Dalla Sicilia a Rai 1 con CIAO MASCHIO.

20 Marzo 2023

A tu per tu con le KARMA B, creature mitologiche che difendono l’uguaglianza con l’arte.

Entrano nelle case degli italiani tutti i sabato notte, con la loro ironia, la loro sensibilità, la loro intelligenza pungente, il loro carisma scintillante, per svelare curiosità, debolezze, punti di forza e fascino degli uomini, accanto a Nunzia De Girolamo, a CIAO MASCHIO su Rai 1: sono le KARMA B.

Irriverenti, provocatorie, impegnate, si stanno così facendo conoscere al grande pubblico, ma già da tempo sono delle vere e proprie star, icone geniali e anticonformiste,  portatrici sane di un’arte performativa sfavillante, pregevolmente resa attraverso un lavoro dettagliato, dai costumi agli arrangiamenti delle musiche dei loro spettacoli, in cui cantano dal vivo e recitano su testi di cui sono anche autori. 

Non si occupano di produrre però arte fine a se stessa, bensì la trasformano in uno strumento di informazione, grazie ai tanti illustri interventi pubblici di cui sono state protagoniste nell’arco della loro carriera. 

Incontri tra cui spiccano nel recente passato, le partecipazioni all’International Journalism Festival di Perugia o al Wired Festival di Firenze, dove sono state invitate ai panel tematici in materia di mutamenti del linguaggio e sulle nuove sperimentazioni della lingua inclusiva, come l’inserimento graduale dello schwa all’interno di un linguaggio più moderno e accogliente per tuttə. 

Partecipazioni di spessore che hanno consolidato la loro capacità di fare “attivismo mediatico”, che spesso le porta ad essere ospiti del programma “Propaganda Live”. Sono portavoci della comunità LGBTQIA+ italiana nel mondo, sono moderni eroi-mitologici in grado di lottare con le armi colorate delle paillettes, dei trucchi e delle parrucche per affermare i valori di uguaglianza, parità di genere, libertà.

Carmelo e Mauro, dalla Sicilia hanno portato l’arte delle Drag Queen in tutta Italia. “Metà umani, metà Raffaella Carrà”, creature uniche che credono nel valore assoluto della bellezza, e quindi dell’arte come tale, che potrà cambiare il mondo. O almeno illuminarlo.

In questi tempi buoi loro ci riescono alla perfezione e ci hanno regalato, in questa intervista, qualche perla della loro “favolosa” anima.

Partiamo dalle origini… Chi  sono Carmelo e Mauro e come nascono le Karma B?

Carmelo e Mauro sono due ragazzi siciliani che si conoscono a Catania alla fine del 1993, e che tra una lezione di danza e un esame all’università, facendo i ballerini per le drag queen della ricca movida catanese, scoprono quest’arte della quale subito si appassionano.

Vi definite creature mitologiche, metà umani, metà Raffaella Carra’… Della mitica Raffa cosa  avete ereditato?

Abbiamo conosciuto Raffaella Carrà appena arrivati a Roma, per puro caso, era fuori da un negozio che aspettava un taxi e ha notato che la stavamo fissando, ci ha sorriso nella sua maniera inconfondibile e ci ha fatto avvicinare. Ci ha chiesto quali fossero i nostri sogni e ci ha dato il consiglio più importante: studiate, qualunque cosa vogliate fare!

Per noi è stato un benvenuto a Roma e un portafortuna.

Nello stile e nel vostro modo di fare spettacolo avete altri modelli? Altre icone?

Parte del nostro processo creativo, che si tratti di creare un abito, una canzone o un testo teatrale, consiste nel prendere tante diverse ispirazioni e poi metterle da parte per creare qualcosa di originale.

Siete siciliani, venite da una terra fertile, piena di cultura, colori… Cosa vi portate dietro? E quanto sono importanti le radici per voi?

La Sicilia è nel nostro DNA e quindi non possiamo che amare le nostre radici. Detto questo, è stata anche la mancanza di possibilità che offre (specialmente nel nostro campo) che ci ha spinto a partire per cercare fortuna altrove.

