Teatro Vascello: una stagione che interroga il presente attraverso il mito, la memoria e la ricerca

17 Giugno 2026

di E. Metalli

La nuova stagione del Teatro Vascello si presenta articolata e ambiziosa, proprio come quelle di sempre, confermando la vocazione dello storico spazio romano a essere crocevia tra tradizione e sperimentazione, grandi maestri della scena e nuove generazioni di artisti. Accanto alla consolidata collaborazione con il Romaeuropa Festival, il cartellone riunisce alcune delle personalità più significative del teatro contemporaneo italiano, già applaudite e apprezzate su questo palco e nelle lunghe tournée. 

Da Antonio Latella, che affida a Vinicio Marchioni il suo atteso Riccardo III, a Federico Tiezzi e Sandro Lombardi che tornano, trent’anni dopo, al loro storico Edipus di Giovanni Testori, passando per Massimiliano Civica con Quinto: Non Uccidere, fino alla presenza di compagnie e autori che negli ultimi anni hanno ridefinito il panorama nazionale, come Carrozzeria Orfeo, Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri con Scemi del villaggio, Stefano Ricci con Congiura e Ascanio Celestini che riunisce in un unico progetto la sua Trilogia dei poveri cristi. 

Non meno significativa appare l’attenzione riservata agli interpreti: protagonisti come Anna Bonaiuto nel testo di Jon Fosse Too Late, Iaia Forte e Massimo Verdastro al centro del progetto di Muta Imago dedicato a Viale del tramonto e Danio Manfredini che, con Cinema Cielo, porta in scena un universo poetico che sembra raccogliere l’eredità visionaria di Jean Genet. 

Una stagione, insomma, che non rincorre le mode ma costruisce un articolato percorso di riflessione sul presente attraverso alcuni dei linguaggi più vivi della scena contemporanea.

Il rapporto con il mito costituisce uno degli assi portanti. Alessandro Serra prosegue il proprio lavoro sulle radici della tragedia con Tragùdia. Il canto di Edipo, scegliendo ancora una volta di sottrarre il classico a ogni lettura museale per restituirgli la forza di un rito ancestrale, mentre Giorgina Pi, con Lemnos, rilegge il destino di Filottete attraverso una prospettiva inedita che si intreccia con il pensiero femminista e una riflessione sull’esclusione, trasformando la ferita dell’eroe in una metafora politica di sorprendente attualità. Nella stessa direzione si colloca anche l’imponente Orestea diretta da Carmelo Rifici e incarnata, fra gli altri, da Fausto Cabra, Alfonso De Vreese, Valentina Picello e Monica Piseddu. Uno spettacolo che interpreta la nascita della democrazia occidentale non come il superamento della violenza, bensì come il tentativo di disciplinarla, facendo emergerne tutta la precarietà.

Accanto al mondo antico, il Vascello dedica grande attenzione ai classici del Novecento e alle loro possibilità di dialogare con il pubblico contemporaneo. Fabio Condemi affronta Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde mettendo al centro il tema dell’identità e della scissione dell’io, insieme a un interprete di eccezionale duttilità come Christian La Rosa, mentre Elio De Capitani porta in scena L’orologio americano di Arthur Miller, trasformando la Grande Depressione in uno specchio delle crisi economiche e morali del nostro tempo. Roberto Andò costruisce invece un raffinato dittico tra Beckett e Pinter accostando L’ultimo nastro di Krapp e Press Conference, due testi che, pur diversissimi, riflettono sul rapporto tra linguaggio, memoria e potere, affidando a Renato Carpentieri il compito di attraversare una materia teatrale fatta di silenzi, omissioni e verità negate.

Particolarmente significativa è anche la presenza di spettacoli che scelgono di indagare il presente attraverso nuove drammaturgie o riscritture originali: Hospitality Suite utilizza l’ambiente di una convention aziendale per trasformare una trattativa commerciale in una riflessione sulle ambizioni, sulle illusioni e sulle contraddizioni dell’uomo contemporaneo. In una prospettiva diversa, Starman. La vera storia di Leon Skum guarda ai miti della tecnologia e del capitalismo globale attraverso una figura apertamente ispirata a Elon Musk, proponendo una satira del culto contemporaneo dell’innovazione e del successo.

Il cartellone riserva inoltre uno spazio importante alle questioni dell’identità e del femminile. Marta Cuscunà, con La medium, recupera una vicenda realmente accaduta per affrontare il tema del controllo sui corpi e sulle vite delle donne, mentre in Vai pure, ispirato al celebre confronto tra Carla Lonzi e Pietro Consagra, Paola Pitagora restituisce al pubblico una delle pagine più radicali del femminismo italiano, dimostrando come le tensioni che attraversano il rapporto tra uomo e donna siano tutt’altro che superate. È un dialogo che trova un’eco anche nella danza di Mauro Astolfi, dove The Sleeping Queen sostituisce la principessa della fiaba con una sovrana chiamata a riscoprire la propria umanità attraverso un percorso di consapevolezza e ascolto.

La ricerca coreografica occupa da sempre una posizione di rilievo nella stagione, con progetti che confermano l’attenzione del Vascello per il linguaggio del corpo come strumento di pensiero. L’omaggio a Lucinda Childs e Philip Glass in Glass with SILENCE, il lavoro di Virgilio Sieni su Le ceneri di Gramsci di Pasolini e The Forest. So dove sono, mi sono già persa qui di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir, oltre al nuovo Catalogo, costruiscono percorsi diversi ma accomunati dalla volontà di trasformare il movimento in un dispositivo poetico e politico capace di dialogare con la storia, la letteratura e la memoria collettiva.

Infine, non potevano mancare Antonio Rezza e Flavia Mastrella che con 7-14-21-28 e Metadietro continuano a destrutturare linguaggio, spazio scenico e convenzioni narrative con quella comicità corrosiva e visionaria che da anni rappresenta uno dei segni distintivi del loro lavoro.

Un programma che non si limita a offrire spettacoli di qualità, ma invita il pubblico a confrontarsi con le grandi questioni del nostro tempo, facendo del teatro uno spazio privilegiato di riflessione critica e di immaginazione civile.

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78

Monteverde Roma

Info: 06 5881021 – 06 5898031

promozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it

ORARI spettacoli

dal martedì al venerdì h.21

sabato h.19

domenica h.17

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