di Emiliano Metalli
Sarà in scena al Teatro Greco di Roma fino al 22 febbraio e poi in tournée in tutta Italia un classico del cinema di Billy Wilder: A qualcuno piace caldo, nella rispettosissima versione approntata per la scena da Mario Moretti che mantiene intatta la sceneggiatura originale, punteggiandola qui e lì di piccole licenze drammaturgiche.
Geppy Gleijeses, che ne cura regia e scene, si circonda di un creative cast d’eccellenza e di una lista di interpreti alla medesima altezza, dai nomi più noti fino ai giovani: una formula già sperimentata con Testimone d’accusa, ma che guadagna qui in godibilità.
Mette in mostra le sue doti di regista attento, ma mai soverchiante rispetto al testo e agli interpreti. Aggiusta i tempi, li passa alla lente della sua lunga esperienza teatrale, ma senza dare allo spettacolo un’impronta troppo riconoscibile. Lo rispetta e, certamente, lo ama, come si intuisce dalle sue note. Afferma così il suo professionismo, senza mettere l’accento su una centralità autoriale, preferendovi bensì l’equilibrio armonioso di un “sistema compagnia”, qualcosa che sembra in via d’estinzione e che invece regala ancora frutti succulenti.

Sarà il merito di un testo di partenza più dinamico, sarà una regia che deve necessariamente seguire e implementare le esigenze di questo dinamismo, sarà che forse la comicità raffinata di Wilder è ancora vicina al sentire attuale rispetto al dramma legale di Agatha Christie, di per sé un po’ datato.
Wilder, invece, sembra senza età, perché gioca con i ruoli senza mai renderli semplici macchiette – neppure nel caso dei mafiosi italoamericani -, innesta una comicità raffinata su una vicenda che potrebbe addirittura volgere al dramma e analizza, così, da un lato la difficoltà degli artisti a tirare avanti, tema quanto più attuale, e dall’altro la sottile complessità delle relazioni amorose. “Nessuno è perfetto” è una delle battute più famose della storia del cinema: è incredibile pensare che ancora oggi, anzi proprio oggi, sia affermazione esemplare per qualsiasi identità.

Gleijeses si affida a Chiara Donato, per i pregiatissimi e funzionali costumi (funzionalità necessaria per i molti cambi, ma che non limita il pregio di tagli e stoffe dichiaratamente fedeli al film), a Roberto Crea che si preoccupa di dare alla scena, di fatto identificata solo dalla proiezione sullo sfondo, anche una sua plasticità: compito non semplice considerando la varietà e la rapidità dei cambi.
Aiutano all’alternanza dei luoghi le luci che Luigi Ascione ha progettato, in particolare per la sincronia della scena notturna, dove il blu dell’oceano accoglie Zucchero e Tony (alias Gasoline), mentre un corridoio rosso in proscenio stringe Dafne e il suo milionario in un tango spassosissimo, ma in generale in tutto lo spettacolo. Certo i led sono meno poetici dei vecchi fari (ripensare a chi, come Memé Perlini, stava lì a sagomare per perfezionare il campo illuminato oggi fa sorridere) e la video proiezione toglie suggestione alla luce sui corpi e sui volti degli interpreti, però nel complesso funzionano all’esigenza.
Le musiche di Matteo D’Amico si colgono meno dei riferimenti al mondo folle e disperato della musica jazz, ma se ne sente la presenza autorevole: ciliegina sulla torta è la arcinota canzone di Zucchero che Euridice Axen interpreta alla perfezione “I wanna be loved by you”.
Il cast è al posto giusto in ogni ruolo. Certo spiccano i tre protagonisti, per talento, certamente, e per preponderanza rispetto al resto, ma tutti si difendono con abilità, destrezza e tempismo.

Gianluca Ferrato sfrutta a piene mani la mimica fisica e facciale per trasformare le gag cinematografiche in un linguaggio più dichiaratamente teatrale, senza superare i limiti del personaggio e mantenendo un ritmo comico adeguato.
Al suo fianco spicca Giulio Corso per prestanza fisica e per la capacità di interpretare un ruolo per nulla facile. Non solo perché Curtis, e il doppiaggio italiano, lo ha fissato sullo schermo con alcune caratteristiche oggi difficili da recuperare, ma anche perché il carattere di Tony/Josephine è sempre a metà strada fra seduttore e simpatica canaglia, fra serio e faceto. Corso riesce nel compito e strappa applausi compiaciuti e sorrisi sinceri.

Vera stella della serata è Zucky Kandisky Detta Zucchero Candito che Euridice Axen riproduce con grande fedeltà – alcune intonazioni sono straordinarie: sembra di ascoltare Rosetta Calavetta! – ma anche stupefacente originalità. Axen possiede una duttilità e una freschezza insieme che la rendono perfetta per questo ruolo brillante di svampita sensuale. L’adattamento non la pone di fronte alle difficoltà della Monroe – quanti ciak per una singola scena! – ma ne mette in luce ogni dote: bellezza, intelligenza, acume e persino le doti canore da far invidia alle colleghe impegnate a Sanremo. Almeno lei non ha bisogno di autotune!
Accanto a questa trinità esplosiva brilla una costellazione di caratteristi di classe: i trasformisti (perché impegnati in più ruoli) Stefania Barca, Maria Rosaria Carli, Antonio Tallura e Davide Montalbano che hanno dato prova di plasticità e verve comica, l’ironico Poliakoff di Teo Guarini, il temibile Ghette di Salvatore Esposito, ma sopratutto quell’Oscar Fielding che Francesco Laruffa ci dona come un cammeo delizioso!

TEATRO GRECO
13 – 22 febbraio
Euridice Axen Giulio Corso Gianluca Ferrato
A QUALCUNO PIACE CALDO
di Mario Moretti
liberamente ispirato al film omonimo di Billy Wilder
con Maria Rosaria Carli Stefania Barca Salvatore Esposito
Antonio Tallura
Francesco Laruffa Teo Guarini
Davide Montalbano Michele Demaria
costumi Chiara Donato
elementi scenografici Roberto Crea
luci Luigi Ascione
musiche Matteo D’Amico
scene e regia Geppy Gleijeses
aiuto regia Roberta Lucca
produzione Dear Friends
personaggi e interpreti
Joe Poi Dafne Gianluca Ferrato
Tony Poi Josephine Giulio Corso
1° Uomo Garage Francesco Laruffa
2° Uomo Garage Antonio Tallura
Lily Morris Maria Rosaria Carli
Ghette Salvatore Esposito
Cliente – Tenente Callagan Antonio Tallura
Poliakoff Teo Guarini
Susy Maria Rosaria Carli
Zucky Kandisky Detta Zucchero Candito Euridice Axen
Bibi Stefania Barca
Oscar Fielding Francesco Laruffa
Cameriere/Fattorino Davide Montalbano
Piccolo Bonaparte Michele Demaria
Bonnie 1 Stefania Barca
Killer Davide Montalbano