Oggi dopo quasi 30 anni come artisti amiamo sentirci cittadini del mondo.

Da Muccassasina alla tv, com’è stato fare questo salto?

È un salto in lungo, durato oltre 20 anni. In mezzo, c’è stato tanto lavoro, studio, teatro, musica, sacrifici e qualche buona intuizione.

Siete Intrattenimento, performance che si intreccia all’informazione e alla capacità di denunciare o meglio illustrare una realtà, quella LGBTQIA+.

In che modo trovate la chiave per questa “vostra cifra stilistica”?

Cerchiamo di essere coerenti, sia nel nostro percorso artistico che nel rapporto con la nostra comunità a cui dobbiamo tanto. Pesiamo parole, azioni, pensieri. E questo poi si traduce nei nostri spettacoli che raccontano appunto non solo la nostra vita, ma anche quella di tante persone che non hanno la visibilità e la stessa possibilità di essere ascoltate.

Siete ironici, irriverenti, mai banali, profondi, coraggiosi e portate l’attenzione su temi caldi come il linguaggio e le  nuove sperimentazioni della lingua inclusiva( tema che mi sta particolarmente a cuore). Come la lingua può essere uno specchio dei cambiamenti della società?

La lingua contribuisce a formare il pensiero, individuale e collettivo. Parole corrette che esprimano nuove sensibilità contribuiscono dunque a educarci come società.

Dal punto di vista artistico ci sono stati dei passi avanti per quanto riguarda la libertà di espressione e, dunque, di genere?

Sicuramente ci sono stati, ma il percorso è ancora lungo e pieno di ostacoli, vedendo la situazione politica attuale del nostro Paese.

Noi però continueremo a camminare a testa alta.

State mostrando il meglio di voi nella trasmissione “Ciao Maschio”, accanto a Nunzia De Girolamo.

Andate a “pizzicare” i punti nevralgici degli uomini e dell’universo maschile. Sembrate conoscerli bene e con grande consapevolezza. Che idea vi siate fatti? Come sono gli uomini oggi? Anche in relazione all’altro sesso.

Nella trasmissione giochiamo molto sugli stereotipi, per poi smontarli e creare momenti di discussione. L’idea che ci siamo fatti è che aldilà di alcune influenze sociali ancora presenti, gli uomini iniziano a smontare certe sovrastrutture che gli impedivano di esprimere emozioni e fragilità. Ed è assolutamente un bene per loro e per chi gli sta accanto.

E le donne?

Sicuramente sono più consapevoli, come noi della comunità lgbtqia+, che quando si parla di parità , non si fanno e non si ricevono  “concessioni “ ma meritiamo tutte gli stessi diritti.

Non smettono, tuttavia, di esistere discriminazioni, violenze, soprusi, nei confronti di chi viene etichettato come diverso. Secondo voi cosa si può fare concretamente in merito ? Che ruolo può e deve avere l’arte, la cultura?

La famosa frase “La bellezza salverà  il mondo” secondo noi deve voler dire che la cultura, la conoscenza e la ricerca del bello inteso come armonia universale e bellezza interiore, è il compito dell’arte e quello che può aiutare la società a sviluppare i propri aspetti migliori.

E non dimentichiamo che l’arte è sempre stata anche denuncia sociale, quindi svelamento del “brutto”. Quindi sono due facce della stessa medaglia.

Tutti abbiamo il diritto di essere ciò che si vuole si sente.

Essere Drag vuol dire questo, portate il vostro concetto di favolosita’ e questo può essere d’aiuto, da modello per chi ancora non riesce a liberarsi dai propri schemi. Essere in una trasmissione tv Rai senza dubbio vi permette di rivolgervi ad una platea vasta, ma riprenderete il vostro show a teatro? E cosa rappresenta per voi il teatro,  il rapporto diretto con il pubblico?

Riprenderemo gli appuntamenti live con il nostro pubblico grazie anche a un singolo che uscirà in estate, mentre in autunno stiamo preparando uno spettacolo più intimo e teatrale.

Nonostante amiamo la tv e i social, la dimensione dal vivo è forse la più soddisfacente da un punto di vista emotivo, quella che restituisce più energia sicuramente.

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