Nuove Conformazioni a Palermo.

13 Maggio 2024

Si è da poco conclusa l’ottava edizione di Conformazioni, il festival palermitano dedicato alla danza e ai linguaggi contemporanei, sotto la direzione artistica di Giuseppe Muscarello. Il festival, sostenuto dai fondi di New generation EU, MiC, Regione Siciliana e Comune di Palermo, si è tenuto dal 18 al 28 aprile e ha visto il coinvolgimento di artisti e compagnie nazionali e internazionali per un’edizione innovativa, nella quale sono stati sperimentati nuovi interessanti sviluppi rispetto agli anni precedenti.

Ma tutto parte da un anniversario, ovvero i venti anni Muxarte, associazione fondata nel 2004 da Giuseppe Muscarello e promotrice del Festival. I primi tre giorni dell’iniziativa sono stati dedicati a una retrospettiva sulle attività della compagnia. Allo Spazio Franco si è tenuta Io sono mia madreSull’identità (Entrechat), di Giuseppe Muscarello, con Andrea Palumbo e Daniele Bianco. Due spettacoli in origine autonomi, che hanno trovato qui un’inedita ricomposizione unitaria: «le due coreografie raccontano in fondo un percorso simile, perché entrambe legate al tema dell’identità. Abbiamo fatto in modo che si alternassero e dialogassero insieme», ci dice Muscarello.

Il dialogo si estende alla relazione tra differenti medium artistici: secondo l’impostazione che già ha caratterizzato Conformazioni negli anni passati, la danza è stata posta in dialogo con le arti figurative all’interno di una collaborazione con sedi espositive del capoluogo siciliano (Rizzuto Gallery, Galleria Pantaleone, Palazzo Butera). Fotografia e videoarte hanno informato Quattro Canti, produzione Muxarte nata come cortometraggio e successivamente approdata alla performance, che per questa edizione del Festival si è tenuta negli ambienti della Rizzuto in occasione dell’anteprima: «La multidisciplinarietà caratterizza l’attività di Muxarte fin dagli esordi. Tutti i progetti presentati quest’anno hanno spaziato dal performativo a differenti modalità espressive».

L’adozione di nuovi linguaggi ha inglobato anche la realtà virtuale: quest’anno si è inaugurata l’iniziativa ConFormazioni Esperience. Grazie alle nuove sinergie sviluppate con il Teatro Sala Molière di Pozzuoli (NA), il T.Off di Cagliari e l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Torino, gli spettatori delle città di Napoli, Cagliari, Torino hanno potuto fruire di alcune performance grazie agli appositi visori. In questo modo il Festival ha potuto espandersi oltre i confini cittadini in una forma innovativa, con lo scopo di «divulgare la danza in modo trasversale».

D’altronde, la vocazione del festival è stata sempre quella di abitare luoghi e contesti differenti: quest’anno in particolare si è registrata una maggiore presenza di compagnie internazionali. Ad esempio il lavoro The beauty of it, di e con Àngel Duran (Teatre la Gorga de Palamós, La Rafinérie/Charleroi danses, TLS Vic) all’Istituto Cervantes, il francese Extinction / Les Phalène di Alexandre Roccoli e K (-A -) O, del giapponese Kenji Shinohe, prodotto dalla Fondazione Sipario Toscana. «Dopo il lockdown, è più facile coinvolgere soggetti internazionali», dice ancora Muscarello, per il quale il Festival «può attingere a una fitta rete di partenariati» che consentono di dare all’iniziativa «un respiro più internazionale». Ma anche nell’isola Conformazioni è all’interno di una rete che comprende i comuni in cui maggiore è l’esigenza di un’azione culturale utile a diffondere i linguaggi performativi contemporanei, soprattutto nelle località più distanti dai centri maggiori.

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