo Paradiso”.

Non ve ne pentirete.

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